Mazda Craft Journeys alla World Design Capital 2026
Il costruttore giapponese Mobility Partner ufficiale di Open – Design Week Frankfurt RheinMain: la CX-6e protagonista di un viaggio tra Kodo, Takumi e artigianalità

Roma, 28 agosto 2026 – Il design viene spesso percepito come un oggetto finito. Meno visibili sono le conversazioni, le iterazioni e le decisioni che ne accompagnano la nascita. Da questa idea nasce Mazda Craft Journeys x WDC, l’iniziativa realizzata nell’ambito di Open – Design Week Frankfurt RheinMain, l’evento di punta della World Design Capital 2026 (WDC 2026), a cui Mazda ha partecipato in qualità di Mobility Partner ufficiale.
Mazda Mobility Partner della World Design Capital 2026
World Design Capital è un’iniziativa della World Design Organization che riconosce le città capaci di utilizzare il design come motore di sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale. Nel 2026 il titolo è stato assegnato a Frankfurt RheinMain, con il tema “Design for Democracy. Atmospheres for a better life”. Nel corso di dieci giorni, Open – Design Week ha riunito mostre, talk, workshop e tour in oltre 150 sedi, esplorando il modo in cui il design contribuisce a plasmare la vita quotidiana, la cultura, l’architettura e lo spazio urbano. Mazda ha portato una visione che va oltre il veicolo: la mobilità come disciplina progettuale in dialogo con l’architettura, la cultura dei materiali, l’artigianalità e la vita quotidiana, un approccio profondamente legato a Kodo – Soul of Motion. Introdotto nel 2010, Kodo non è soltanto un linguaggio stilistico, ma una filosofia fondata sul movimento, sull’artigianalità e sulla percezione umana.
Al Centro Design Europeo Mazda di Oberursel, in Germania – sede di Mazda Research Europe e uno dei tre poli globali di Ricerca e Sviluppo del marchio – uno studio operativo ha aperto le porte al pubblico per mostrare come il design Mazda si sviluppi dalle prime intuizioni fino alla forma fisica. L’esperienza si è aperta con un intervento di Jo Stenuit, Director Mazda Design Europe, che ha illustrato i principi alla base dell’approccio Mazda al design, spaziando da Kodo a Takumi – la filosofia Mazda della maestria artigianale – fino al ruolo dei materiali, della luce e della progettazione incentrata sulle persone.





Dalla filosofia alla forma: la CX-6e nello studio di Oberursel
La Mazda CX-6e, il nuovo SUV completamente elettrico della Casa, è stata il punto di partenza del percorso, concreta espressione di molte delle idee al centro del confronto. Sotto luci diverse, le sue superfici hanno rivelato l’interazione tra riflessi, proporzioni e movimento descritta dal team. Il design degli esterni è nato nello European Design Studio Mazda di Oberursel ed è stato sviluppato in stretta collaborazione con i colleghi giapponesi: ne è nata una nuova interpretazione di Kodo per l’era elettrica, fatta di superfici scultoree, precisione aerodinamica e un carattere decisamente contemporaneo. Osservata nello studio, anziché su un palcoscenico da salone automobilistico, la CX-6e è apparsa non tanto come un oggetto compiuto, quanto come il risultato di un dialogo continuo tra designer, materiali e maestria artigianale: gli schizzi, i modelli in argilla e gli studi sui materiali che la circondavano hanno mostrato come innumerevoli decisioni, confronti e perfezionamenti confluiscano in un’unica forma.
La mano dell’uomo dietro la macchina: il workshop di clay modelling
Dalla CX-6e, il percorso è proseguito verso uno degli elementi fondamentali del tradizionale processo di design Mazda: la modellazione in argilla. Circondati da modelli fisici in diverse fasi di sviluppo, è apparso subito evidente quanto l’argilla continui a essere centrale anche in un moderno studio di design. Guidato dal team di clay modelling Mazda, il workshop ha mostrato come interventi minimi possano cambiare in modo sostanziale il carattere di una superficie. Molto prima di arrivare alla produzione, un veicolo esiste come forma fisica a grandezza naturale, modellata e perfezionata a mano: gli strumenti digitali restano essenziali, ma l’argilla permette ai designer di valutare la forma alla luce reale, in scala umana e nello spazio. Come hanno spiegato i clay modeller, il loro compito non consiste semplicemente nel riprodurre uno schizzo, ma nel tradurre un’idea in una realtà fisica, preservandone il carattere e l’intenzione originaria.
Colore e materiali come espressione artigianale
Lo stesso spirito di osservazione e perfezionamento caratterizza il lavoro Mazda su Colore, Materiali e Finiture (CMF), ambito in cui colore e materiali diventano strumenti essenziali per definire atmosfera, percezione e coinvolgimento emotivo. La ricerca comincia molto prima che un colore venga applicato a un veicolo: moodboard, campioni e riferimenti tratti dall’architettura, dalla moda, dal retail e dalla cultura dei materiali aiutano i designer a comprendere come colori, texture e atmosfere cambino nel tempo. Il confronto ha affrontato temi come l’approvvigionamento dei materiali, lo studio delle tendenze e il ruolo della luce nella percezione di superfici e colori, e la CX-6e ha offerto un esempio concreto di come questi aspetti si integrino, dal trattamento delle superfici esterne all’atmosfera dell’abitacolo. Colore, materiali e forma non vengono quindi considerati discipline separate, ma parti di un unico dialogo progettuale che accompagna l’intero sviluppo.
Un dialogo che unisce Oberursel e Hiroshima
All’interno di Mazda Research Europe (MRE) a Oberursel, designer, clay modeller, specialisti Colour, Material & Finish, ingegneri ed esperti digitali contribuiscono all’evoluzione delle idee con prospettive diverse: gli schizzi diventano modelli, i materiali vengono testati e rivalutati, le superfici sono osservate in condizioni di luce variabili. Questo scambio va oltre Oberursel: il rapporto tra Mazda Research Europe e Hiroshima è un dialogo costante, in cui le prospettive europee contribuiscono a definire i programmi globali, mentre i concept internazionali vengono affinati e verificati alla luce delle aspettative del mercato europeo prima di arrivare ai clienti. Come spiega Jo Stenuit: “La tecnologia è essenziale, naturalmente, ma non può sostituire la sensibilità. Alcune decisioni dipendono ancora dall’occhio e dalla mano dell’uomo, dalla capacità di riconoscere quando qualcosa ha raggiunto la sua forma compiuta”. Con Mazda Craft Journeys x WDC, lo studio di Oberursel è entrato a far parte di una conversazione più ampia sul design, spostando l’attenzione dall’oggetto finito alle persone, ai processi e agli scambi attraverso cui le idee prendono forma.
Domande frequenti su Mazda Craft Journeys e la World Design Capital 2026
Cos’è la World Design Capital 2026?
È il titolo assegnato dalla World Design Organization a Frankfurt RheinMain per il 2026, riconoscimento alle città capaci di usare il design come motore di sviluppo economico, sociale, culturale e ambientale, con il tema “Design for Democracy. Atmospheres for a better life”.
Che ruolo ha avuto Mazda alla World Design Capital 2026?
Mazda ha partecipato come Mobility Partner ufficiale, realizzando l’iniziativa Mazda Craft Journeys x WDC nell’ambito di Open – Design Week Frankfurt RheinMain, aprendo al pubblico lo studio del Centro Design Europeo di Oberursel.
Cos’è la filosofia Kodo di Mazda?
Kodo – Soul of Motion, introdotta nel 2010, è il linguaggio di design Mazda fondato sul movimento, sull’artigianalità e sulla percezione umana, applicato in una nuova declinazione elettrica sulla CX-6e.
Cos’è la filosofia Takumi citata da Mazda?
Takumi è la filosofia Mazda della maestria artigianale, il principio secondo cui competenza manuale e sensibilità umana restano centrali anche nei moderni processi di design assistiti dalla tecnologia digitale.
Dove si trova il Centro Design Europeo di Mazda?
A Oberursel, in Germania, sede di Mazda Research Europe e uno dei tre poli globali di Ricerca e Sviluppo del marchio, in costante dialogo con il quartier generale di Hiroshima.
Che modello Mazda è stato al centro dell’iniziativa Craft Journeys?
La Mazda CX-6e, il nuovo SUV completamente elettrico del marchio, il cui design esterno è stato sviluppato nello studio europeo di Oberursel in collaborazione con il team giapponese.
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