Mazda MX-5 2027: progettata per emozionare, test tra i tornanti della Futa e i cordoli di Imola

Primo contatto col motore 1.5 potenziato a 136 CV, allestimento speciale Yakudo, affinamenti meccanici e il debutto del controllo DSC-Track

L’odore della terra bagnata dopo un temporale si mescola al profumo della benzina e della gomma calda mentre i tornanti della Raticosa e della Futa srotolano il loro nastro d’asfalto tra i colli toscani, scenario perfetto per pennellare le curve con la nuova Mazda MX-5 2027. Già dal piazzale di benvenuto, dove la gamma si mostra in tutto il suo splendore, l’impatto visivo racconta una storia fatta di dettagli sartoriali e di una coerenza stilistica che da anni rimane fedele al linguaggio Kodo Design. Lo sguardo si posa inevitabilmente sulle differenze tra gli allestimenti, come la Homura e la nuova versione speciale Yakudo. Bastano pochi particolari mirati a fare la differenza. La prima sfoggia pinze freno Brembo rosse e una capote in tessuto nero, mentre la Yakudo si distingue per le pinze silver, la capote grigia e le targhette laterali dedicate che suggellano l’esclusività di un’edizione limitata. Esteticamente la spider giapponese non stravolge la sua essenza, e va bene così, perché la sua linea è ormai un’icona senza tempo.

LA GENESI DI UN MITO E LA FILOSOFIA DEL KANSEI

La nascita della Mazda MX-5 non è figlia del caso, ma di una visione lungimirante concepita nel 1976 dall’incontro tra il giornalista Bob Hall e Kenichi Yamamoto. L’idea di fondo era semplice quanto rivoluzionaria. Dare vita a una roadster leggera, accessibile e votata al puro piacere di guida, sfidando le tendenze di un mercato che già allora si perdeva nella complessità. La prima serie (NA), con i suoi 940 kg, la perfetta ripartizione dei pesi al 50/50 e un brillante motore 1.6, divenne immediatamente un successo globale, stringendo a sé centinaia di migliaia di appassionati e piantando i semi di un’icona immortale. Nel corso dei decenni, la Miata ha saputo custodire la propria anima attraverso generazioni.
La serie NB del 1997 ha consolidato un successo travolgente con migliaia e migliaia di esemplari venduti, mentre la serie NC del 2005 ha dovuto fronteggiare l’era fredda e imponente dei SUV, attingendo con intelligenza all’eredità ingegneristica della sportiva RX-8 per difendere unghie e denti la sua proverbiale agilità, nonostante l’aumento delle dimensioni.
Il vero punto di svolta si è acceso nel 2015 con l’arrivo della serie ND, guidata da Nobuhiro Yamamoto. In piena controtendenza con un mondo che pretendeva auto sempre più pesanti, la MX-5 è tornata coraggiosamente sotto i quattro metri di lunghezza e sotto la soglia della tonnellata, riscoprendo la voce intima e centrale del motore.

A custodire e nutrire questa fiamma eterna c’è la Kansei Engineering, una filosofia poetica e rigorosa sviluppata dal professor Mitsuo Nagamachi dell’Università di Hiroshima, capace di tradurre le neuroscienze, le percezioni e le emozioni più profonde dell’essere umano in pura tecnica meccanica. Questo approccio, sposato indissolubilmente al principio dell’ospitalità artigianale dell’Omotenashi, ha permesso alla spider di compiere un capolavoro storico e di dare vita a uno dei progetti più longevi e amati della storia dell’automobilismo. Trasformandosi in un fenomeno di aggregazione sociale senza eguali, con raduni leggendari come la straordinaria parata record di Modena nel 2022, dove ben 707 cuori pulsanti si sono ritrovati fianco a fianco in pista per conquistare il Guinness World Records. 36 anni di storia e oltre 1.200.000 auto vendute. Questa è la Mazda MX-5.

DESIGN E DOTAZIONI DELLA YAKUDO

La nuova versione speciale Yakudo, il cui nome evoca l’energia dinamica e il movimento. Sviluppata sulla base tecnica della sportiva Homura. Esteticamente si riconosce per la sua esclusiva carrozzeria Soft Top abbinata a un’elegante capote color Silver e a cerchi forgiati RAYS da 16 pollici in tonalità coordinata, affiancati da pinze freno Silver e da badge dedicati. Varcare la soglia della Yakudo significa immergersi in un ambiente in cui l’artigianalità incontra la sportività. La plancia e pannelli porta sono rivestiti in pregiata Alcantara®, mentre preziosi elementi illuminati impreziosiscono i tappetini accogliendo il guidatore secondo i dettami dell’ospitalità Omotenashi. Sotto la pelle, questa edizione speciale eredita i contenuti tecnici più spinti della gamma, come gli ammortizzatori sportivi Bilstein e la barra duomi anteriore pensata per irrigidire l’avantreno e rendere il dialogo con l’asfalto ancora più chirurgico e diretto. Ogni singolo elemento della Yakudo non è un semplice vezzo estetico, ma il tassello di un progetto nato per emozionare lo sguardo prima ancora di accendere il motore, trasformando la guida a cielo aperto in un’esperienza senza compromessi.

SOTTOPELLE: QUATTRO CAVALLI IN PIÙ E UN SOUND CHE INEBRIA

Tecnicamente, il model year 2027 porta in dote aggiornamenti che affinano un equilibrio già vicino alla perfezione. L’incremento di potenza vede il propulsore 1.5L Skyactiv-G aspirato erogare ora 136 CV (100 kW) a 7.000 giri/min, con un aumento di 4 CV rispetto ai 132 CV precedenti e 155 Nm di coppia a 4.500 giri/min, con un peso in ordine di marcia che si attesta sui 1.009 kg per la versione Soft Top.
L’affinamento e la riduzione degli attriti passano attraverso una gestione elettronica del motore ottimizzata tenendo conto dell’evoluzione delle benzine, mentre le resistenze meccaniche interne sono state ridotte grazie all’introduzione di un nuovo olio motore e all’adozione di pneumatici a minore resistenza al rotolamento. Sul fronte dell’efficienza, i consumi nel ciclo combinato WLTP scendono a 6,1 l/100 km, mentre le emissioni di CO₂ si riducono a 139–140 g/km. Non si tratta solo di numeri, ma di come vengono espressi. E siccome per chi guida con passione l’udito gioca un ruolo fondamentale, i tecnici Mazda hanno introdotto un’acustica di aspirazione dedicata, avvalendosi di un sistema o condotto specifico per l’amplificazione della sonorità sportiva nell’abitacolo direttamente dall’airbox. Ogni affondo sul gas si accompagna così a una colonna sonora corposa, meccanica, che sa di altri tempi ma che si sposa alla perfezione con la leggerezza del corpo vettura.

DA I COLLI TOSCANI AI CORDOLI DEL MINARDI DAY CON IL NUOVO DSC-TRACK

Su carta la My27 rispetto alla versione precedente ha un incremento di quattro cavalli, ma la progressione più spinta fa percepire la vera differenza. Durante l’accelerazione si nota come si raggiunga rapidamente la zona rossa e, anche a limitatore, il propulsore non mura, anzi è proprio lì che, richiamando il cambio marcia, ti fa capire di avere ancora tantissimo da regalare. Il cambio manuale si conferma uno dei migliori in circolazione. È a leva corta con innesti da purista, un comando secco e deciso che richiede polso per sentire quel clack meccanico che entra puro fin dentro le vene. Affrontando i colli toscani tra il passo della Raticosa e il passo della Futa, ci si trova nello scenario perfetto per pennellare una serie infinita di curve e tornanti, l’habitat ideale dove motorizzazione, assetto e frenata fondono le loro intenzioni in un capolavoro dinamico.
L’introduzione del condotto nel cofano motore che convoglia la sonorità sportiva dell’airbox direttamente all’interno dell’abitacolo, si fa sentire e aiuta a prendere il ritmo perfetto tra una curva e l’altra. Pur mantenendo un eccellente assetto di serie pensato per l’uso stradale, la vettura permette di affrontare con audacia i cordoli dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, in occasione del celebre Minardi Day. Tra i 200 e gli oltre 500 cavalli delle supercar presenti, la scoperta giapponese si muove con naturalezza, forte di un rapporto peso-potenza ideale. Certo, sui rettilinei e in uscita di curva paga in termini di pura cavalleria, ma in staccata, inserimento e percorrenza curva non teme il confronto.

A gestire i momenti in cui si cerca il limite ci pensa il nuovo controllo di stabilità DSC-Track, una modalità studiata appositamente per chi vuole muovere i primi passi tra i cordoli senza l’ansia di un taglio netto dell’elettronica. Il sistema interviene in extremis, lasciando ampio margine di libertà e correggendo il sovrasterzo solo quando la situazione rischia di sfuggire di mano. Ma il vero segreto della precisione di guida della MX-5 risiede in una genialità ingegneristica che non pesa un solo grammo. Il Kinematic Posture Control (KPC). Nelle staccate più violente o in appoggio nei curvoni veloci, il sistema applica una impercettibile forza frenante alla ruota posteriore interna, contrastando il sollevamento del retrotreno, riducendo al minimo il rollio e schiacciando la vettura verso l’interno della curva. Leggera, bassa, tarata alla perfezione, la MX-5 continua a incarnare il principio del Jinba Ittai, offrendo la favolosa sensazione di essere tutt’uno con la meccanica e regalando, curva dopo curva, la pura gioia di guidare.

UN LISTINO ACCESSIBILE PER TRE ANIME DISTINTE

La gamma si articola in cinque versioni pensate per ogni tipo di appassionato, partendo dalle basi Prime-Line ed Exclusive-line fino ad arrivare ai gradini più alti. La Kazari incarna l’anima più elegante e raffinata, con i suoi interni in pelle Nappa beige e dettagli artigianali; la Homura grida sportività con i suoi cerchi RAYS neri e i freni Brembo; e infine la nuova Yakudo, il cui nome evoca l’energia dinamica e la vitalità, sfoggia una capote silver, pinze freno coordinate, finiture in Alcantara e dettagli luminosi sui tappetini che accolgono il guidatore.
Con un prezzo d’attacco fissato a 33.400 euro, mentre per l’allestimento Yakudo sono richiesti 40.750 euro, la roadster giapponese continua a mantenere fede alla promessa originaria di Bob Hall: essere un’auto sportiva accessibile, capace di regalare emozioni smisurate a chiunque decida di abbassare la capote e perdersi lungo la prima strada tutta curve.

Dimensioni: lunghezza 391,5 cm; larghezza 173,5 cm (191,8 cm specchietti compresi); altezza 122,5 cm (Soft Top) / 123 cm (RF); passo 231 cm
Carrozzeria: due porte, spider/roadster (Soft Top con capote in tela o RF con tetto rigido retrattile)
Motore in prova: 1.5L Skyactiv-G 4 cilindri aspirato a benzina da 136 CV (100 kW) a 7.000 giri/min
Trazione: posteriore
Cambio: manuale a 6 marce (6MT)
Accelerazione: da 0 a 100 km/h in 8,3’’ (Soft Top) / 8,6’’ (RF)
Velocità massima: 204 km/h (Soft Top) / 203 km/h (RF)
Allestimenti: Prime-Line, Exclusive-Line, Kazari, Homura, Yakudo (serie speciale)
Numero di posti: 2 posti
Bagagliaio: 130 litri (Soft Top) / 127 litri (RF)
Consumi ed emissioni: consumo combinato 6,1 l/100 km (WLTP); emissioni CO₂ pari a 139–140 g/km
Sicurezza: Driver Attention Alert (DAA), Lane Departure Warning (LDWS), Lane-keep Assist (LAS), Intelligent Speed Assist (ISA), fari a LED / Adaptive LED Headlights, frenata automatica d’emergenza (SBS e SBS-RC), Blind Spot Monitoring (BSM) con Rear Cross Traffic Alarm, telecamera posteriore, cofano attivo
Prezzo: da €33.400 (Prime-Line) a €40.750 (Yakudo) per la carrozzeria Soft Top; le versioni RF prevedono un costo aggiuntivo di €2.500

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