Mercato auto Italia in crescita a maggio: immatricolazioni su del 7,6%
Mercato ancora in crescita (+9,4% nei primi cinque mesi), ma con segnali di rallentamento
Il mercato auto italiano continua a dare segnali positivi, ma la crescita di maggio racconta anche un settore che procede con una certa cautela. Nel mese appena chiuso sono state immatricolate 150.096 nuove vetture, il 7,6% in più rispetto alle 139.445 registrate a maggio 2025. Il bilancio dei primi cinque mesi del 2026 resta favorevole: da gennaio a maggio le immatricolazioni complessive hanno raggiunto quota 790.301 unità, contro le 722.508 dello stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 9,4%.
Mercato auto Italia, UNRAE: servono politiche industriali di lungo periodo
La ripresa, dunque, c’è. Ma non basta ancora per dire che il mercato sia tornato ai livelli di un tempo. Il confronto con il 2019, ultimo anno prima delle grandi turbolenze che hanno colpito l’automotive, resta infatti pesante: rispetto ai primi cinque mesi di allora, il settore registra ancora un calo del 13,2%. A fotografare questa fase è Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE.
“Il mercato delle autovetture conferma un trend espansivo nei volumi mensili, ma l’andamento complessivo resta facilmente influenzabile dall’incertezza del contesto, locale e globale”, osserva. Il messaggio dell’associazione è chiaro: la domanda sta tornando, ma ha bisogno di stabilità. “Siamo di fronte a una fase di recupero che, per consolidarsi davvero, necessita di politiche industriali di ampio respiro e di un quadro normativo certo”, aggiunge Pietrantonio, richiamando la necessità di ridare fiducia a chi deve acquistare o investire.
Tra i dati più significativi del mese spicca la crescita delle motorizzazioni ricaricabili. Le auto elettriche pure, le BEV, hanno raggiunto a maggio una quota dell’8,8%, con 13.305 unità immatricolate. Il progresso è evidente rispetto al 5,1% registrato nello stesso mese del 2025 e mostra un ulteriore passo avanti anche rispetto ad aprile, quando la quota era all’8,5%. Il risultato, però, va letto con attenzione: una parte della crescita è ancora legata all’effetto degli incentivi precedenti, concentrati in modo rilevante su uno specifico brand e modello.
Anche le ibride plug-in confermano un momento particolarmente dinamico. Le PHEV hanno raggiunto a maggio il 10,2% del mercato, in forte aumento rispetto al 6,4% di un anno fa e sopra il 9,1% registrato ad aprile. A sostenerle sono una gamma di modelli sempre più ampia e le regole attuali sulle auto aziendali in fringe benefit. Proprio il canale professionale si conferma uno dei più sensibili alle scelte fiscali: quando le condizioni sono favorevoli, la risposta del mercato arriva in tempi rapidi.
Il cambiamento delle preferenze si vede anche guardando alle alimentazioni tradizionali. La benzina scende al 20,4% di quota, perdendo 5,3 punti rispetto a maggio 2025. Il diesel continua ad arretrare e si ferma al 6,6%, mentre il Gpl arriva al 6,9%. A dominare restano invece le ibride, ormai stabilmente al centro delle scelte degli automobilisti italiani: a maggio raggiungono il 47,1% del mercato, con le full hybrid al 16% e le mild hybrid al 31,1%.
Sul fronte istituzionale, l’attenzione resta concentrata sui fondi destinati all’automotive. UNRAE richiama lo sblocco delle risorse previste dal DPCM Automotive, ora al vaglio della Corte dei Conti e attese al Tavolo Automotive del 14 luglio. L’associazione, però, invita a evitare letture sbagliate del provvedimento. “Il provvedimento non prevede alcuna forma di ecobonus destinata all’acquisto di autovetture da parte di clienti privati”, chiarisce Pietrantonio.
La distribuzione delle risorse prevede circa il 70% dei fondi alla filiera industriale, quindi al lato dell’offerta, mentre il restante 30% sarà rivolto alla domanda. Non si tratta però di incentivi generalizzati per l’acquisto di auto da parte dei privati: gli interventi riguarderanno veicoli commerciali leggeri, ricariche elettriche domestiche e formule di noleggio sociale per fasce ISEE definite. Secondo UNRAE, pesa inoltre la riduzione del Fondo automotive, passato da circa 1,6 miliardi a 1,343 miliardi di euro dopo lo spostamento di circa 251 milioni verso misure temporanee contro il caro carburanti.
Per Pietrantonio, questo passaggio conferma un problema più ampio: l’Italia continua ad affrontare il tema dei carburanti e dell’energia con interventi parziali, spesso emergenziali. Le accise restano elevate e incidono direttamente sui bilanci di famiglie e imprese. Per questo, secondo UNRAE, serve una visione più organica, capace di legare politica industriale, transizione energetica e competitività.
Da qui l’appello a intervenire sulle flotte aziendali. Per l’associazione, aumentare la deducibilità dei veicoli a zero e bassissime emissioni, migliorare la detraibilità dell’Iva e ridurre i tempi di ammortamento permetterebbe all’Italia di avvicinarsi ai principali mercati europei. Una riforma di questo tipo potrebbe accelerare la decarbonizzazione delle flotte e, allo stesso tempo, rafforzare il sistema produttivo.
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