Ola Kallenius: “Il pacchetto auto non è sufficiente per l’Europa”
Il presidente ACEA: "Si rischia di perdere il vantaggio"
Mentre la preoccupazione mondiale è legata a quanto avviene in Medio Oriente, con le conseguenze già visibili sui prezzi dei carburanti e dell’energia in Europa ed in Italia, si torna a parlare anche del 2035 e del Green Deal dell’Unione Europea. Lo scorso 16 dicembre è stato presentato a Bruxelles il ‘pacchetto auto UE’ con cambiamenti importanti sul blocco ai motori termici del 2035, ma “non è sufficiente a trasformare l’industria automobilistica nel mondo reale”.
L’allarme di ACEA e le multe
Le parole sono di Ola Kallenius, presidente di ACEA, l’associazione europea dei costruttori auto. “La flessibilità proposta nel pacchetto automobilistico di dicembre è benvenuta – ha proseguito il dirigente svedese – però non è sufficiente”. Secondo, il CEO di Mercedes, infatti, nonostante le concessioni del rinnovato pacchetto auto, “l’Europa rischia di perdere il suo vantaggio, sia come luogo di interesse per gli investimenti che come sede industriale”.
Questo allarme è stato dato, dopo la riunione del consiglio dei veicoli leggeri dell’associazione dei produttori auto, con l’invito al Parlamento UE di rafforzare e migliorare il pacchetto auto. In particolare, viene chiesto di rivedere il sistema delle multe, per chi non rispetta i limiti. Se il mercato europeo dei veicoli BEV elettrici non viene triplicato nei prossimi quattro anni, il rischio per i costruttori è di incorrere in multe molto salate. L’unico modo per evitarlo, viene scritto nella nota “è estendere l’attuale proposta di media da tre a cinque anni (2028-2032) e ampliare l’elenco delle flessibilità e dei meccanismi compensativi per la conformità”.
Inoltre, la situazione è molto allarmante per quanto riguarda il mercato dei furgoni. “Non solo le vendite complessive sono diminuite, ma le vendite di furgoni elettrici a batteria e ibridi plug-in hanno superato di poco il 10% di tutte le nuove immatricolazioni – scrive sempre ACEA – Ciò significa che raggiungere gli attuali obiettivi per i furgoni non è possibile”. L’ipotesi è cambiare gli obiettivi: con il 35% di riduzione di CO2 per il 2030 e dell’80% per il 2035.
L’ Industrial Accelerator Act
Si parla anche dell’Industrial Accelerator Act, una delle proposte dell’Unione Europea: “L’ACEA sta esaminando attentamente la proposta della Commissione. La domanda chiave è se rafforzerà realmente la resilienza e proteggerà i posti di lavoro, o se aggiungerà nuovi costi e complessità per i produttori automobilistici. In quest’ultimo caso, rischia di avere l’effetto opposto, facendo aumentare i prezzi dei veicoli e riducendo il mercato complessivo”.
Anche i crediti per l’acciaio a basse emissioni ed i combustibili rinnovabili sono sotto la lente dell’associazione europea dei costruttori auto. La proposta della Commissione per il 2035 “mantiene la riduzione delle emissioni del 100% come soglia di conformità per evitare sanzioni. Questa soluzione non è fattibile: la soglia dovrebbe essere abbassata al 90% e i meccanismi di compensazione, che costituiscono una flessibilità essenziale, dovrebbero diventare più fattibili”. In generale, gli obiettivi attuali “rimangono molto ambiziosi – ha concluso l’ACEA nella sua nota, dopo la riunione del consiglio – e possono essere raggiunti solo in concomitanza con misure coerenti a livello UE che stimolino realmente la domanda”.
Il pacchetto automotive
Ma cosa era accaduto il 16 dicembre? La Commissione Europea aveva cancellato il bando ai motori a combustione interna (benzina e diesel) al 2035, riducendo il target di taglio di emissioni di CO2 dal 100 al 90%. In questo modo, ci sarà ancora spazio per i veicoli non full electric o alimentati a idrogeno, regalando nuova vita alle motorizzazioni tradizionali. Seppur, con alcuni punti specifici, imposti dall’UE per poter utilizzare queste alimentazioni.
Le case automobilistiche dovranno, infatti, “compensare” tale 10% rimanente attraverso l’impiego di acciaio a basse emissioni o mediante l’utilizzo di carburanti sostenibili, come e-fuel e biofuel avanzati. In questo modo, insieme ai veicoli 100% elettrici e alimentati a idrogeno, viene assicurato un ruolo anche dopo il 2035 ai veicoli ibridi plug-in (PHEV), ai veicoli con range extender, ai veicoli mild-hybrid e a quelli con motore a combustione interna.
Inoltre, per quanto riguarda le batterie delle auto elettriche, la Commissione Ue ha messo sul piatto investimenti importanti: previsto uno stanziamento di 1,8 miliardi di euro, di cui 1,5 miliardi attraverso prestiti a tasso zero. L’obiettivo del Vecchio Continente è quello di accelerare lo sviluppo di una catena del valore europea su sviluppo e produzione delle batterie.
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