Omoda 7 SHS-P, primo contatto con la nuova plug-in del marchio cinese [FOTO]

Aggressiva ma anche silenziosa e tranquilla, fino a 1.200 km di autonomia

Dopo Omoda 5 e Omoda 9, è arrivato il momento per il marchio europeo del gruppo Chery di “mettersi in mezzo” e di presentare quella che è, di fatto, la sintesi delle due vetture che erano state lanciate in questi primi anni di vita del brand alle nostre latitudini. L’Omoda 7 è un SUV di segmento C molto alto, quasi a sfiorare il D. Certamente non si tratta di una vettura da scegliere se si hanno difficoltà con parcheggi e presenza su strada, ma se si vuole una vettura spaziosa, comoda e con la giusta dose di tecnologia, allora stiamo parlando di un prodotto senza alcun dubbio interessante.

Aspetto super moderno

Omoda 7 - Frontale

Se Jaecoo è il ramo più “elegante” della coppia di brand, Omoda ha più volte dimostrato di poter essere quello più futuristico e aggressivo. La Omoda 7 non fa certo eccezione in questo senso, mostrando nei suoi 4,66 metri un’unione di forme e linee estremamente dure e spigolose, che però ben si adattano all’immagine “futuristica” che le vetture asiatiche stanno portando nel nostro Paese. Il suo assetto è visivamente basso e largo, senza quindi sfociare mai nell’aspetto da off-road che forse è più proprio della sorella (e di un futuro marchio del gruppo che sta per fare capolino anche da noi). L’auto è relativamente bassa per il segmento, ma al tempo stesso presenta un aspetto da sicuro colpo d’occhio, che non mancherà di far girare più di una testa. L’elemento dominante, ad esempio, è la griglia frameless con decorazione esagonale in tre dimensioni, caratteristica di Omoda e particolarmente di moda da diversi anni. Da notare anche i gruppi ottici, non solo estremamente sottili, ma anche compatti. Luci diurne, anabbaglianti, abbaglianti e luci di posizione sono tutte racchiuse in un unico elemento, rendendo così molto più liscia e pulita la sezione frontale. Il labbro frontale sporge in modo evidente e finisce per creare un vero e proprio “shark nose” molto bello da vedere. Da essi partono diverse linee che si sviluppano poi sulla fiancata, dove troviamo superfici ampie e una linea di cintura discretamente alta. Le portiere sono dotate di maniglie a scomparsa, che hanno l’unico difetto di sporgere molto fuori e di rischiare di prendere dentro qualcuno che si trova nelle vicinanze (tipo un giornalista che sta facendo delle foto, per farvi un esempio). I passaruota sono estremamente marcati e possono ospitare cerchi in lega da 19 e da 20 pollici, a seconda degli allestimenti. Il tetto sporge leggermente verso il posteriore, senza però raggiunge forme estreme come quelle del SUV-coupé. Il posteriore è coerente con il frontale, a cominciare dai gruppi ottici molto stretti, mentre sopra il lunotto troviamo uno spoiler ben integrato, all’interno del quale trova posto anche il tergilunotto.

Stile high-tech all’interno

Omoda 7 -Abitacolo

Come quasi tutti i SUV moderni, l’interno della Omoda 7 è un concentrato di tecnologia. Tra l’altro, essendo cinese, fa a gara con i suoi concorrenti in patria per proporre qualcosa di più eccentrico ogni volta che esce una vettura nuova. Ecco allora che ci troviamo un display centrale enorme, da ben 15,6 pollici, ma la sua funzione più sorprendente è che con un semplice gesto a quattro dita lo si può spostare automaticamente verso il sedile del passeggero anteriore, che può ora interagirvi. Sicuramente una funzione unica nel segmento e anche utile, che va a eliminare il bisogno di un terzo schermo dedicato al passeggero. Unico difetto: l’inserimento di questo extra ha eliminato il vano davanti al passeggero e anche se lo si può recuperare in altro modo, rimane una mancanza.
Dal punto di vista dei materiali, ci si assesta su buoni livelli. Magari da quel punto di vista il feeling non è “premium” nel senso classico del termine, ma abbiamo a che fare con numerosi materiali estremamente morbidi e con un buon colpo d’occhio estetico. Anche gli assemblaggi sono molto ben curati, eliminando così ogni rischio di apparire “cheap”. Ci hanno colpito molto i sedili: ergonomici, ben sagomati e soprattutto in un unico pezzo, anche nella panca posteriore. Un dettaglio quasi “racing”, anche se l’auto non punta assolutamente a essere sportiva. Il volante multifunzione ha una forma molto particolare, ma è leggero e incredibilmente preciso, mentre davanti ad esso troviamo un quadro comandi estremamente compatto, che però si integra fedelmente con l’head-up display e con il grande pannello centrale. Sia volante che sedili sono scalabili elettricamente e con l’allestimento top di gamma questi sono persino massaggianti. Il tutto è completato da un sistema audio curato dalla Sony e dotato di ben 8 altoparlanti.

Il Super Hybrid alla spina

Omoda 7 - Guida

L’Omoda 7 ha in dotazione il motore Super Hybrid plug-in, abbreviato dalla casa con la sigla SHS-P. Si tratta, per semplificare molto, di un sistema che funziona quasi come un range extender, pur non essendolo nel senso classico del termine. Semplificando molto, in questo sistema il motore elettrico è l’unico che offre trazione e il termico si occupa invece di caricare la batteria quando necessario. Solamente alle alte velocità iniziando a spingere entrambi. Il motore termico di base è un 1.500 turbo benzina a ciclo Miller, che insieme al motore elettrico arriva ad una potenza massima di 279 CV. La batteria è da 18,4 kWh e grazie alla ricarica continua del termico, rimane sempre carica con una percentuale intorno al 20%. Grazie a questo sistema, l’autonomia dichiarata nel ciclo misto WLTP è di 92 km (fino a 120 km se si rimane in città), mentre l’autonomia completa della vettura può arrivare fino a ben 1.200 km. Nonostante punti soprattutto all’efficienza, però, lo 0-100 è comunque completato in un ottimo 8,4 secondi, con la potenza complessiva che si sente più in ripresa che in accelerazione.
Ne consegue che i viaggi in città sono prima di tutto molto silenziosi e fluidi. Il motore termico entra in gioco in modo molto graduale e questo evita gli strappi tipici delle vetture più sportive. Il pedale dell’acceleratore rimane morbido e progressivo e questo consente di controllar bene la vettura, insieme allo sterzo che, come detto prima, ci è parso decisamente leggero e ben graduato. Nonostante le dimensioni, il peso complessivo quasi non si percepisce. Abbiamo percorso poche strade extraurbane in questo velocissimo test, ma la sensazione è che alle alte velocità si apprezza soprattutto l’andatura rilassata e la buona stabilità. In caso di buche le sospensioni assorbono bene, senza però essere eccessivamente morbide. Le sospensioni posteriori multilink forse risultano un poco rigide rispetto alle anteriori, ma questo si percepisce alle alte andature più che sulle percorrenze di città. Buona anche la frenata, progressiva e con elettronica sempre presente.

Quanto costa?

Omoda 7 - Logo

Per i contenuti che offre, la Omoda 7 ha sicuramente un prezzo vantaggioso rispetto ad altre concorrenti con lo stesso equipaggiamento. Il modello di base con l’allestimento Pure parte da 38.900 €, mentre l’allestimento Premium parte da 41.900 €. Volendo si può fare un salto ulteriore e avere tutto compreso, arrivando al Premium Pro da 43.400 €. Sono anche disponibili delle offerte speciali, come il finanziamento da 259 € per 35 mesi con anticipo da 9.200 €.

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