Opel in Formula E: un ritorno alle monoposto dopo l’era Formula Opel Lotus
Il Fulmine lancia la sfida elettrica rispolverando una tradizione che ci porta al campionato monomarca dal 1988 al 1994
Qualche giorno fa Opel ha annunciato ufficialmente la partecipazione al Campionato Mondiale ABB FIA di Formula E a partire dalla stagione 2026-2027. Una nuova avventura sportiva per la Casa del Fulmine che sarà dunque protagonista nella massima competizione motoristica dedicata ai veicoli elettrici, capace di unire l’adrenalina agonistica del motorsport con un elevato livello di sostenibilità ambientale.
Opel e monoposto, non è un inedito
A differenza di quanto si possa pensare, l’approdo di Opel in Formula E non sarà la prima volta che il brand tedesco si avventura in competizioni automobilistiche con vetture monoposto. Mentre i potenti modelli GSE completamente elettrici raccontano l’anima più sportiva, in chiave moderna e sostenibile, di Opel, il debutto dell’Opel GSE Formula E Team avrà l’ambizione di rinnovare la lunga tradizione del marchio nel motorsport fatta di numerose vittorie nei rally, nelle gara turismo e di durata, ma anche con le monoposto.

La Formula Opel Lotus tra agli anni ’80 e ’90
In epoca recente, il marchio Opel visse un momento importante nelle competizioni a cavallo degli anni ’80-’90, quando la Casa tedesca organizzò un campionato monomarca nel quale gareggiavano monoposto di Formula Opel Lotus progettate dalla Lotus Advanced Engineering e costruite in 240 esemplari dalla Reynard che sviluppò due serie della monoposto tipo FVL: la Mk I del 1988 e la Mk II del 1991. Le monoposto protagoniste della Formula Opel Lotus montavano un motore quattro cilindri bialbero Opel a 16 valvolare di 2.0 litri, derivato da un propulsore utilizzato nella produzione di serie, che in questa versione sviluppata circa 155 CV ed era abbinato a un cambio Hewland T5 a 5 marce, con ruote Tecnomagnesio e pneumatici Bridgestone Potenza a completare il quadro.
Palestra per campioni da F1
Il programma sportivo della Formula Opel Lotus, che era coordinato dalla EFDA (European Formula Drivers’ Association), aveva un ampio respiro internazionale, prevedendo un campionato europeo, che vide laurearsi campione piloti come il finlandese Mika Hakkinen ed il brasiliano Rubens Barrichello, e campionati nazionali in Germania, Benelux, Austria, Gran Bretagna, Irlanda e Scandinavia.
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