Peugeot Proxima: la concept car del 1986 che anticipava l’auto del futuro

Nasceva 40 anni fa lo spettacolare prototipo del Leone d'ispirazione spaziale

Nella storia di Peugeot, la concept car Proxima, presentata per la prima volta al Salone di Parigi del 1986, ha ricoperto un ruolo importante, rappresentando ancora oggi una delle creazioni più visionare mai realizzate dalla Casa del Leone e che vale la pena riscoprire in occasione dei suoi 40 anni.

Nata in un periodo di grande successo sportivo per Peugeot, che nella seconda metà degli anni ’80 era reduce dai trionfi della 205 Turbo 16 nel Mondiale Rally, la Proxima rappresenta un laboratorio tecnologico su ruote, pensato come esercizio di sperimentazione volto ad anticipare le soluzioni che avrebbero caratterizzato l’automobile del 21° secolo.

Ispirazione spaziale

Ispirata al mondo dell’esplorazione spaziale e della fantascienza, la Peugeot Proxima prendeva il nome da Proxima Centauri, la stella più vicina al sistema solare. Disegnata dal Centro Stile Peugeot con il supporto della progettazione CAD, tecnologia allora ancora agli albori nell’industria automobilistica, la concept car sfoggiava una carrozzeria estremamente aerodinamica, lunga 4,42 metri, larga oltre 2 metri e alta appena 1,14 metri. L’impiego di materiali compositi e fibra di carbonio consentiva alla Proxima di contenere il peso in circa 1.080 kg.

Peugeot Proxima

Cupola trasparente e potente motore V6 biturbo

Tra gli elementi più spettacolari della Peugeot Proxima c’era senza dubbio la grande cupola trasparente in policarbonato che sostituiva le tradizionali portiere, offrendo un accesso scenografico all’abitacolo. Sotto la carrozzeria del prototipo trovava posto un potente motore V6 biturbo da 2.9 litri, accreditato di circa 600 CV (secondo alcune fonti addirittura 680 CV) e 608 Nm di coppia massima, capace di spingere la vettura fino a una velocità massima dichiarata di 348 km/h. Nelle sue performance la Proxima beneficiava anche del supporto della trazione integrale a gestione elettronica derivata direttamente dall’esperienza maturata nei rally dalla Casa francese.

Abitacolo ancor più audace

Gli interni della Peugeot Proxima erano ancora più sorprendenti di quanto non lo fosse il look esterno. Nell’abitacolo trovavano posto cinque schermi LCD a colori, head-up display, telecamere anteriori e posteriori, navigazione GPS sperimentale, radar anticollisione e chiave elettronica, tutte tecnologie che erano praticamente fantascienza nel 1986, ma che oggi fanno parte della dotazione di molte auto di serie. A bordo della concept del Leone c’era persino un particolare sistema di ventilazione che sfruttava delle celle fotovoltaiche per limitare il surriscaldamento dell’abitacolo.

Peugeot Proxima

Tra la Quasar e la Oxia per un trittico visionario

Anello di congiunzione tra la Quasar del 1984 e la Oxia del 1988, altri due avveniristici prototipi del Leone, la Peugeot Proxima completava una trilogia di concept che ha segnato la storia del marchio. Un prototipo che, a quarant’anni dalla sua presentazione, continua a stupire per la spiccata capacità di anticipare il futuro, dimostrando come design, innovazione e ricerca possano dare vita a progetti destinati ad aprire nuove strade dell’evoluzione dell’automobilismo.

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