Prezzi benzina: il diesel vola e rischia di superare i 2,5 euro/litro

Il 7 aprile scadrà lo sconto sulle accise deciso dal Governo

Prezzi benzina: il diesel vola e rischia di superare i 2,5 euro/litro

I prezzi dei carburanti continuano ad aumentare in Italia (e non solo) ed hanno ormai completamente assorbito lo sconto delle accise, varato dal Governo lo scorso 18 marzo. La crisi è più profonda di quella di quattro anni fa, allo scoppio della guerra in Ucraina, visto che allora il taglio accise riuscì a ridurre il prezzo di benzina e diesel con un effetto molto più prolungato, tanto che quando venne tolto, gli effetti furono abbastanza limitati nel tempo.

La situazione in Medio Oriente continua ad essere molto instabile, tra dichiarazioni un giorno che paiono portare ad una soluzione vicina e altri in cui si torna a parlare di tempi più lunghi, mentre le operazioni continuano sul campo. Così il prezzo del petrolio non è stabile ed alterna giorni di ribasso ad altri (più frequenti) di rialzi. E, secondo gli ultimi rilevamenti, il Brent è tornato sulla soglia dei 110 dollari al barile, portando così nuovi aumenti nei prossimi giorni.

I prezzi di lunedì 30 marzo 2026

Mentre ci avviciniamo al weekend pasquale, dove sono stimati in viaggio oltre 10 milioni di italiani, i costi sono ormai tornati quelli precedenti l’azione sulle accise. Secondo la classica rilevazione giornaliera di Staffetta Quotidiana, sulla base delle rilevazioni dell’Osservatorio dei prezzi del Ministero del Made in Italy, oggi la benzina self service ha un prezzo medio di 1,747 euro al litro al self, mentre il diesel ha raggiunto quota 2,055 euro/litro.

Ancora più pesante la situazione al servito ed in autostrada: la verde è rispettivamente 1,883 e 1,812 euro/litro, mentre il diesel è a 2,187 e 2,117 €/l. Questo a causa dei rincari effettuati oggi da tutte le principali compagnie operanti in Italia. Sono rimasti piuttosto stabili, invece, i prezzi dei carburanti alternativi: GPL a 0,662 euro, metano a 1,550 euro/kg e GNL a 1,251 euro/kg.

A livello regionale, secondo la rielaborazione Codacons dei dati a livello locale, il gasolio tocca il prezzo medio più alto a Bolzano con 2,094 euro al litro, seguita da Trento (2,076 euro/litro), Valle d’Aosta (2,075 euro/litro) e Molise (2,072 euro/litro). Per quanto riguarda la benzina, invece, il prezzo più caro si è registrato in Basilicata con una media di 1,779 euro al litro, seguita da Bolzano (1,775 euro/litro), Sicilia (1,769 euro/litro) e Calabria (1,767 euro/litro).

Il taglio delle accise

I prezzi potrebbero diventare ancora più cari dal prossimo 8 aprile. Infatti, la riduzione delle accise era stata annunciata per 20 giorni e la scadenza è per martedì 7 aprile, il giorno dopo la fine del weekend lungo di Pasqua. Se non ci sarà una proroga del decreto o se non verrà attuata qualche altra iniziativa (e al momento non ci sono indicazioni in merito), il prezzo di benzina e diesel salirà di circa 25 centesimi, recuperando il valore dello sconto delle accise più l’IVA.

Facendo un rapido conto, in base alle quotazioni odierne, il prezzo della benzina arriverebbe ad un passo dai 2 euro al litro (1,997 euro/litro) ed il diesel a 2,305 euro/litro. Nel frattempo, se la situazione in Medio Oriente continuerà ad essere tesa, ci saranno nuovi aumenti. Secondo l’allarme del Codacons, infatti, il prezzo del gasolio potrebbe andare oltre i 2,5 euro al litro in tutta Italia dall’8 aprile. Una cifra mai vista, nemmeno quattro anni fa.

Il prezzo del petrolio

Il prezzo del petrolio, infatti, è aumentato sensibilmente nella giornata odierna, all’inizio della quinta settimana di contrattazioni dall’inizio del conflitto. Il prezzo di un barile (159 litri) di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari. Questo ha riportato il prezzo del petrolio vicino al massimo intermedio di 119,50 dollari raggiunto tre settimane fa. Nelle prime ore del mattino, il prezzo si attestava a 115,55 dollari, il 2,7% in più rispetto alla fine della scorsa settimana. Il Brent è aumentato di quasi il 60% dall’inizio della guerra con l’Iran. Anche i prezzi di altri tipi di greggio sono aumentati vertiginosamente dall’attacco israeliano e statunitense all’Iran. Di conseguenza, c’è grande preoccupazione per quanto potrà avvenire ai distributori nelle prossime settimane.

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