Prezzi benzina: il petrolio torna a volare, attesi nuovi aumenti

Dopo gli attacchi americani della scorsa notte a Larak

Prezzi benzina: il petrolio torna a volare, attesi nuovi aumenti

Gli automobilisti italiani stanno vivendo un periodo di passione. I costi di benzina e diesel sono elevatissimi ed il rischio di ulteriori rincari è purtroppo tornato d’attualità. Le rinnovate tensioni tra Stati Uniti ed Iran, infatti, con il raid statunitense a Larak, hanno fatto impennare il prezzo del petrolio, tornato sopra i 90 dollari al barile. Oggi le rilevazioni ai distributori italiani sono rimaste stabili, ma è molto probabile un nuovo giro di aumenti, dai prossimi giorni.

Cosa è accaduto a Hormuz

Dopo un mese senza attacchi, seppur con tensione alta e continui botta e risposta, la scorsa notte le forze americane hanno attaccato due lanciatori iraniani sull’isola di Larak. Si tratta di un molto luogo strategico, una sorta di ‘casello’ di transito sullo Stretto di Hormuz. Un funzionario Usa ha spiegato ad Axios che il raid è scattato dopo che “erano state osservate forze dei pasdaran intente a preparare il lancio di razzi carichi di mine navali verso lo stretto di Hormuz”.

Secondo le informazioni, l’attacco avrebbe causato due vittime e l’Iran ha già annunciato una rappresaglia. Questo, ovviamente, ha alzato nuovamente la tensione nel luogo dove, prima dell’avvio del conflitto, transitava circa il 20% del petrolio mondiale: “L’Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz – ha detto il viceministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi, subito dopo gli attacchi statunitensi – L’accordo sullo Stretto di Hormuz con l’Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni”.

Il balzo del petrolio

Questa nuova aria di guerra ha immediatamente avuto un riflesso sul prezzo del petrolio, che era invece sceso nel corso delle ultime due settimane. Il costo del greggio, infatti, è apparso in forte rialzo questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a ottobre è scambiato a 85,93 dollari al barile con una crescita del 3,03%, mentre il Brent con consegna a novembre supera i 90 dollari a 90,89 dollari al barile con un avanzamento del 3,17%.

I prezzi dei carburanti

La scorsa settimana avevamo scritto di una discesa, seppur molto lieve, dei prezzi dei carburanti in Italia, ma questa tendenza era già calata nella giornata oggi e, con queste nuove notizie, i prossimi giorni porteranno presumibilmente nuovi rincari. Entrando un po’ più nel dettaglio, la quotazione odierna, con il consueto rilevamento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, vede i costi di benzina e diesel, rispettivamente a 2,017 e 2,130 euro al litro. Sono esattamente gli stessi prezzi rilevati nella giornata di ieri ed anche molto simili a quelli di venerdì scorso.

Questi sono i costi del self su rete stradale, ma anche in autostrada la situazione rilevata è simile. La verde è quotata 2,097 euro al litro, mentre il gasolio a 2,204 euro/litro: la benzina ha esattamente lo stesso prezzo di domenica, mentre il diesel è sceso di un millesimo. Una situazione, tuttavia, non destinata a durare nei prossimi giorni, quando, come dicevamo, gli effetti del rialzo del petrolio si faranno sentire anche ai nostri distributori ed i costi torneranno a salire. Avvicinandosi sempre più ai record storici, visto che la base di partenza è già molto elevata.

Lo sconto sulle accise

Inoltre, sabato prossimo, 5 settembre, scadrà anche la proroga del Governo allo sconto di 17 centesimi al litro (IVA compresa) sul prezzo del diesel, grazie al taglio temporaneo delle accise. C’è una settimana di tempo per la politica per provare a reperire delle risorse per un’ulteriore proroga o per trovare soluzioni alternative per calmierare un po’ i costi. Se ciò non avverrà, a partire da 6 settembre il prezzo del diesel salirà a oltre 2,3 euro al litro. Al netto, ovviamente, di quanto accadrà in questa settimana da parte delle compagnie petrolifere.

Una situazione, come vediamo, molto complicata. Non solo per gli automobilisti (ed i motociclisti) privati, ma anche (se non soprattutto) per il mondo dei trasporti, considerando che la maggior parte delle merci in Italia viaggia su gomma. Con il rischio che, oltre al danno di un costo dei carburanti già elevatissimo, si aggiunga per gli italiani anche la beffa di un aumento dei costi dei prodotti di consumo, a causa appunto del balzo in avanti dei prezzi del diesel.

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