RC auto 2026: rincari fino al 94% per chi ha causato sinistri
Aliquota IPT al 12,5%, premio medio a 483 euro e stangata per chi ha causato incidenti

Il rinnovo della polizza RC auto porta nel 2026 aumenti concreti per milioni di automobilisti italiani. Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, citato da L’Automobile (ACI), il premio medio ha già raggiunto 483,57 euro a novembre 2025, in crescita del 3,4% su base annua e del 31,1% rispetto allo stesso mese del 2022. A pesare ulteriormente sul portafoglio degli automobilisti è anche una novità fiscale in vigore dal 1° gennaio 2026.
L’aliquota IPT sale dal 2,5% al 12,5% dal 1° gennaio 2026
Con l’ultima legge di bilancio, per recuperare circa 115 milioni di euro, il governo ha innalzato l’aliquota dell’imposta applicata alla polizza per i rischi di infortunio del conducente e per l’assistenza stradale, che passa dal 2,5% al 12,5%. L’aumento non è retroattivo: riguarda esclusivamente i contratti assicurativi stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2026, quindi chi ha rinnovato la polizza nel 2025 non subisce ancora l’effetto della nuova aliquota.
Premio medio RC auto: quanto si spende in Italia
Secondo l’Osservatorio assicurativo di Segugio.it, a novembre 2025 il premio medio della RC auto in Italia si attesta a 483,57 euro, con un incremento del 3,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato è ancora più significativo se confrontato su un arco temporale più lungo: rispetto a novembre 2022 il rincaro sfiora il 31,1%, segno di un mercato assicurativo che negli ultimi tre anni ha visto crescere in modo sostanziale il costo medio della copertura obbligatoria.
Il dato IVASS: premio medio a 423 euro nel primo trimestre 2026
Accanto ai dati dell’Osservatorio di Segugio.it, anche l’IVASS, l’istituto di vigilanza sulle assicurazioni, conferma la tendenza al rialzo con la propria indagine IPER. Nel primo trimestre 2026 il prezzo medio della RC Auto rilevato da IVASS è di 423 euro, in crescita del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 (il dato, calcolato su una metodologia diversa da quella di Segugio.it, risulta comunque in leggero calo rispetto ai due trimestri precedenti: 432 euro nel quarto trimestre 2025 e 437 euro nel terzo). Il trend resta comunque al rialzo: a giugno 2026 l’Osservatorio Segugio.it ha registrato un incremento del 5,2% su base annua. Tra le province, i rincari più marcati nell’ultimo anno si sono registrati a Vercelli (+5,8%), Milano (+5,6%) e Roma (+5,4%).
Napoli la provincia più cara d’Italia, Aosta la più economica
Le differenze territoriali non riguardano solo le regioni: secondo i dati IVASS, la classifica provinciale della RC Auto vede Napoli stabilmente al vertice dei costi più alti d’Italia, mentre Aosta occupa l’estremo opposto. Nel primo trimestre 2026 il differenziale di prezzo tra le due province è di 257 euro, in leggero calo rispetto ai 262 euro dell’anno precedente. In generale, circa un quarto delle province italiane fa segnare un premio medio superiore alla media nazionale, con la Campania tra le regioni dove il costo della polizza resta storicamente tra i più elevati del Paese.
Fino al 94% in più per chi ha causato un sinistro
La stangata più pesante colpisce chi ha un sinistro sulla coscienza. Circa 1,5 milioni di automobilisti, pari al 4,4% degli assicurati italiani (in lieve calo rispetto al 4,6% del 2024), dichiara di aver causato un incidente nel corso del 2025. Per questa fascia di conducenti il premio al momento del rinnovo sarà, a livello nazionale, superiore del 94% rispetto a quello pagato da chi non ha provocato sinistri. Si tratta del dato più rilevante emerso dall’analisi di Segugio.it: la responsabilità nella causa di un incidente pesa ormai quasi il doppio sul costo della polizza.
Il vero motivo del rincaro: il costo dei sinistri, non il loro numero
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, gli incidenti stradali non sono in aumento: secondo il report ANIA Trends – focus R.C. Auto aggiornato al 31 dicembre 2025, la frequenza sinistri complessiva si attesta al 4,32%, in calo rispetto al 2024 e inferiore di circa il 18% ai livelli pre-pandemia del 2019 (si tratta di un dato distinto da quello di Segugio.it sopra citato, che misura invece la quota di assicurati che dichiara di aver causato un sinistro: le due percentuali sono vicine ma calcolate su basi diverse). A salire non è dunque il numero dei sinistri, ma il loro costo medio: nel 2025 l’importo medio liquidato ha raggiunto 2.269 euro, in crescita del 2,8% sul 2024. Pesano il prezzo dei ricambi, cresciuto del 16% tra il 2022 e il 2025, il costo della manodopera specializzata e la rivalutazione degli importi per danno biologico lieve, salita del 18%. Le auto di nuova generazione, dotate di sensori, telecamere, radar e sistemi ADAS, sono più sicure ma anche più costose da riparare: anche un urto lieve può richiedere interventi su componenti elettronici sofisticati.
Differenze territoriali: dal Molise più virtuoso alla Valle d’Aosta
I dati di Segugio.it evidenziano forti differenze geografiche nella frequenza dei sinistri, calcolata su un indice che pone a 100 il valore medio nazionale. Il Molise è la regione più virtuosa, con un indice di appena 40,5, mentre la Valle d’Aosta registra il valore più alto, pari a 130,9, seguita dalla Toscana (113,3) e dall’Emilia-Romagna (112,2). Chi vive in queste ultime regioni deve quindi mettere in conto, a parità di altre condizioni, un premio RC auto mediamente più elevato rispetto alla media italiana.
Età e professione incidono sul rischio sinistri
Anche il profilo anagrafico e professionale del guidatore influisce sul costo della polizza. I giovani fino a 24 anni risultano la fascia più esposta, con un indice di 155,1, mentre il valore più basso si registra tra i 35 e i 44 anni, fermo a 85,0. Sul fronte professionale, gli studenti mostrano l’indice più elevato (117,3), seguiti da pensionati (112,4) e da dirigenti o funzionari (111,2). All’opposto, le forze armate risultano la categoria meno sinistrosa, con un indice di 70,2, davanti a imprenditori (80,1) e casalinghe (89,3).
Quanto aumenterà l’RC auto nel 2026 e come risparmiare
Per il 2026 le stime indicano un incremento medio dei premi compreso tra il 6% e il 10%, con rincari più marcati per i neopatentati, per chi risiede nelle grandi città e per chi utilizza l’auto quotidianamente nel traffico intenso. Per contenere la spesa, gli esperti del settore consigliano di confrontare più preventivi prima del rinnovo, selezionare solo le garanzie accessorie realmente necessarie, valutare le polizze pay-per-use per chi percorre pochi chilometri all’anno e adottare uno stile di guida prudente, premiato dalle compagnie che offrono sconti tramite le scatole nere e le assicurazioni telematiche.
Domande frequenti su RC auto e aumenti 2026
Di quanto aumenta l’RC auto nel 2026?
Le stime del settore indicano un aumento medio compreso tra il 6% e il 10% nel corso del 2026, a cui si aggiunge per tutti i contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio l’effetto del rialzo dell’aliquota IPT dal 2,5% al 12,5% sulla parte di premio relativa a infortuni e assistenza stradale del conducente.
Perché la RC auto aumenta anche se gli incidenti diminuiscono?
Perché a crescere non è il numero dei sinistri, che secondo ANIA Trends è sceso al 4,32% nel 2025, ma il loro costo medio di liquidazione, salito a 2.269 euro (+2,8%). Incidono il prezzo dei ricambi (+16% dal 2022), la manodopera specializzata e la maggiore complessità tecnologica delle auto moderne dotate di sensori e sistemi ADAS.
Quanto costa in media l’RC auto in Italia?
Secondo l’Osservatorio Segugio.it, a novembre 2025 il premio medio nazionale della RC auto è di 483,57 euro, in crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente e del 31,1% rispetto a novembre 2022.
Di quanto aumenta il premio per chi ha causato un sinistro?
Chi ha dichiarato di aver causato un incidente nel 2025 (circa 1,5 milioni di automobilisti, il 4,4% degli assicurati) pagherà al rinnovo un premio superiore in media del 94% rispetto a chi non ha provocato sinistri.
In quali regioni italiane l’RC auto è più cara?
La Valle d’Aosta registra la frequenza sinistri più alta d’Italia (indice 130,9 su una media nazionale di 100), seguita da Toscana (113,3) ed Emilia-Romagna (112,2). Il Molise è invece la regione più virtuosa, con un indice di appena 40,5.
Perché a Napoli e in Campania la RC auto costa di più?
Napoli è, secondo i dati IVASS, la provincia italiana con il premio medio RC Auto più alto in assoluto, con un distacco di 257 euro rispetto ad Aosta, la provincia più economica. La Campania nel suo complesso è storicamente tra le regioni italiane con i costi assicurativi più elevati, un fenomeno legato anche alla maggiore incidenza di sinistri e frodi accertate in alcune aree della regione.
Come si può risparmiare sull’RC auto nel 2026?
Confrontando più preventivi prima del rinnovo, scegliendo solo le garanzie accessorie davvero necessarie, valutando una polizza pay-per-use se si percorrono pochi chilometri l’anno e mantenendo uno stile di guida prudente, spesso premiato dalle assicurazioni telematiche con sconti sul premio.
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