Renault, il CEO Provost attacca l’Unione Europea

Il CEO di Renault Group torna a criticare la regolamentazione europea sull'elettrificazione e chiede un accordo UE-Cina

François Provost, amministratore delegato di Renault Group, ha dichiarato che l'Unione Europea ha orchestrato la contrazione dell'industria automobilistica, tra regole irrealistiche sull'elettrificazione e concorrenza cinese senza regole.
Renault, il CEO Provost attacca l’Unione Europea

Boulogne-Billancourt, 4 settembre 2026 – François Provost, amministratore delegato di Renault Group, è tornato a criticare duramente le istituzioni europee nel corso di un incontro con la stampa internazionale. Secondo il manager, l’Unione Europea avrebbe “orchestrato la contrazione dell’industria automobilistica europea”, un giudizio che il CEO motiva con tre ordini di ragioni legate a regolamentazione, prezzi e concorrenza internazionale.

Le tre critiche di Provost al quadro normativo europeo

Provost ha indicato tre cause principali della difficoltà attuale dell’industria automobilistica europea. La prima riguarda quella che ha definito una “regolamentazione irrealistica dell’elettrificazione”: secondo il CEO, l’obiettivo di mantenere la spinta verso l’elettrico è corretto, ma le sanzioni previste per le case automobilistiche che non rispettano i target sono considerate sproporzionate. La seconda causa è legata al peso complessivo delle normative sui prezzi finali per il cliente: l’Europa, secondo Provost, sarebbe l’unico mercato al mondo in cui la domanda cala proprio a causa dei prezzi elevati. Il terzo motivo riguarda gli scambi commerciali con il resto del mondo, in particolare con la Cina, che l’Unione Europea dovrebbe regolare in modo più equo.

Il nodo della concorrenza cinese e la richiesta di un accordo UE-Cina

Pur ribadendo che Renault Group vuole mantenere la catena del valore in Europa, Provost ha sottolineato come i costruttori cinesi che entrano nel mercato europeo senza investire localmente rischino di penalizzare non solo Renault e i suoi fornitori, ma anche la stabilità sociale del continente. Il CEO si è però detto contrario a un’estensione dei dazi alle ibride plug-in cinesi, spiegando che chiudere le frontiere non renderebbe l’industria europea più competitiva. Per Provost è invece “urgente” che l’Unione Europea negozi un accordo con la Cina per organizzare in modo ordinato la pressione commerciale dei costruttori asiatici, che ha definito “fortissima” e “attesa”.

futuREady: la risposta di Renault alla crisi del settore

Renault Group ha comunque dimostrato, nelle parole di Provost, di saper “produrre ed essere competitiva in Europa quanto i migliori produttori cinesi”. La risposta del Gruppo alla concorrenza orientale passa dal piano strategico futuREady, presentato ufficialmente a marzo 2026, che prevede il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030, di cui 22 destinati al mercato europeo. Tra i prodotti già sul mercato rientra la nuova Renault Twingo E-Tech Electric, pensata per rilanciare il segmento A e definita da Provost “un prodotto molto competitivo e pronto ad affrontare la concorrenza, qualunque essa sia”.

I risultati del primo semestre confermano la pressione sui prezzi in Europa

I conti del primo semestre 2026 di Renault Group, diffusi ufficialmente lo scorso 29 luglio, mostrano un fatturato di 30,3 miliardi di euro, in crescita del 9,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, e un margine operativo del Ramo Auto pari al 3,0% del fatturato. Nella nota ufficiale, il Gruppo ha indicato tra i fattori che hanno inciso sulla redditività anche l’aumento dei costi normativi e della pressione commerciale, soprattutto in Europa, a conferma delle criticità sollevate da Provost. Il mix di vendite elettrificate in Europa ha comunque raggiunto il 52% nel primo semestre, con le sole elettriche pure al 18,8% delle vendite del Gruppo.

La strategia sui motori: per Provost il tutto elettrico “non è possibile”

Interrogato sul futuro delle motorizzazioni, Provost ha ribadito che un mercato europeo interamente elettrico “non è possibile” nel breve periodo e che “ci vorrà molto tempo”. Renault Group, ha spiegato il CEO, continuerà a investire “massicciamente” nei migliori veicoli elettrici mantenendo però “un solido portafoglio di ibridi”. Il manager ha anche parlato positivamente dell’elettrico ad autonomia estesa (range extender) come soluzione per i clienti “ancora restii” a passare al full electric, e ha confermato la strategia di partnership del Gruppo, basata sull’indipendenza di Renault, sull’alleanza con Nissan e sugli accordi stretti con Geely per i mercati extraeuropei come Corea e Brasile.

Domande frequenti su Renault e le critiche di Provost all’Unione Europea

Cosa ha detto François Provost sull’Unione Europea?

Il CEO di Renault Group ha dichiarato che l’UE ha “orchestrato la contrazione dell’industria automobilistica europea” a causa di regolamentazione irrealistica sull’elettrificazione, costi normativi elevati e scambi commerciali non equilibrati con la Cina.

Cosa chiede Renault all’Unione Europea sulla Cina?

Provost chiede un accordo tra UE e Cina per organizzare in modo ordinato la concorrenza dei costruttori cinesi, senza chiudere le frontiere ma imponendo maggiore localizzazione degli investimenti in Europa.

Renault è favorevole a estendere i dazi alle ibride plug-in cinesi?

No, Provost si è detto contrario: secondo il CEO chiudere le frontiere come negli Stati Uniti non renderebbe l’industria europea più competitiva.

Cos’è il piano futuREady di Renault Group?

È il piano strategico presentato a marzo 2026 che prevede il lancio di 36 nuovi modelli entro il 2030, di cui 22 per il mercato europeo, con l’obiettivo di rendere Renault competitiva quanto i produttori cinesi.

Come sono andati i risultati finanziari di Renault Group nel primo semestre 2026?

Renault Group ha registrato un fatturato di 30,3 miliardi di euro, in crescita del 9,5% sul primo semestre 2025, con un margine operativo del Ramo Auto del 3,0%, penalizzato anche dai costi normativi in Europa.

Renault punterà tutto sull’elettrico in Europa?

No, secondo Provost il tutto elettrico “non è possibile” nel breve periodo: Renault continuerà a investire sia sui veicoli elettrici sia su un solido portafoglio di ibridi, oltre a valutare l’elettrico ad autonomia estesa.

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