Auto elettriche Italia: agosto frena, l’8% da inizio anno
Ad agosto la quota delle elettriche scende al 6,4% dopo la fine degli incentivi, ma il cumulato 2026 sale all'8%. Motus-E chiede una strategia di medio termine

Torino, 1° settembre 2026 – Secondo i dati diffusi da ANFIA, ad agosto 2026 il mercato italiano dell’auto ha totalizzato 69.411 immatricolazioni, il 3,2% in più rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta però di una crescita solo apparente: il mese ha contato un giorno lavorativo in più (21 contro 20) e, a parità di giorni, il mercato avrebbe segnato una flessione dell’1,7%. Nei primi otto mesi del 2026 le immatricolazioni complessive salgono invece a 1.129.596 unità, con un incremento dell’8,5% sul 2025.
Auto elettriche in frenata dopo la fine degli incentivi
Il dato più significativo riguarda le vetture a batteria: secondo ANFIA, il trend di crescita delle BEV rallenta sensibilmente in assenza degli incentivi all’acquisto. Ad agosto le immatricolazioni di elettriche pure sono comunque aumentate del 34% su base annua, ma la quota di mercato mensile si è fermata al 6,4%, ben lontana dai picchi superiori al 10% registrati lo scorso giugno. Nel cumulato gennaio-agosto le elettriche immatricolate sono 90.381, in crescita del 68,2% sul 2025, con una quota che sale all’8% (5,1% nello stesso periodo del 2025). Al 31 agosto il parco circolante elettrico puro in Italia ha raggiunto 444.863 vetture.
Ibride plug-in e full hybrid: la transizione tecnologica continua
Diverso l’andamento delle ibride plug-in, che ad agosto raggiungono una quota del 12,1%, in crescita sia sul mese precedente (10,5%) sia su agosto 2025 (7,1%), spinte soprattutto dal canale del noleggio a lungo termine, che rappresenta il 45% delle immatricolazioni PHEV del mese. Rallenta invece la crescita di mild e full hybrid, in aumento del 6,9% nel mese con una quota del 46,6% (49% nel cumulato). Allargando lo sguardo a tutte le vetture ricaricabili (BEV, ibride, plug-in), ANFIA segnala un incremento del 58,1% ad agosto, per una quota del 18,5% del mercato mensile, e del 73,7% nel cumulato, con una quota del 17,5%.
Diesel e benzina in calo: pesa il caro carburanti
Prosegue invece il declino dei motori endotermici tradizionali. Le vetture a benzina calano del 15,6% ad agosto, con una quota del 20,2%, mentre le diesel scendono del 28,6%, fermandosi al 5,8% di quota. Nel cumulato dei primi otto mesi, le immatricolazioni a benzina calano del 16,7% e quelle diesel del 26%, con quote rispettivamente del 19,7% e del 6,8%. Il caro carburanti, con benzina e diesel su livelli record, sta contribuendo ad accelerare l’allontanamento dai motori tradizionali.

Il confronto con l’Europa: l’Italia resta indietro
Guardando agli altri mercati europei, l’Italia mostra ancora un ritardo significativo sull’elettrico. Gli ultimi dati disponibili, relativi a luglio 2026, indicano una quota di mercato delle auto elettriche del 35% in Francia, del 29,4% in Germania, del 27,6% nel Regno Unito e del 10,8% in Spagna, tutti valori superiori a quello italiano. Secondo Fabio Pressi, presidente di Motus-E, l’associazione che riunisce la filiera della mobilità elettrica in Italia, “i dati di mercato europei evidenziano l’efficacia della pianificazione di medio termine degli strumenti di supporto alla domanda, e l’intervento sulla fiscalità delle flotte aziendali sarebbe un importante passo nella giusta direzione”.
Le richieste di Motus-E: serve una strategia oltre l’emergenza
Pressi ha inoltre sottolineato la necessità di un “approccio realmente strategico al tema dei trasporti”, capace di andare oltre la logica emergenziale dei tagli alle accise, per ridurre progressivamente la dipendenza dalle importazioni di fonti fossili. Il presidente di Motus-E ha richiamato l’attenzione anche sulla clausola di salvaguardia nazionale prevista dalla Commissione UE per gli interventi legati a sicurezza energetica ed elettrificazione dei consumi, risorse già impiegate da numerosi Stati membri e che, secondo Pressi, “sono decisive per fronteggiare una crisi sistemica che ha già spinto centinaia di migliaia di automobilisti e imprese in tutta Europa a puntare sui vantaggi della mobilità elettrica”.
Domande frequenti sul mercato delle auto elettriche in Italia
Quante auto elettriche sono state immatricolate in Italia ad agosto 2026?
Secondo ANFIA, ad agosto 2026 sono state immatricolate 4.377 auto elettriche pure (BEV), con una quota di mercato del 6,4% e una crescita del 34% su base annua.
Qual è la quota di mercato delle elettriche in Italia nel 2026?
Nei primi otto mesi del 2026 le auto elettriche hanno raggiunto una quota dell’8% del mercato italiano, contro il 5,1% dello stesso periodo del 2025.
Perché le vendite di auto elettriche sono rallentate ad agosto?
Il rallentamento è legato principalmente all’esaurimento del bonus auto 2025: senza incentivi all’acquisto, la crescita delle BEV si è ridimensionata rispetto ai picchi di giugno, quando la quota aveva superato il 10%.
Come vanno le ibride plug-in in Italia?
Le ibride plug-in continuano a crescere, raggiungendo una quota del 12,1% ad agosto 2026, sostenute soprattutto dal canale del noleggio a lungo termine.
Come si posiziona l’Italia rispetto agli altri mercati europei sull’elettrico?
L’Italia resta indietro: a luglio 2026 la quota di elettriche era del 35% in Francia, del 29,4% in Germania, del 27,6% nel Regno Unito e del 10,8% in Spagna, tutte percentuali superiori a quella italiana.
Cosa chiede Motus-E per rilanciare il mercato elettrico italiano?
Motus-E chiede un approccio strategico di medio termine, con interventi sulla fiscalità delle flotte aziendali e l’utilizzo delle risorse UE per la sicurezza energetica, invece di misure emergenziali come i tagli alle accise.
Seguici qui
