Sconto accise: prorogato il taglio sul diesel fino al 5 settembre

Piccolo calo dei prezzi dei carburanti nella giornata odierna

Sconto accise: prorogato il taglio sul diesel fino al 5 settembre

Dopo le indiscrezioni dei giorni precedenti, nella serata di ieri è arrivata l’ufficialità: lo sconto sulle accise del diesel è stato prorogato fino a sabato 5 settembre. Il taglio di 17 centesimi al litro (IVA compresa) resterà attivo, di conseguenza, in queste settimane di controesodo, mentre sulla benzina non sono stati presi provvedimenti, lasciando le accise piene. Intanto, dopo settimane di rialzi, oggi s’è stata una leggera discesa dei prezzi in Italia.

Il taglio delle accise

Tornando sul taglio accise, il provvedimento è stato varato dal Consiglio dei Ministri e si tratta del tredicesimo sconto sui carburanti, da quando è scoppiata la guerra in Medio Oriente alla fine del mese di febbraio. Inizialmente riguardava entrambi i carburanti, poi da luglio è stato solamente il gasolio a beneficiare di questo sconto, che complessivamente è costato al Governo oltre 2 miliardi di euro ed ora sta faticando a trovare le risorse per prolungarlo o aumentarlo.

Mentre la mini proroga dello scorso weekend era stata effettuata con il sistema delle accise mobili, quest’ultima estensione è stata finanziata dalle aziende energetiche. Questo un nuovo meccanismo è praticamente un acconto fiscale delle tasse sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. La misura “è stata definita in accordo con i gruppi coinvolti”, spiegano fonti di Governo. L’acconto farebbe poi maturare alle società un equivalente credito di imposta. Ma non ha una correlazione della tassa sugli ‘extraprofitti’ di cui si sta parlando nel corso degli ultimi giorni.

Non sono mancate, come di consuetudine, le polemiche da parte dell’opposizione. Per Giuseppe Conte il taglio delle accise è solo “l’ennesimo ‘sconticino’ impercettibile, peraltro già mangiato dai prezzi dei carburanti”. “È il momento di tassare gli extraprofitti, Meloni abbia il coraggio di far pagare di più chi si è arricchito anche in questa crisi – l’affondo della segretaria Pd Elly Schlein, secondo cui su questo tema “il governo litiga e gli italiani pagano il conto”. E anche le associazioni dei consumatori non sono per nulla soddisfatti di quanto deciso.

Cosa accadrà dal 6 settembre?

Come dicevamo, questa proroga coprirà le settimane di controesodo, arrivando fino alla prima settimana di settembre. Ma cosa accadrà dopo? Il tema resta sempre quello economico, ovviamente, reperire i fondi per un’ulteriore estensione o per altre iniziative. Anche se l’intenzione è quella di cambiare strategia: si studieranno aiuti “strutturali però mirati, – sono le parole del vicepremier Antonio Tajani – che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese”. Dunque, non più uno sconto generalizzato, ma più specifico.

Sarà uno dei temi caldi del Governo delle prossime settimane, al rientro dalla pausa estiva. Anche se non sarà facile trovare una soluzione definitiva. Quella può arrivare solamente dal Medio Oriente e da una conclusione del conflitto, con conseguente riapertura totale dello Stretto di Hormuz, dove transitava circa il 20% del petrolio mondiale, prima dell’inizio della guerra. Ma non sembrano esserci segnali in questo senso, pur in una situazione in continua evoluzione.

I prezzi dei carburati del 27 agosto

Intanto, per la prima volta da settimane, la rilevazione giornaliera del Ministero delle Imprese e del Made in Italy segnala un calo dei prezzi dei carburanti ai distributori italiani, per quanto riguarda la rete stradale. Il costo della benzina odierno è di 2,016 euro al litro, un millesimo in meno rispetto a ieri, mentre quello del diesel è di 2,134 euro/litro (-3 millesimi). Non certo un cambiamento clamoroso, ma comunque una piccola inversione di tendenza.

Cosa è cambiato? Negli ultimi giorni, c’è stato un calo del prezzo del petrolio ed è una tendenza che sta proseguendo nella giornata odierna, con una riduzione sia del Wti che del Brent nelle prime rilevazioni della mattinata. Continuano a salire, invece, i prezzi in autostrada: oggi la benzina è a 2,096 euro al litro (+4 millesimi) ed il diesel a 2,210 euro/litro (+2 millesimi). Però nei prossimi giorni potrebbe esserci un cambiamento anche su questa rete.

Sperando sia un trend che possa durare perché, al netto degli sconti sulle accise che hanno calmierato in maniera molto limitata i prezzi, la benzina costa quasi il 20% in più rispetto all’inizio della guerra ed il diesel è salito del 23%. E solamente un calo costante e rapido delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati potrà portare un costo dei carburanti ai nostri distributori più normale ed in linea con quanto accadeva fino al febbraio scorso.

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