Stellantis: serve una nuova definizione di Made in Europe
Il COO Europa Cappellano: servono regole più severe sull’origine dei componenti
All’IAA Transportation 2026 di Hannover, Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer di Stellantis per l’Europa, ha rilanciato un tema che sta diventando centrale nel dibattito industriale europeo: la necessità di ridefinire in modo più rigoroso il concetto di “Made in Europe“. Secondo il dirigente, la competizione con i costruttori cinesi può essere un’opportunità per l’industria automobilistica del continente, ma solo a condizione che tutti i player rispettino le stesse regole.
Perché il concetto di “Made in Europe” va ridefinito
Per Cappellano non basta più assemblare un veicolo in uno stabilimento europeo per poterlo considerare a tutti gli effetti “europeo”. Se la maggior parte dei componenti che lo compongono arriva da fuori dal continente, il valore aggiunto generato localmente resta marginale, con effetti limitati su occupazione, indotto e know-how industriale. Il COO Europa di Stellantis chiede quindi criteri più stringenti, capaci di misurare realmente quanta parte della catena del valore resta in Europa.
L’esempio dei componenti cinesi nell’assemblaggio europeo
Cappellano ha usato un esempio diretto per chiarire il proprio punto di vista: assemblare in Europa un’auto costruita in larga parte con componenti importati dalla Cina non rappresenta, di fatto, un contributo significativo per l’industria del continente. È una distinzione che punta al cuore del problema, ossia la crescente presenza di attività produttive cinesi in territorio europeo, spesso limitate alle fasi finali di assemblaggio mentre motori, batterie ed elettronica restano prodotti altrove.
Il ruolo di Bruxelles e l’Industrial Accelerator Act
Il dirigente di Stellantis ha chiesto un intervento diretto della Commissione Europea affinché la produzione automobilistica includa reali processi industriali e non si limiti a operazioni di assemblaggio finale. Il tema si intreccia con il recente Industrial Accelerator Act della Commissione Europea, il provvedimento che stabilisce i criteri di origine dei prodotti che possono beneficiare di aiuti pubblici, includendo esplicitamente anche i componenti automobilistici. È proprio questo il terreno su cui Bruxelles dovrebbe, secondo Cappellano, irrigidire le regole per tutelare il valore aggiunto europeo.
La proroga richiesta sugli obiettivi CO2 per i veicoli commerciali
La questione del “Made in Europe” si somma a un’altra richiesta avanzata da Stellantis in occasione della fiera di Hannover: una proroga sui target di riduzione delle emissioni di CO2 per i veicoli commerciali. Il gruppo sottolinea come l’accelerazione dell’attività industriale cinese in Europa renda la questione ancora più urgente, in un momento in cui i costruttori europei devono già gestire investimenti ingenti per l’elettrificazione della gamma nel rispetto dei target ambientali.
Domande frequenti su Stellantis e il “Made in Europe”
Chi ha parlato di ridefinire il “Made in Europe”?
È stato Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer di Stellantis per l’Europa, a sollevare il tema durante un intervento all’IAA Transportation 2026 di Hannover.
Cosa chiede esattamente Stellantis all’Unione Europea?
Stellantis chiede una definizione più rigorosa di “Made in Europe”, che tenga conto della reale origine dei componenti e non solo del luogo di assemblaggio finale del veicolo, oltre a un intervento della Commissione Europea per garantire processi industriali autentici sul territorio.
Cosa prevede l’Industrial Accelerator Act citato da Cappellano?
L’Industrial Accelerator Act della Commissione Europea stabilisce criteri sull’origine dei prodotti, inclusi i componenti automobilistici, che possono beneficiare di aiuti pubblici, un tema centrale per chi chiede regole più severe sul valore aggiunto locale.
Perché Stellantis fa l’esempio dei componenti cinesi?
Perché, secondo Cappellano, assemblare in Europa veicoli costruiti prevalentemente con componenti importati dalla Cina non genera un contributo industriale reale per il continente, anche se il veicolo finito viene tecnicamente prodotto in uno stabilimento europeo.
Quale altra richiesta ha avanzato Stellantis a Hannover?
Oltre al tema del “Made in Europe”, Stellantis ha chiesto una proroga sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i veicoli commerciali, alla luce del contesto competitivo con i costruttori cinesi.
Dove è avvenuto l’intervento di Cappellano?
La dichiarazione è arrivata durante l’IAA Transportation 2026, la fiera dedicata ai veicoli commerciali e ai trasporti che si è svolta a Hannover, in Germania.
Seguici qui
