Toyota unisce i rivali giapponesi contro la Cina
Koji Sato (JAMA/Toyota) chiede ai costruttori giapponesi di condividere piattaforme e standard contro l'avanzata cinese: il commento di Domenico De Rosa, CEO di SMET

Koji Sato, presidente della JAMA (Japan Automobile Manufacturers Association) e vicepresidente di Toyota, ha rivolto un appello ai principali costruttori giapponesi invitandoli a superare decenni di competizione per condividere piattaforme, componenti e standard industriali, con un obiettivo preciso: recuperare competitività nei confronti dei costruttori cinesi. Il 27 luglio 2026, Domenico De Rosa, CEO di SMET, ha commentato la notizia su LinkedIn, definendola “uno degli eventi più significativi degli ultimi anni per l’industria automobilistica mondiale”.
L’appello di Koji Sato ai costruttori giapponesi
Secondo quanto riportato da Domenico De Rosa, Koji Sato ha chiesto ai principali costruttori giapponesi di mettere da parte decenni di rivalità storica per condividere piattaforme, componenti e standard industriali comuni. L’obiettivo dichiarato è recuperare competitività nei confronti dei costruttori cinesi, in un contesto in cui, scrive De Rosa, “il messaggio è inequivocabile”: se anche il sistema industriale giapponese, costruito negli ultimi cinquant’anni su innovazione, qualità ed efficienza, ritiene necessario fare fronte comune, la competizione globale ha raggiunto per De Rosa “un livello completamente nuovo”.
“Il confronto è ormai tra sistemi industriali”: il commento di Domenico De Rosa
Domenico De Rosa, CEO di SMET, ha scritto su LinkedIn il 27 luglio 2026: “Da tempo sostengo che il vero tema non sia la transizione verso una determinata tecnologia, ma la ridefinizione degli equilibri industriali mondiali. Le dichiarazioni di Toyota certificano che il confronto non è più tra singoli costruttori. Il confronto è ormai tra sistemi industriali.” Secondo l’imprenditore, la Cina “non sta semplicemente conquistando quote di mercato”, ma sta imponendo un modello industriale fondato su integrazione verticale, controllo della filiera, disponibilità di materie prime strategiche, capacità produttiva, velocità di sviluppo e una scala che, a suo giudizio, “nessun altro sistema automobilistico oggi è in grado di replicare”.
La fragilità dell’Europa secondo De Rosa: regole senza un piano industriale
Nel suo commento, Domenico De Rosa individua proprio nell’Europa il punto debole di questo scenario: “Mentre Giappone e Cina ragionano su competitività, filiere, innovazione, ricerca, economie di scala e difesa della propria industria, l’Unione Europea continua a concentrare gran parte del dibattito su regolamenti, divieti, obiettivi ideologici e scadenze normative, senza aver costruito un vero piano industriale capace di difendere i propri costruttori.” Secondo De Rosa, negli ultimi anni Bruxelles avrebbe imposto “la trasformazione più radicale della storia dell’automobile europea” senza garantire ai costruttori europei le condizioni per competere ad armi pari.
Le conseguenze secondo De Rosa: margini, stabilimenti e occupazione
Domenico De Rosa, che opera come imprenditore nel settore della logistica automotive, sostiene di osservare “ogni giorno come produzioni, investimenti, flussi logistici e strategie industriali si stiano già adattando a questa nuova realtà”. Il risultato di questo scenario, scrive De Rosa, sarebbe “sotto gli occhi di tutti”: margini in contrazione, stabilimenti sotto pressione, occupazione a rischio e quote di mercato che si spostano progressivamente verso i costruttori asiatici. Per l’imprenditore, il settore automobilistico starebbe vivendo “la più grande redistribuzione del potere industriale” dalla sua nascita, ed è per questo che, a suo giudizio, “l’Europa dovrebbe interrogarsi seriamente su quanto tempo abbia ancora a disposizione prima che molte delle sue eccellenze industriali diventino un ricordo”.
Domande frequenti sull’appello di Koji Sato e il commento di Domenico De Rosa
Cosa ha chiesto Koji Sato ai costruttori giapponesi?
Koji Sato, presidente della JAMA e vicepresidente di Toyota, ha chiesto ai principali costruttori giapponesi di condividere piattaforme, componenti e standard industriali per recuperare competitività nei confronti dei costruttori cinesi.
Chi è Domenico De Rosa e cosa ha scritto su Toyota?
Domenico De Rosa è CEO di SMET, azienda attiva nella logistica automotive. Il 27 luglio 2026 ha commentato su LinkedIn l’appello di Koji Sato, definendolo uno degli eventi più significativi degli ultimi anni per l’industria automobilistica mondiale.
Perché secondo De Rosa il confronto è ormai tra “sistemi industriali”?
Secondo De Rosa, l’appello di Toyota dimostra che la competizione globale non riguarda più singoli costruttori, ma interi sistemi industriali nazionali, capaci di integrare filiera, materie prime, capacità produttiva e velocità di sviluppo.
Quale critica muove De Rosa all’Unione Europea?
De Rosa sostiene che l’Unione Europea abbia concentrato il dibattito su regolamenti, divieti e scadenze normative, senza costruire un vero piano industriale in grado di difendere la competitività dei costruttori europei.
Quali conseguenze indica De Rosa per l’industria europea?
Secondo De Rosa, le conseguenze visibili sono margini in contrazione, stabilimenti sotto pressione, occupazione a rischio e quote di mercato in progressivo spostamento verso i costruttori asiatici.
Cosa rappresenta la JAMA di cui Koji Sato è presidente?
La JAMA (Japan Automobile Manufacturers Association) è l’associazione che riunisce i principali costruttori automobilistici giapponesi; Koji Sato, oltre a guidarla, ricopre anche il ruolo di vicepresidente di Toyota.
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