Volkswagen chiede dazi UE su plug-in cinesi

L'ad Oliver Blume chiede all'UE tariffe rapide sugli ibridi plug-in cinesi, dopo che i brand del Dragone hanno conquistato il podio delle vendite in Europa

Il gruppo Volkswagen chiede all'Unione Europea di introdurre rapidamente nuovi dazi sulle auto ibride plug-in cinesi, che nel primo semestre 2026 hanno raggiunto il 27,3% del mercato europeo con BYD Seal U, BYD Atto 2 e Jaecoo 7 davanti alla Volkswagen Tiguan.
Volkswagen chiede dazi UE su plug-in cinesi

Il gruppo Volkswagen chiede all’Unione Europea di introdurre “rapidamente” nuovi dazi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina. L’appello, lanciato dall’amministratore delegato Oliver Blume durante la conference call sui risultati del primo semestre 2026 del 27 luglio 2026, arriva mentre i marchi cinesi hanno conquistato quasi un terzo del mercato europeo dei PHEV, monopolizzando il podio delle vendite.

La richiesta di Oliver Blume: “Non abbiamo tempo da perdere”

Durante la presentazione dei risultati del primo semestre, l’amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Oliver Blume, ha dichiarato: “Non abbiamo tempo da perdere”, chiedendo esplicitamente a Bruxelles di imporre in tempi rapidi tariffe doganali più elevate sulle auto ibride plug-in importate dalla Cina. Blume ha inoltre affermato che “le norme sulle elettriche funzionano” e che su quel fronte i costruttori europei sono già competitivi in termini di prezzo, mentre “il problema si pone con gli ibridi plug-in”, segmento in cui l’Unione Europea non ha ancora introdotto barriere doganali equivalenti.

I numeri dell’invasione: le plug-in cinesi al 27,3% del mercato europeo

Secondo le elaborazioni della società di analisi Dataforce, nei primi sei mesi del 2026 i marchi cinesi hanno venduto 208.368 auto ibride plug-in in Europa, raggiungendo una quota del 27,3% del segmento, quasi un terzo del mercato. Un dato che si inserisce in una crescita più ampia dei brand del Dragone nel Vecchio Continente: nello stesso periodo sono stati commercializzati complessivamente 685.990 veicoli a marchio cinese, con un aumento del 101% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e una quota di mercato salita dal 5% al 9,5% in un solo anno.

Il podio delle plug-in è cinese: Tiguan scivolata al quarto posto

A rendere ancora più evidente la pressione competitiva è la classifica dei modelli ibridi plug-in più venduti in Europa nel primo semestre 2026: il podio è interamente occupato da vetture cinesi, con la BYD Seal U davanti a BYD Atto 2 e Jaecoo 7. La prima proposta europea, la Volkswagen Tiguan, la plug-in più venduta in Europa nel 2025, si trova solamente al quarto posto, superata dai tre modelli cinesi.

Le richieste di Volkswagen: gli stessi dazi già applicati alle elettriche

Blume auspica che l’Unione Europea replichi per gli ibridi plug-in lo schema tariffario già in vigore per le auto elettriche cinesi, per le quali sono attivi dazi fino al 35% aggiuntivi rispetto al dazio ordinario del 10%, per un totale che può arrivare fino al 45% circa. L’obiettivo dichiarato, ha spiegato l’amministratore delegato, non è bloccare le importazioni ma riportare il mercato auto europeo a “condizioni di parità”: “I concorrenti cinesi subiscono pressioni sul mercato interno e l’esportazione rappresenta la loro unica opportunità di successo”, ha affermato Blume, chiedendo un’attuazione rapida di misure di protezione più ampie per l’industria automobilistica europea, nell’ambito del piano UE per il “Made in Europe” che premia i modelli prodotti nel Vecchio Continente con componenti anch’essi europei.

La strategia Volkswagen: import dalla Cina sì, impianti condivisi no

Nonostante la richiesta di maggiore protezione doganale, Blume ha confermato che il gruppo Volkswagen valuta comunque la possibilità di importare in Europa veicoli prodotti in Cina, per sfruttare una base di costo industriale più bassa. L’amministratore delegato ha invece escluso accordi per la condivisione degli impianti produttivi europei con case automobilistiche cinesi, tracciando una linea netta tra collaborazione commerciale e apertura della propria rete industriale ai concorrenti asiatici.

Domande frequenti su dazi UE e plug-in cinesi

Cosa ha chiesto Oliver Blume all’Unione Europea?

L’amministratore delegato del gruppo Volkswagen ha chiesto all’UE di introdurre rapidamente nuovi dazi sulle auto ibride plug-in prodotte in Cina, replicando lo schema già applicato alle auto elettriche cinesi.

Che quota di mercato hanno le plug-in cinesi in Europa?

Secondo Dataforce, nel primo semestre 2026 i marchi cinesi hanno venduto 208.368 ibride plug-in in Europa, pari al 27,3% del segmento, quasi un terzo del mercato totale.

Quali sono le plug-in cinesi più vendute in Europa?

Il podio delle plug-in più vendute in Europa nel primo semestre 2026 è composto da BYD Seal U, BYD Atto 2 e Jaecoo 7, che hanno superato la Volkswagen Tiguan, scesa al quarto posto.

Quali dazi sono già attivi sulle auto elettriche cinesi in Europa?

Sulle auto elettriche a batteria prodotte in Cina l’Unione Europea applica dazi aggiuntivi fino al 35%, che sommati al dazio ordinario del 10% possono arrivare fino a circa il 45% complessivo.

Volkswagen vuole bloccare le importazioni dalla Cina?

No: secondo Oliver Blume l’obiettivo non è bloccare le importazioni, ma ristabilire “condizioni di parità” sul mercato europeo; il gruppo Volkswagen valuta anzi di importare in Europa veicoli prodotti in Cina per ridurre i costi industriali.

Volkswagen è disposta a condividere impianti con case cinesi?

No, Oliver Blume ha escluso accordi di condivisione degli impianti produttivi europei con costruttori cinesi, pur confermando l’interesse a importare modelli prodotti in Cina.

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