Antonio Filosa: “Per Stellantis il vero rischio della crisi in Medio Oriente è l’inflazione”
Il CEO di Stellantis avverte sui possibili effetti della crisi in Medio Oriente
Antonio Filosa guarda a quanto sta accadendo in Medio Oriente con preoccupazione, ma senza perdere lucidità. Per l’amministratore delegato di Stellantis, infatti, il problema non si limita alle tensioni immediate nell’area: il vero rischio è quello che potrebbe presentarsi nei prossimi mesi, in modo più silenzioso ma anche più pesante per tutto il settore auto. Quel rischio ha un nome preciso: inflazione.
Il CEO di Stellantis avverte sui possibili effetti della crisi in Medio Oriente
Parlando con l’ANSA, Antonio Filosa ha spiegato con parole semplici ma molto chiare che l’inflazione è uno degli elementi più delicati da monitorare, perché tocca direttamente il cuore del business automotive. “Credo che l’inflazione sia un indicatore macroeconomico che tutti comprendono appieno e che è al centro del nostro business”, ha detto. Non è soltanto una questione economica astratta o un dato da osservare nei report: significa costi che possono salire, mercati che diventano più fragili, consumatori più prudenti e aziende costrette a muoversi in uno scenario sempre meno prevedibile.
Il punto, quindi, non è solo ciò che sta succedendo oggi in Medio Oriente, ma ciò che questa instabilità potrebbe lasciare dietro di sé. Antonio Filosa ha fatto capire che Stellantis sta seguendo con molta attenzione l’evoluzione della crisi proprio perché le conseguenze, se dovessero protrarsi nel tempo, potrebbero allargarsi ben oltre l’area coinvolta. In casi come questi, infatti, il problema non resta confinato alla geopolitica: finisce per avere effetti concreti sull’economia reale e, di riflesso, anche sull’industria dell’auto.
Il numero uno di Stellantis ha mantenuto toni misurati, senza cedere ad allarmismi, ma il senso delle sue parole è apparso molto netto. La sua preoccupazione riguarda soprattutto ciò che può accadere nel medio termine. Perché se le tensioni non si attenuano rapidamente, il rischio è che l’intero sistema inizi a risentirne sotto forma di rincari, maggiore volatilità e minore stabilità complessiva. E per un settore già alle prese con trasformazioni profonde, questo sarebbe un ulteriore elemento di pressione.
Filosa ha anche espresso una speranza molto chiara, che è poi quella condivisa da tutto il mondo industriale: che la situazione possa risolversi in fretta. “Il mio desiderio, come quello di molti, è che tutto si risolva rapidamente”, ha osservato. Ma subito dopo ha chiarito anche il nodo che Stellantis considera più delicato: “Se l’instabilità dovesse persistere, l’inflazione rappresenta un rischio concreto che temiamo possa verificarsi nel prossimo futuro”
Per il settore auto, del resto, l’inflazione è tutt’altro che un dettaglio. Vuol dire fare i conti con materie prime più costose, logistica più onerosa, maggiore pressione sui costi di produzione e inevitabili ricadute sui listini. Ma non solo. Vuol dire anche misurarsi con clienti che, in un contesto più incerto, potrebbero rimandare l’acquisto di un’auto nuova o valutare con maggiore cautela ogni spesa importante. In un momento in cui il comparto sta già affrontando la transizione verso l’elettrico, nuovi equilibri industriali e una competizione globale sempre più intensa, un ritorno forte dell’inflazione rischierebbe di complicare ulteriormente il quadro.

Per Stellantis, poi, la questione ha anche una dimensione diretta. Il gruppo è presente in modo importante nell’area del Golfo e proprio lì, come ha ricordato Filosa, si stanno già vedendo i primi segnali di difficoltà. Negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita sono previste alcune perdite di volume, che al momento vengono considerate gestibili.
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