Auto intestate a società fantasma: otto misure cautelari e 200 veicoli nel mirino
Sul fenomeno delle intestazioni fittizie aveva acceso i riflettori anche un servizio di Striscia la Notizia del marzo 2024
Un sistema di intestazioni fittizie di veicoli, costruito secondo gli investigatori per aggirare controlli e pagamenti, è finito al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Avellino. Con il supporto dei Carabinieri e della Polizia Giudiziaria, sono state eseguite otto misure cautelari nei confronti di altrettante persone accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata a reati contro la fede pubblica e il patrimonio.
Sul fenomeno delle intestazioni fittizie aveva acceso i riflettori anche un servizio di Striscia la Notizia del marzo 2024
L’indagine avrebbe fatto emergere una rete capace di intestare illegalmente circa 200 veicoli a false attività di commercio auto. Sulla carta, quindi, i mezzi risultavano collegati ad attività apparentemente regolari. Nella realtà, secondo l’ipotesi degli inquirenti, sarebbero stati nella disponibilità di soggetti vicini ad ambienti criminali.
Il presunto meccanismo avrebbe permesso di evitare diversi obblighi economici e amministrativi. I veicoli, infatti, sarebbero stati utilizzati senza pagare assicurazioni, tasse automobilistiche, pedaggi autostradali e multe. Non solo. In alcuni casi, sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, quei mezzi sarebbero stati impiegati anche per commettere altri reati.
Tutto sarebbe partito da un furto avvenuto nel Beneventano. Da quell’episodio gli accertamenti si sarebbero allargati, portando gli investigatori a seguire una traccia più ampia e strutturata. Sul fenomeno delle intestazioni fittizie aveva acceso i riflettori anche un servizio di Striscia la Notizia del marzo 2024, realizzato da Luca Abete.
Le indagini sono state portate avanti con intercettazioni, analisi informatiche, servizi di osservazione e acquisizione di documenti. Un insieme di attività che avrebbe consentito di ricostruire il funzionamento del presunto sistema e di individuare le modalità con cui i veicoli venivano intestati a realtà considerate fittizie.
Dagli accertamenti sarebbe emersa anche una presunta truffa aggravata ai danni dell’Erario, della Regione e della Provincia. Il danno economico ipotizzato ammonta a circa 140mila euro, legato al mancato pagamento di somme dovute e agli effetti delle intestazioni irregolari. Il caso riporta l’attenzione su un fenomeno che può avere conseguenze molto concrete. Un’auto intestata fittiziamente rende più difficile risalire al reale utilizzatore, complica le attività di controllo e può diventare uno strumento per sottrarsi a responsabilità amministrative, fiscali o penali.
Resta naturalmente ferma la presunzione di innocenza per tutte le persone coinvolte, fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Saranno le successive fasi giudiziarie a chiarire responsabilità e ruoli. L’inchiesta, intanto, evidenzia ancora una volta quanto sia delicato il tema delle intestazioni dei veicoli e dei controlli sulle attività legate al commercio auto.
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