Auto, la Cina domina il mercato: nel 2025 una vettura su tre è cinese

Per la Cina nel 2025 record storico con il 35,6% del mercato globale

Auto, la Cina domina il mercato: nel 2025 una vettura su tre è cinese

Nel 2025 il mercato auto parla sempre più cinese. Un veicolo su tre venduto a livello globale è infatti “Made in China”, un risultato che vale alla Repubblica Popolare Cinese un nuovo record e la leadership mondiale per il 17° anno consecutivo. La quota di mercato raggiunge il 35,6%, superando persino il primato fissato nel 2024 e confermando il ruolo centrale di Pechino nell’industria automobilistica globale.

Nel 2025 la Cina domina nelle immatricolazioni di auto: quota del 35,6%

I numeri raccontano una crescita difficile da eguagliare. Su 96,47 milioni di auto vendute nel mondo, 34,4 milioni portano la firma di costruttori cinesi. L’aumento è del 9,4% su base annua, contro un mercato globale che avanza a un ritmo più contenuto, pari al 5%. A fare la differenza è ancora una volta il segmento dei NEV, i veicoli a nuova energia: elettriche pure, ibride plug-in e modelli a fuel cell. In Cina quasi un’auto nuova su due rientra ormai in questa categoria, con una penetrazione che sfiora il 48%.

Il confronto con gli altri grandi mercati è impietoso. Gli Stati Uniti restano secondi con 16,72 milioni di unità vendute (+1%), seguiti dall’India a 5,58 milioni (+7%), dal Giappone con 4,56 milioni (+3%) e dalla Germania, prima in Europa, a quota 3,16 milioni (+1%). Nessuno, però, riesce a tenere il passo del Dragone.

A colpire è anche la spinta sull’export. Nel 2025 la Cina ha esportato 8,32 milioni di veicoli, segnando un +30%. Ancora più forte la crescita dei NEV destinati all’estero: 3,43 milioni di unità, con un balzo del 70%, segno di una competitività ormai globale. Questa forza si riflette nei grandi gruppi industriali. BYD sale al quinto posto mondiale con 5,2 milioni di auto vendute (+35%), Geely è settima con 4,12 milioni (+26%), mentre Chery entra stabilmente nella Top 10 con 3,5 milioni di unità (+30%). Un segnale chiaro: la Cina non insegue più, detta il ritmo.

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