Autovelox: quando è possibile contestare la multa o fare ricorso

Ecco i casi legittimi per i quali è possibile contestare la multa per eccesso di velocità

Autovelox: quando è possibile contestare la multa o fare ricorso

A chi di voi non è successo di prendere una multa per colpa di un Autovelox? Magari anche per pochi km/h di differenza rispetto al limite indicato, colpa di una distrazione o di un semplice colpetto sul pedale del gas. Giusta o non giusta, sono contravvenzioni che devono essere pagate e sono necessarie per mantenere “sotto controllo” il traffico automobilistico sulle strade più pericolose. Ricordiamo comunque di rispettare in ogni circostanza le regole del codice della strada.

I “trucchi” per eludere l’autvelox

Negli anni si sono succedute diverse teorie formulate da furfanti o “furbetti” che hanno cercato di eludere i sistemi di rilevazione elettronica della velocità, spesso con scarsi risultati. Si è parlato di lacca per capelli spruzzata sopra alla targa per renderla illeggibile, pellicola adesiva rifrangente e molte altre soluzioni più basilari che, non solo sono poco (se non per nulla) efficaci ma sono punibili con processo penale nel caso venissero scoperte da qualche agente durante un posto di blocco o un controllo. In rete si vedono diverse tipologie di tecniche ma la realtà è che le tecnologie degli autovelox si aggiornano con il passare del tempo, essendo ormai passate alla lettura ad infrarossi rispetto ad un più obsoleto flash nelle ore notturne.

Sono però presenti alcune vie legittime per fare ricorso ad una multa rilevata appunto da un autovelox, previste per legge e senza dover ricorrere a nessun tipo di stratagemma illegale. 

1. Taratura non effettuata o troppo datata

Per legge è infatti necessario che ogni strumento di rilevazione elettronica della velocità sia stato ritarato (controllato) ogni 365 giorni e sul verbale di contravvenzione deve essere indicato quando e da chi è stato effettuato il controllo di funzionalità. Gli enti preposti al controllo degli strumenti sono o le stesse aziende produttrici (a patto che abbiano una certificazione di qualità ISO 9001/2000) oppure da un centro Accredia, unico ente italiano destinato a tale pratica. La multa è quindi contestabile entro 30 giorni se non vi è indicata la data dell’ultimo accertamento di funzionalità, se questo risale a più di 365 giorni oppure se non è indicato l’ente che ha effettuato il controllo. 

2. Targa non leggibile 

La polizia non invia quasi mai in allegato la foto della targa per la quale è stato registrato il superamento del limite di velocità, tuttavia è un diritto del cittadino chiederne la visione. Nel caso siano però presenti due veicoli nella foto e quindi due targhe ben leggibili, la multa è considerata nulla, dal momento che non sarebbe possibile decretare quale veicolo abbia effettivamente superato il limite e fatto scattare l’autovelox (salvo casi più che evidenti). Inoltre, se la targa risulta mal leggibile ad occhio nudo dalla foto (per problemi dell’apparecchio), alcuni giudici considerano nulla la multa. E’ quindi un diritto dell’automobilista chiedere ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni oppure entro 60 giorni al prefetto. Mascherare, coprire la targa o circolare con fango o sporco sopra di essa può essere punito con un procedimento penale. 

3. Apparecchio non omologato 

Ogni strumento elettronico di rilevazione della velocità deve prevedere un’omologazione risalente all’inizio dell’attività dello stesso. L’autovelox privo di omologazione non può effettuare multe quindi la multa può essere cancellata, secondo le modalità previste al punto 2. 

4. Autovelox nascosto

A chi non è capitato di vedere delle pattuglie con strumenti di rilevazione mobili situate a bordo strada, in posizioni particolarmente nascoste oppure delle torrette fisse parzialmente schermate da dei cartelli o dalla vegetazione? Potendo quindi provare (con una foto o con dei testimoni) la posizione promiscua della pattuglia o della colonnina fissa, è possibile fare ricorso per la multa dinnanzi al giudice come spiegato al punto 2. 

5. Segnaletica assente 

Ogni autovelox fisso deve essere anticipato da un cartello che ne segnala la presenza (“Controllo elettronico della velocità”). La legge non prevede una distanza minima tra il cartello e l’autovelox ma spiega che non devono esserci più di 4 km tra i due. Nel caso questo cartello sia assente, coperto o rovinato tanto da renderlo illeggibile la multa può essere contestata in quanto illegittima. 

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