BMW Serie 4 420d M Sport: primo contatto
Eccellenza elevata alla quarta: bellissima ed appagante
Lâabbiamo aspettata, ve ne abbiamo raccontato tutte le caratteristiche nel nostro speciale ad essa dedicato, vi abbiamo raccontato le emozioni che ci ha suscitato vedendola dal vivo, per la prima volta, al salone di Francoforte. Ma è finalmente arrivato il momento piĂš bello: quello in cui ci siamo potuti mettere al volante.
Proprio al salone di Francoforte eravamo rimasti un pò delusi per il fatto di non aver potuto ammirare da vicino la versione M Sport, perchè lâunico esemplare presente era posizionato su una delle colonne del magnifico stand BMW (ad almeno 5/6 metri dâaltezza). Ma ci siamo potuti rifare. Al nostro arrivo alla Fondazione Bisazza, nella tarda serata di ieri, è stato subito colpo di fulmine: BMW 420d, proprio in allestimento M Sport, color argento con interni in pelle rossa. Eâ lei la “nostra” vettura. Dopo uno scambio di sguardi appassionati, tra i nostri occhi e i suoi splendidi fari full led, e dopo una bella carezza sul cofano, è partito automatico un âa domani bellaâ, manco fosse stata la nostra fidanzata o una ragazza da corteggiare.
E cosĂŹ questa mattina, di buon ora, siamo giĂ pronti per il nostro giro. Saliamo a bordo, e lei ci accoglie in unâatmosfera quasi âfocosaâ, con il bel contrasto tra il rosso di sedili e plancia, ed il nero del cielo. No, non siamo milanisti, ma il colpo dâocchio è davvero notevole. Giocando con le regolazioni elettriche riusciamo a regolare il sedile proprio come piace a noi: seduta praticamente rasoterra, in maniera tale che le gambe stiano semidistese. Dâaltronde non conosciamo modo migliore per sentirci un tuttâuno con la vettura, e per sfuttare al meglio il baricentro piĂš basso dellâintera gamma BMW. Al momento di partire scopriamo che la BMW Serie 4 è anche gentile, perchè non appena sali câè un comodo braccetto che ti porge la cintura, evitando di farti esibire in contorsioni da circo per recuperarla. E poi, accidenti quantâè bello il volante a tre razze M Sport.
Pronti via, in un primo tratto di strada, piĂš urbana e trafficata, scopriamo che la Serie 4 è in grado di offrire un comfort da vera granturismo, anzi praticamente da berlina. Nonostante le gomme da 18â con spalla ribassata e lâassetto sportivo M Sport, le differenze con una normale Serie 3, berlina o Touring che sia, sono meno marcate di quanto si possa pensare. Anche sui dossi alti quanto lâEverest, che tanto vanno di moda nelle nostre cittĂ , non câè mai da imprecare. Tra un semaforo rosso e lâaltro abbiamo modo di smanettare con il rinnovato BMW ConnectedDrive, arricchito di nuove funzioni, tra le quali lâ i-Drive Touch Controller, che permette di scrivere con le dita sul touch-pad posizionato nella tradizionale manopola sul tunnel centrale. Per dirla con il linguaggio dei quattordicenni: âuna figata unicaâ.
Quando il traffico si dirada e la strada si raggomitola un pò, come se fosse un istinto naturale, selezioniamo immediatamente la modalitĂ Sport. Riflessione numero uno, al primo affondo sullâacceleratore: cosa si può chiedere di piĂš ad un 2.0 turbodiesel? Il quattro cilindri BMW lo conosciamo giĂ , ma non finisce proprio mai di stupirci. Spinge di brutto ai bassi regimi, grazie ai 380 nm di coppia, praticamente prĂŞt-Ă -porter. Allunga verso lâalto come un benzina, senza mai diventare ruvido o poco gradevole. Partendo a fionda consente di raggiungere i 100km/h in appena 7.3 secondi. Insomma, per la guida di tutti i giorni sarebbe impossibile chiedere di piĂš, se non fosse che oltre ad andare come una cannonata la 420d consuma anche poco, pochissimo in relazione alle prestazioni: appena 4.8 litri/100km nel ciclo combinato.
Riflessione numero due: il cambio. Tanti considerano il doppia frizione come un âmust haveâ, ma lâautomatico ad otto rapporti di questa 420d non sfigura proprio di fronte a nessuno. Nella marcia normale garantisce una fluiditĂ di guida sconosciuta ai doppia frizione, che anche nelle migliori realizzazioni un minimo âstrappanoâ sempre, specialmente a bassa velocitĂ . Nella guida sportiva invece, su questa nuova Serie 4, ha guadagnato quel tocco di cattiveria in piĂš, calcetto nella schiena tra una marcia e lâaltra compreso, che lo rende praticamente efficace quanto un dual clutch.
Riflessione numero tre: il piacere di guidarla. Abbiamo detto che è comoda, abbiamo detto che consuma poco, ma non abbiamo ancora detto che è anche tremendamente efficace tra le curve. Le aggredisce con una naturalezza ed una disinvoltura disarmanti, tanto che i 4.63 metri di lunghezza sembrano scomparire. Ed in tutto ciò è anche facile: probabilmente è diventata un pò meno âposterioreâ rispetto al passato, nel senso che quando spingi i limiti sono straordinariamente elevati, e quando si esagera emerge un accenno di sotto piuttosto che di sovrasterzo. Ma nulla che mortifichi la gioia di guidarla, che si mantiene sempre al top. Con quelle maxi gomme da 18â,che offrono grip a volontĂ , non sarĂ piĂš la Serie 3 Coupè da burnout nei piazzali del supermercato, ma poco importa. E comunque nelle marce basse, con lâelettronica disinserita, fare la teppista nelle rotonde le riesce ancora piuttosto bene. E lo sterzo? Gran parte del piacere di guida passa anche da qui, ma il comando è da quattro stelle e mezzo su cinque. Ă esemplare per prontezza e precisione, ma manca giusto un pelino di quella sensazione di contatto diretto con l’asfalto. Che a dire il vero si traduce in un anteriore meno nervoso, che infonde piĂš sicurezza, perchĂŠ tende a copiare meno le sconnessioni. Perfetto quindi per l’utente comune e per la guida di ogni giorno.
Il parroco ed i prezzi: Vogliamo raccontarvi un piccolo aneddoto. Le foto che vedete in questâarticolo le abbiamo scattate nel piazzale di una piccola chiesetta sperduta sulle colline vicentine. Beh, la Serie 4 è talmente bella da aver conquistato pure lâarzillissimo parroco novantenne, inizialmente insospettito e forse anche un pò infastidito dalla nostra presenza, ma poi dimostratosi gentilissimo. Dopo una mezzâora abbondante in sua compagnia , il prelato ci ha congedato con una benedizione. Non prima, però, di averci chiesto: âquante Lire costa?â. La nostra risposta è stata: âpadre, un ottantina di milioniâ. Beh, non sappiamo se potrĂ mai permettersela, se non altro per lâetĂ , ma comunque i 41.200⏠necessari per una 420d base sono allettanti, e decisamente in linea con la cifra richiesta dalle competitor. Per una 420d M Sport ce ne vogliono invece 45.100âŹ. Dunque, senza farsi prendere la mano con gli optional, con meno di 50.000⏠ci si può portare a casa una signora macchina, con non una, ma ben 4 âSâ maiuscole.
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50000⏠per un 2.0 Turbo-Trattore, ma per piacere… 7.3 sec 0-100 li faccio prima in bici đ
E poi sta BMW li vuole si o no cambiare un pò sti interni sempre TUTTI UGUALI??
è proprio bella!
stile inconfondibile BMW
speriamo che con la crisi , abbia un prezzo di attacco….
CONTINUA A GIRARE CON LA TUA FIAT CHE STAI MEGLIO…
Dire che e’ un tratoore e’ solo invidia…che il prezzo e’ altino ..si..sig.ri e’ una BMW di razza italiana diesel…e che vale il prezzo concesso. Il resto si commenta da solo..splendida linea teutonica.