Byd, il rapporto con l’Europa

La posizione del brand rispetto alle politiche del Vecchio Continente in base alle dichiarazioni di Alfredo Altavilla e Stella Li

Byd, il rapporto con l’Europa

In occasione della presentazione di “The Marco Polo Drive-Peace, Culture and Sustainable Development”,   avvenuta a Roma, ovvero del viaggio di 43 giorni che BYD ha organizzato da Roma a Hong Kong con il marchio Denza, in qualità di Flagship Passenger Vehicle Partner e capitanato dalla Z9GT, abbiamo incontrato Alfredo Altavilla, Special Advisor BYD Europa e Stella Li, Executive Vice Presidente BYD, per parlare del rapporto tra il Marchio e il Vecchio Continente dove BYD sta crescendo sempre di più. 

La speranza vana che la migliore tecnologia cinese arrivi rapidamente in Europa 

Nel dialogo con i giornalisti, Altavilla, riferendosi all’Industrial Accelerator Act europeo, ha spiegato come ci sia l’illusione che questo atto possa spingere i marchi cinesi a realizzare joint venture con una quota di minoranza e portando la migliore tecnologia nel Vecchio Continente. Infatti, effettuando un parallelismo storico, il manager ha riferito come, 40 anni fa, i marchi europei non portarono la migliore tecnologia di cui disponevano nel momento in cui sbarcarono in Cina, arrivando con modelli vecchi e superati, per cui pretendere il contrario oggi è indicativo di una perdita del senso della misura. La collaborazione con la Cina per i brand europei, inoltre, ha spiegato, è inevitabile, per qualunque costruttore occidentale che voglia sopravvivere nel lungo termine. Ma collaborare vuol dire giocare alla pari accettando il fatto che in questo momento esiste una superiorità tecnologica da parte dei cinesi che l’Europa non è in grado di colmare. BYD è sempre stata estremamente aperta a possibili sinergie, a patto però che si tratti di condizioni di reciproco vantaggio.

Byd, il rapporto con l’Europa

Servono regole chiare da Bruxelles per la produzione del 70% di componenti negli impianti europei

Sul fronte del raggiungimento della quota del 70% delle componenti prodotte in Europa, Altavilla non si pone problemi a livello di percentuale, che potrebbe anche essere più alta, ma accentra l’attenzione sulla mancanza di regole chiare. Infatti, non è chiaro, secondo la sua opinione, se il 70% si applica ad un prodotto nel suo insieme o ad ogni singolo componente presente al suo interno, utilizzando una penna come metafora. Inoltre, si chiede su chi andrebbe a ricadere la responsabilità di questa certificazione, se sul fornitore o sull’OEM, ovvero il produttore originale. Di qui, la critica verso l’Europa nel produrre dei “documenti fumosi”, privi di applicazioni pratiche e chiare per le aziende.

Nessuno accordo per una produzione negli stabilimenti Stellantis ma Spagna in pole position in Europa

Per chi si chiedesse se ci siano collaborazioni in vista con per una produzione BYD negli stabilimenti Stellantis, l’ipotesi è stata smentita nettamente da Altavilla, il quale ha dichiarato che, attualmente, non è prevista alcuna forma di condivisione o collaborazione con altri costruttori e non vi è stata alcuna interlocuzione con il Governo italiano. Per un’eventuale produzione in Europa, invece, appare chiaro che la Spagna possa essere considerata in vantaggio, perché possiede sia una filiera che una gestione dei costi estremamente competitive.

La crescita di BYD attraverso il consolidamento del Marchio e la riduzione dei costi energetici

Nel frattempo, la crescita di Byd, sottolinea Stella Li,  Executive Vice Presidente BYD, si basa sulla costruzione del Brand tramite il consolidamento dell’immagine del Marchio, l’apertura di showroom e punti vendita di alta qualità, garantendo, nel contempo, un’elevata qualità del servizio clienti e del post-vendita. Inoltre, il gruppo cinese punta alla riduzione dei costi energetici incrementando le vendite di soluzioni di stoccaggio energetico in Europa, per ridurre i costi dell’elettricità per consumatori ed industrie. Infatti, è in grado di implementare e consegnare progetti di stoccaggio su larga scala (fino a circa 2 GWh) in un arco di tempo compreso tra 6 mesi e un anno. Con la tecnologia di ricarica rapida “flash charging poi, i tempi per recuperare l’autonomia necessaria a coprire distanze al di sotto dei 100-200 km diventano equivalenti ad un normale rifornimento di carburante, e questo dettaglio andrebbe ad abbattere un’importante barriera all’acquisto di auto elettriche.

Byd, il rapporto con l’Europa

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Un mercato aperto per favorire l’occupazione e le nuove generazioni 

L’apertura del mercato, seconda Stella Li, va a stimolare l’innovazione e l’occupazione, mentre l’introduzione e l’aumento dei dazi doganali si riflette direttamente sulle famiglie e sui consumatori come carico economico aggiuntivo. Il che andrebbe a svantaggio soprattutto per le nuove generazioni, già penalizzate dall’alto costo della vita e degli affitti. Quindi, per la manager, andare ad aggiungere ulteriori costi sull’acquisto dei veicoli è un’operazione controproducente se l’obiettivo è sostenere il futuro dei giovani.

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