Dazi Ue anche sulle ibride cinesi? Cresce il fronte del sì
Bruxelles valuterebbe tariffe oltre il 10% attuale, la SPD tedesca apre alle plug-in; Pechino minaccia contromisure

Bruxelles starebbe valutando nuovi dazi sulle auto ibride prodotte in Cina, dopo aver già imposto nel 2024 tariffe aggiuntive fino al 45% sulle vetture elettriche. Secondo le indiscrezioni circolate a fine settembre 2026, l’Unione europea vorrebbe frenare la crescita dei modelli ibridi cinesi sul mercato continentale, dove le importazioni sarebbero aumentate rapidamente negli ultimi due anni.
Oggi le ibride cinesi pagano solo il dazio standard del 10%
Al momento le auto ibride importate dalla Cina sono soggette al dazio europeo standard del 10%, a differenza delle elettriche, colpite da tariffe aggiuntive. È proprio questa differenza di trattamento che avrebbe favorito l’arrivo di modelli ibridi, anche plug-in, da parte dei costruttori cinesi.
Importazioni da 3.800 a 50.000 unità in meno di due anni
Secondo le stime riportate dalla stampa internazionale, gli arrivi di ibride cinesi in Europa sarebbero passati da circa 3.800 unità nell’ottobre 2024 a 50.000 nel luglio 2026, una crescita di oltre dieci volte. Nello stesso periodo i prezzi medi delle vetture sarebbero diminuiti, aumentando la pressione sui costruttori europei. Si tratta di cifre non ufficiali, da prendere con cautela.
Il tetto volontario al 15% del mercato
L’Unione europea avrebbe chiesto alla Cina di limitare volontariamente le esportazioni di ibride verso il mercato comunitario, con l’obiettivo di portare la quota dei veicoli ibridi prodotti in Cina intorno al 15% del mercato europeo, contro una percentuale che oggi sarebbe superiore a un terzo. Su questo punto motorionline.com ha già pubblicato un approfondimento il 17 settembre.
La Germania e la scappatoia delle plug-in
Un elemento di novità riguarderebbe la Germania: il partito socialdemocratico tedesco (SPD) sosterrebbe l’idea di chiudere la cosiddetta «scappatoia» delle ibride plug-in e di applicare dazi anche a questa categoria. Sarebbe un cambio di posizione significativo per un Paese tradizionalmente prudente nelle misure commerciali nei confronti di Pechino.
La risposta di Pechino
Il ministero degli Esteri cinese ha avvertito che la Cina «monitorerà attentamente le mosse dell’Unione europea» e adotterà misure per tutelare gli interessi delle proprie aziende. Il ministero del Commercio cinese avrebbe inoltre definito le restrizioni contrarie alle regole dell’Organizzazione mondiale del commercio e ai principi della concorrenza.
I precedenti non sono incoraggianti: dopo l’introduzione dei dazi sulle elettriche cinesi nel 2024, Pechino ha risposto con misure su alcuni prodotti europei, tra cui cognac, carne e latticini.
Domande frequenti sui dazi UE alle auto ibride cinesi
L’Unione europea ha già deciso dazi sulle ibride cinesi?
No: al momento si tratta di una valutazione riportata da indiscrezioni. Le ibride cinesi pagano oggi il dazio europeo standard del 10%, mentre le elettriche sono soggette dal 2024 a tariffe aggiuntive fino al 45%.
Quante ibride cinesi arrivano in Europa?
Secondo stime non ufficiali gli arrivi sarebbero passati da circa 3.800 unità nell’ottobre 2024 a 50.000 nel luglio 2026, con una crescita superiore a dieci volte.
Qual è l’obiettivo dell’Unione europea?
Secondo le indiscrezioni, Bruxelles vorrebbe portare la quota delle ibride prodotte in Cina intorno al 15% del mercato europeo, contro una quota oggi superiore a un terzo, chiedendo a Pechino un limite volontario alle esportazioni.
Cosa c’entrano le ibride plug-in?
La SPD tedesca sosterrebbe la chiusura della cosiddetta scappatoia delle plug-in, applicando dazi anche a questa categoria oltre alle ibride tradizionali.
Come ha reagito la Cina?
Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che monitorerà le mosse dell’Ue e tutelerà le proprie aziende; il ministero del Commercio ha definito le restrizioni contrarie alle regole dell’OMC.
Quali ritorsioni ha adottato Pechino in passato?
Dopo i dazi del 2024 sulle elettriche, la Cina ha risposto con misure su alcuni prodotti europei, tra cui cognac, carne e latticini.
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