De Rosa (SMET): “L’Italia perde la manifattura dell’auto”
Il CEO della logistica automotive SMET analizza il crollo della produzione di auto in Italia: dai 477mila veicoli del 2017 ai 152mila del 2025, con un recupero 2026 che resta un rimbalzo, non una svolta.

Domenico De Rosa, amministratore delegato di SMET, colosso italiano della logistica automotive, è tornato a commentare lo stato dell’industria automobilistica nazionale in un intervento pubblicato ad agosto 2026. Il manager analizza i dati sulla produzione di autovetture in Italia, mettendo in fila una serie storica che, a suo avviso, “non può più essere letta come una semplice fase congiunturale”.
Il crollo della produzione italiana di auto dal 2017 al 2025
Secondo Domenico De Rosa, nei primi sette mesi del 2017 l’Italia produceva circa 477.000 autovetture, un livello che si è progressivamente ridotto negli anni successivi. Nel 2024 la produzione nello stesso periodo gennaio-luglio si è fermata a poco più di 225.000 unità, per poi scendere ulteriormente a circa 152.000 nel 2025, il valore più basso dell’intera serie storica. De Rosa sottolinea come questa traiettoria discendente riguardi non solo i volumi assoluti, ma anche competenze, capacità manifatturiera e peso industriale del comparto automotive, storicamente uno dei motori trainanti per componentistica, ricerca, occupazione e logistica del Paese.
Il recupero del 2026: un rimbalzo, non un’inversione di tendenza
I dati relativi al 2026 mostrano un segnale di ripresa, ma partendo da una base eccezionalmente bassa. Nel primo semestre dell’anno la produzione italiana di autovetture ha raggiunto le 167.367 unità, con una crescita del +26,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. La stima per i primi sette mesi del 2026 si attesta intorno a 191.146 autovetture. Per De Rosa, però, questo recupero “non deve essere confuso con una vera inversione di tendenza”: il livello resta infatti ancora sotto quello del 2024 e lontano dai picchi pre-crisi registrati nel 2017-2018.
L’effetto a catena su logistica, componentistica e occupazione
Da operatore della logistica automotive, Domenico De Rosa osserva il fenomeno anche attraverso i flussi di merci e persone. Quando diminuiscono i veicoli prodotti nelle fabbriche, si riduce anche l’attività a monte e a valle della filiera: meno componentistica movimentata, meno trasporti su gomma e ferro, meno lavoro nei piazzali, nei porti e nei terminal ferroviari. Il manager di SMET descrive un effetto domino che coinvolge l’intera catena dei fornitori, non solo gli stabilimenti di assemblaggio finale.
Transizione elettrica e neutralità tecnologica: la critica di De Rosa all’Europa
Domenico De Rosa ribadisce una posizione già espressa in precedenti interventi pubblici: l’Europa avrebbe commesso un errore nel confondere la transizione ambientale con l’imposizione di un’unica tecnologia, quella elettrica. Secondo il CEO di SMET, gli incentivi all’auto elettrica hanno sostenuto la domanda senza garantire che questa si traducesse in produzione europea, lasciando spazio alla Cina per costruire capacità industriale, tecnologia delle batterie e volumi produttivi. De Rosa chiede quindi “neutralità tecnologica, energia competitiva, investimenti produttivi e politiche che riportino la fabbrica al centro delle decisioni europee”.
Cosa rischia l’Italia se perde la manifattura automotive
Per Domenico De Rosa, un Paese che perde la propria capacità manifatturiera nel settore auto perde “molto più di qualche punto di produzione”: autonomia industriale, competenze difficili da ricostruire e capacità di generare lavoro qualificato. Il manager chiude il suo intervento con una domanda diretta al settore e alla politica: tra dieci anni l’Italia vorrà ancora produrre automobili, oppure si limiterà a importarle, trasportarle e distribuirle dopo che saranno state costruite altrove.
Domande frequenti su De Rosa, SMET e la produzione auto in Italia
Chi è Domenico De Rosa?
Domenico De Rosa è l’amministratore delegato di SMET, una delle principali aziende italiane di logistica automotive, attiva nel trasporto e nella movimentazione di veicoli e componenti per conto dei costruttori.
Quanto è calata la produzione di auto in Italia dal 2017 al 2025?
Secondo i dati citati da De Rosa, la produzione italiana di autovetture nei primi sette mesi dell’anno è passata da circa 477.000 unità nel 2017 a circa 152.000 nel 2025, con un calo di oltre il 65% in otto anni.
La produzione di auto in Italia sta migliorando nel 2026?
Sì, nel primo semestre 2026 la produzione è cresciuta del +26,1% rispetto al 2025, raggiungendo 167.367 unità, con una stima di 191.146 auto nei primi sette mesi. De Rosa avverte però che si tratta di un rimbalzo dal minimo storico, non di un’inversione di tendenza strutturale.
Perché De Rosa parla di un errore europeo sulla transizione elettrica?
Secondo De Rosa, l’Unione Europea avrebbe sostenuto la domanda di auto elettriche tramite incentivi senza garantire che questa domanda alimentasse la produzione europea, favorendo di fatto la crescita industriale della Cina nel settore delle batterie e dei veicoli elettrici.
Che impatto ha il calo della produzione auto sulla logistica italiana?
Un minor numero di veicoli prodotti riduce anche i volumi movimentati da trasportatori e operatori logistici: meno componentistica in transito, meno traffico nei porti e nei terminal ferroviari, e meno occupazione lungo l’intera catena dei fornitori del settore automotive.
Cosa chiede De Rosa alla politica europea e italiana?
De Rosa chiede neutralità tecnologica nella transizione energetica, energia a costi competitivi, maggiori investimenti produttivi e politiche industriali che riportino la fabbrica automobilistica al centro delle decisioni europee, per evitare che l’Italia perda definitivamente la propria capacità manifatturiera nel settore auto.
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