Ferrari SF-26: rosso lucido, più bianco e un look tutto nuovo per la F1 2026 [FOTO]
Svelata a Fiorano la nuova monoposto di Leclerc e Hamilton
La Ferrari SF-26 è stata ufficialmente svelata quest’oggi sul circuito di Fiorano, mostrando per la prima volta la nuova monoposto che accompagnerà le ambizioni del Cavallino Rampante, e con esse anche quelle dei suoi piloti Charles Leclerc e Lewis Hamilton, per la stagione 2026 di Formula 1.
La monoposto che segna l’ingresso in una nuova era
La Ferrari SF-26, che si prepara ad affrontare il Mondiale di Formula 1 che scatta l’8 marzo in Australia, rappresenta una monoposto di rottura rispetto al passato, frutto di un progetto ex-novo che ha preso forma sulla base di un nuovo regolamento tecnico che introduce profonde novità, che costituiscono molto di più di una semplice evoluzione rispetto alle scorse stagioni di F1.
Al di là dei cambiamenti tecnici sviluppati, a partire dall’architettura aerodinamica e dalla power unit con una quota maggiore della componente elettrica, sviluppati per assecondare le novità regolamentari, la Ferrari SF-26 si presenta con una identità visiva tutta nuova, fatta di proporzioni più compatte e di un look distintivo che ben rappresenta l’inizio di una nuova era.

Rosso lucido e tanto bianco
La livrea della Ferrari SF-26 combina tradizione e futuro, abbandonando la vernice opaca che ha caratterizzato la monoposto di Maranello nelle ultime sette stagioni in F1, a favore di un accesso Rosso Scuderia con finitura lucida, una varietà di rosso più intenso e acceso che trae ispirazione dalla livrea speciale di Monza 2025 ed è il linea con la tinta dei primi anni 2000. Ad affiancare il rosso lucido predominante c’è un bel po’ di bianco, in maniera decisamente maggior rispetto alle ultime Ferrari di Formula 1, che trova spazio nella zona dell’abitacolo e sulla copertura del motore. Una “chiazza” di bianco nella struttura della monoposto del Cavallino, che richiama le Ferrari F1 anni ’70 e contribuisce a rendere l’aspetto della SF-26 ancor più riconoscibile, oltre a fare da ulteriore elemento “ponte” tra heritage e proiezione al futuro.
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