Il Salone di Pechino 2026? “Come i nostri saloni di un tempo”
Il punto del nostro direttore Lorenzo Bellini con Pierluigi Bonora
Il Salone di Pechino è uno degli appuntamenti ormai più importanti per il mondo dell’auto. Soprattutto per la zona asiatica, ma ormai propone anche più di un modello che arriverà nei mesi successivi anche in Europa ed in Italia. Il nostro direttore Lorenzo Bellini era presente all’evento cinese, che resterà aperto fino a domenica 3 maggio, ed ha parlato delle sue sensazioni ad ACI Radio, ospite di Pierluigi Bonora, nel podcast ‘Il punto di Pierluigi Bonora’.
“La prima cosa che mi viene in mente sono quasi i nostri saloni di un tempo – le parole del direttore di Motorionline – Sono pieni, molto frequentati, ci sono moltissime proposte, anche qualcosa dall’Europa per il mercato cinese o mondiale. Però è un tuffo nel passato, ma con esposte le auto del futuro”. Ripensando a quando, fino a poco fa, erano i saloni europei a dominare la scena, come il defunto Salone di Ginevra o gli appuntamenti a Francoforte e Parigi.
Non solo auto elettriche
Il pensiero di tanti è una Cina concentrata esclusivamente sulle proposte elettriche. Ma non è così, perché all’appuntamento di Pechino erano presenti anche modelli con motori termici, oltre che ibridi. “Sono state presentate anche auto sportive, con una certa potenza, e motore assolutamente a combustione interna – ha spiegato Lorenzo Bellini – In generale, i marchi cinesi si sono resi conti che il mercato europeo non è ancora completamente pronto per il passaggio all’elettrico, anche perché secondo me quello totale non sarà mai possibile”.
Il mercato cinese sta anche reagendo ai dazi, imposti dall’Unione Europea e dagli Stati Uniti, con diverse soluzioni per non pagare: “Capisco i dazi e la difesa della propria industria, però la tecnologia e la spinta economica, ci piaccia o meno, è in mano alla Cina, come un tempo era stata dell’Europa e degli Stati Uniti. Purtroppo sono corsi e ricorsi storici. Sarà importante come riusciremo ad adattarci. I cinesi si stanno adattando anche pensando ad industrie localizzate in Europa, come Great Wall sta lavorando per uno stabilimento in Europa, anche se non c’è ancora una locazione ufficiale. Però fatta la legge, trovata la… soluzione”.
I marchi cinesi in Europa

I marchi cinesi stanno arrivando con sempre più frequenza nei mercati europei ed in quello italiano. Il prossimo in arrivo è Great Wall Motors (GWM). Era, a dir la verità, già presente tramite un esportatore, ma ora è pronto allo sbarco diretto ed a Pechino ha presentato un modello anche per l’Europa: “Arriverà con un’auto compatta da 4,47 metri, la Ora 5 – spiega il direttore di Motorionline – Che sarà presente con 3 livelli di motorizzazione: ci sarà l’elettrico, l’ibrido, ma anche il 1.5 turbo benzina puro”. Arriverà in estate, poi in autunno il grande SUV Haval H7.
Chi è legato direttamente ad un gruppo europeo, invece, è Leapmotor, che fa parte di Stellantis. Già presente da un po’ di tempo anche in Italia, all’appuntamento locale ha presentato la C16, un SUV a sei posti, in arrivo anche in Europa nel corso dei prossimi mesi. “All’apparenza, dal vivo, sembra ben costruita, con dei giusti materiali. Non è un’auto di livello premium, vuole essere di volumi. Con sei posti in tre file, una configurazione particolare rispetto a quello che siamo abituati a vedere, con la panca centrale molto pregiata, con i due sedili singoli”.
L’auto come status symbol

Il Salone di Pechino 2026 presentava un “pubblico molto variegato”, ha spiegato il nostro direttore, ovviamente principalmente di appassionati locali, pur non mancando anche delle presenze dal resto del mondo, ed anche di un bel po’ di giovani. “C’è molto interesse da parte del pubblico cinese sul mondo dell’auto, anche perché l’auto per loro è ancora uno status symbol che da noi non ha più lo stesso effetto, se escludiamo qualche auto di altissimo livello”.
Forse anche questo, oltre ad una questione di costi per la partecipazione e per la realizzazione degli stand, ha portato le case automobilistiche europee a preferire gli eventi privati di presentazione delle nuove auto, rispetto alla raffica di novità che, fino a qualche anno fa, si vedevano esclusivamente in questo tipo di appuntamenti. Da Ginevra a Francoforte, da Parigi a Detroit. Anche perché la crisi dei saloni non c’è solo in Europa, ma anche in tante altre zone del mondo.
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