Jaguar E-PACE: artigliare l’asfalto da un punto più alto [TEST DRIVE]

Tra le atmosfere più intriganti della Corsica

Jaguar E-PACE – Mare, tante curve verso il cielo, colori che solo le terre esotiche possono vantare e il focoso dinamismo del SUV compatto firmato dalla casa britannica. Il nuovo E-PACE appare un singolare concentrato tra razionalità britannica e temperamento latino
Jaguar E-PACE: artigliare l’asfalto da un punto più alto [TEST DRIVE]

Offre congeniali spunti narrativi la Corsica. La zona sud è divisa tra suggestivi posti vacanzieri ed eremi in parte ricchi di vegetazione e in parte brulli, congeniali per chi ama isolarsi. Misteriosa e familiare, esotica ma sempre mediterranea. Accorpa visioni all’apparenza contrastanti, eppure conviventi. Fattori che creano un particolare e gustoso equilibrio. E lo stesso si può dire sul nuovo SUV compatto di Jaguar: l’E-PACE.

Il carattere forte e deciso, intuibile solo quando si guida, è anticipato dal design che ricorda un po’ la sportiva F-TYPE, sebbene le proporzioni risultino differenti. Lo stile risulta affinato, tagliente e spigoloso da un parte, se si guardano ad esempio i gruppi ottici dal motivo LED e i fianchi scolpiti. Fluido e filante dall’altra, se si rivolge lo sguardo su cofano e zona alta della vettura. Interessante anche la ripartizione laterale tra superfici vetrate e carrozzeria: 1/3 contro 2/3, che rafforzano la visione complessiva assieme agli ampi cerchi da 21 pollici. Quando si è iniziato a progettarla nel 2013, lo stesso Ian Callum, Direttore tecnico del Design di Jaguar, l’aveva definita: “Il bebè di Jaguar”. Un paragone ispirato dai cuccioli, dotati di occhi generosi, così come sono già ben delineate altre parti del corpo anche in tenera età. Mentre altre lo saranno lungo la crescita.
Distintiva è la stessa compattezza. Altro aspetto interessante di questo progetto. Le dimensioni esterne risultano contenute, sebbene lo spazio interno risulti accogliente e funzionale. Un risultato collegato anche ai motori disposti trasversalmente, quindi agli ingombri stessi. La lunghezza è prossima ai 4,4 metri (4.395 mm) e il passo piuttosto generoso in proporzione a questo dato: 2.681 mm, ovvero circa 2,70 m. Larghezza (a specchietti esterni ripiegati) e altezza misurano rispettivamente 1.984 mm (poco meno di due metri) e 1.649 mm (quasi un metro e settanta).

Appena si entra nell’abitacolo, caratterizzato da materiali morbidi al tatto e dalle differenti consistenze, spicca una certa attenzione per lo spazio destinato al guidatore. Altro collegamento alla già citata F-TYPE. Un aspetto che a nostro avviso presenta tante luci, ma anche qualche ombra. Tra i punti di forza non solo l’attenzione nei dettagli e le pratiche regolazioni per ottenere la migliore posizione di guida, ma anche i sistemi tecnologici e l’accennata abitabilità. Rivestimenti in pelle, finiture dedicate, un sistema infotainment Jaguar Touch Pro da 10 pollici, dotato di una grafica chiara e colorata, oltre alla tecnologia voice control, sono solo parte di un ambiente che può essere rafforzato da un opzionale quadro strumenti TFT digitale full color da 12,3 pollici associabile a due impianti audio realizzati assieme a Meridian. Per la prima volta su un’auto della casa è proposto anche un sistema Head-Up Display, con tecnologia TFT (Thin-Film Transistor), che offre molte indicazioni a supporto dell’automobilista direttamente sul parabrezza. Preziose e dirette le indicazioni sui limiti stradali e sulla navigazione.

In evidenza anche l’ottimizzato spazio per i passeggeri in seconda fila, considerando gli 892 mm predisposti per le gambe. Senza dimenticare un bagagliaio che di base può già includere 577 litri di carico, estendibile fino a 1.234 litri grazie all’abbattimento delle sedute posteriori e a una variegata panoramica di dispositivi di assistenza. Citando tra i vari un Emergency Braking, focalizzato anche sulla presenza di pedoni sull’asfalto, un Traffic Sign Recognition e una Lane Keep Assist, tutti legati a una videocamera stereoscopica. Un occhio vigile su ciò che accade. Ma la dotazione annovera anche sensori di parcheggio, retrocamera posteriore, persino un particolare bracciale con transponder RFDI integrato che consente di lasciare la chiave principale nella vettura, detta Activity Key e funzionalità varie, oltre a poter disporre di quattro prese da 12 volt, cinque porte USB e un hotspot Wi-Fi 4G. Ma proprio quella attenzione riposta verso il pilota e, soprattutto, qualche dettaglio tipo il montante che funge anche da robusta maniglia e che delimita il tunnel sul versante del passeggero, rievocando una caratteristica delle vetture fuoristrada, a nostro avviso appaiono poco funzionali per l’ergonomia della zona anteriore. Anche la stessa suddivisione degli spazi sulla zona centrale, la collocazione della leva del cambio o l’apertura del bracciolo centrale per accedere al vano, sembrano un po’ invasivi. Ma sono minuzie che si dimenticano facilmente quando si guida.

Il dinamismo dell’auto è un sapiente equilibrio tra potenza, peso, aerodinamica, meccanica, elettronica e trazione. Sei piatti oscillanti (non solo due) su un bilanciere che verte incessantemente verso qualsiasi lato, a seconda delle condizioni stradali e delle richieste dell’automobilista, che può propendere per uno dei diversi parametri dettati dal Configurable Dynamics. Reattività e carattere dell’auto sono ogni volta riplasmate. Instancabile il lavoro dell’architettura elettronica, con una certosina gestione della coppia in qualsiasi condizione, su asfalto o strade più impegnative. La progressione della versione a benzina è maggiormente apprezzabile, sia per la maggior potenza, sia per il peso più contenuto rispetto a una versione Diesel. In ordine di marcia il divario risulta poco superiore ai 20 Kg. Ma, sebbene non appaia elevato, è un margine che si avverte soprattutto nella zona anteriore e nel comportamento in curva. Nell’occasione abbiamo testato entrambe le versioni più potenti equipaggiate da motori Ingenium: un 2.0 litri turbo da 300 cavalli e un Diesel sempre turbo da 240 cavalli. Entrambi Euro 6 e legati a una trasmissione automatica 9 rapporti, la generosità iniziale del corposo Diesel poggia sui 500 Nm di coppia massima, già disponibili a 1.500 giri/minuto. Mentre il propulsore a benzina ha una coppia più contenuta da 400 Nm, ma sfruttabile tra i 1.200 ai 4.200 giri/minuti. Quindi un’elasticità di risposta esaltante. Anche il motore Diesel è versatile e instancabile, ma è come apprezzare le qualità funamboliche di due felini diversi. Non in proporzioni, ma in potenzialità atletiche.

Tendini e muscoli d’acciaio, i cui impulsi viaggiano nell’arco di millisecondi e offrono trazione su uno o l’altro asse e verso ogni ruota, parlando della sofisticata trazione integrale AWD. Sfoggiando un’impronta consistente nell’appoggio in curva e un’impetuosa sferzata in fase di ripresa e accelerazione. Uno scatto da 0 a 100 km/h coperto dalla potente versione nell’arco di 6,4 secondi, mentre risultano 7,4 secondi, uno in più, se si propende per il più vulcanico dei motori Diesel. Notevoli anche i valori di velocità massima: 243 km/h optando per il modello a benzina da 300 cavalli, 224 km/h se si considera il motore a gasolio da 240 cavalli.
In ogni caso, è l’equilibrio dinamico tra le varie componenti dell’auto che riscuote maggiore attenzione, da quando si avvia l’auto e in ogni tratto di strada. Restando particolarmente colpiti proprio dall’agilità della versione a benzina (nel nostro caso arricchita anche dalla caratterizzazione sportiva R-Dynamic, che presenta soglie di ingresso e pedaliera in acciaio inossidabile spazzolato, dettagli contrastanti, sedute che abbracciano e nella parte alta un rivestimento Ebony Morzine), dal consistente ritmo della motorizzazione Diesel, dalla stuzzicante ripartizione dei pesi associata anche alle diverse parti in alluminio che definiscono la carrozzeria, dalla insonorizzazione interna, da una visibilità nel complesso buona, dalle stesse strade tortuose della Corsica che hanno messo in evidenza le doti funamboliche di questo SUV. Parlando di consumi, invece, proprio la necessità di verificare il carattere dell’auto non ha consentito una valutazione dedicata. La casa segnala valori medi in ciclo combinato di 8,0 litri per 100 km ed emissioni di CO2 pari a 181 g/km, sempre iniziando dal più potente benzina. Numeri più contenuti sulla controparte Diesel, considerando consumi medi di 6,2 litri/100 km ed emissioni da 162 g/km. Risultati che si riferiscono a test effettuati secondo le normative vigenti.

Già commercializzata, i primi modelli di Jaguar E-PACE sono in consegna a gennaio, da quanto ci è stato segnalato. La gamma della nuova Jaguar E-PACE è accessibile in Italia da 36.800,00 Euro (chiavi in mano), partendo da una versione Standard equipaggiata con un propulsore Diesel 2.0D da 150 cavalli e trazione anteriore, abbinato a trasmissione manuale sei rapporti. Questa unità può essere abbinata anche al già citato cambio automatico nove rapporti e alla trazione integrale. La gamma delle motorizzazioni, tralasciando la variante più potente da 240 cavalli, comprende anche un altro Diesel da 180 cavalli, associabile a una trasmissione manuale sei marce o al citato automatico. Quindi sul fronte a benzina, a parte il prestazionale cuore da 300 cavalli, è disponibile anche un’alternativa da 249 cavalli, dotata di trazione integrale e cambio automatico.

In sintesi: la nuova Jaguar E-PACE coniuga diverse specificità per catturare l’attenzione di un pubblico ampio ed eterogeneo. Forza espressiva o performante, il SUV compatto dello storico costruttore britannico propone una formula stuzzicante, che arricchisce d’eleganza una personalità ruspante e ribelle. Più visioni della guida, sostanzialmente divertente e consistente, pacata o esaltante, versatile e razionale. Simbiosi di un’animo avventuroso che veste un abito d’alta sartoria.

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