Mini Cooper SE 2021: la PROVA SU STRADA e caratteristiche della piccola elettrica inglese

La versione 3 porte Full Electric mantiene il go-kart feeling ma l'autonomia è molto contenuta

La nuova Mini Cooper SE è la versione Full Electric della famosa inglese compatta di Mini. Lei ha debuttato al Salone di Francoforte del 2019 ed è un ulteriore passo verso la totale elettrificazione del Brand premium appartenente al Gruppo BMW. Per ora la Mini elettrica è una opzione in più a disposizione del pubblico e viene realizzata solo con la carrozzeria a tre porte, in quanto l’elettrico è visto come un mezzo soprattutto cittadino. Abbiamo potuto provarla per circa una settimana su strade cittadine ed extraurbane. Un test di utilizzo tra Milano e Monza con percorrenze medie di circa 60/80 km al giorno. Volete sapere com’è andata? Scopriamo tutti i segreti di Mini Cooper SE 2021, pregi e difetti, in questo articolo.

Autonomia fino a 270 km, prezzi da 34.900 €

Ovviamente sulla Mini Cooper SE al posto del motore endotermico è stato montato un propulsore elettrico in grado di offrire 184 CV di potenza che viene alimentato da una batteria agli ioni di litio da 32,6 kWh. L’autonomia dichiarata dalla Casa viene compresa tra i 235 e i 270 km con una singola carica in base al differente modo di utilizzo e strade percorse. La batteria a forma di T è posizionata sul fondo dell’auto così da non modificare la capacità di carico del bagagliaio che si conferma tra 211 e 731 litri come sulla versione endotermica. Proprio per l’aggiunta della batteria il peso della Cooper SE è maggiore, parliamo di 145 kg in più rispetto ad una Cooper S con cambio Steptronic, con la versione elettrica che ferma l’ago della bilancia a 1.440 kg. Per poter ospitare la batteria nel sottoscocca l’assetto viene rialzato e l’altezza da terra cresce di 1,8 cm rispetto alla versione tradizionale di Mini. Il listino prezzi della Mini Cooper SE per il mercato italiano parte da 34.900 € e arriva fino a 41.650 € per la versione top di gamma. 

Motore elettrico e tempi di ricarica

Il motore elettrico da 184 CV e 270 Nm di coppia massima, in aggiunta a un baricentro ribassato di 3 cm e ad una migliore distribuzione dei pesi, permette alla Mini Cooper SE di godere di maggiori doti di dinamismo, agilità e reattività. In termini di prestazioni, l’elettrica inglese accelera da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi e raggiunge i 150 km/h di velocità massima. Per quanto riguarda invece le modalità di ricarica, la vettura, con dati dichiarati dal costruttore di consumo pari a 15-13,2 kWh/100 km, impiega 2 ore e mezza per ricaricarsi con una presa Tipo 2 a corrente alternata fino a 11 kW, mentre servono solo 35 minuti per ricaricarsi dell’80% con una presa CCS Combo 2 a corrente continua fino a 50 kW.

La prova su strada

Quando guido una Mini, che sia una Cooper o una JCW, la voce “divertimento al volante” è tra le prime che mi vengono in mente. Proprio per questo il primo quesito che mi sono posto è stato: la Mini Cooper SE 2021 riuscirà a conservare il suo classico “go-kart feeling” nonostante il peso extra e l’inedito powertrain elettrico? La risposta è affermativa ma questo suo tratto così distintivo nel panorama del mondo automotive viene “smussato” in alcune caratteristiche ed accentuato in altre. Sicuramente il motore elettrico con tutta la potenza subito disponibile esalta le partenze da fermo. Al semaforo siamo “brucianti” con uno 0-60 km/h quasi da supercar in modalità Sport. I circa 1,8 cm di luce da terra in più non modificano il comportamento dinamico dell’auto e non avverto per questo un diverso lavoro di tutto l’assetto. La Mini Cooper SE resta ben piantata su strada, ha un’ottima tenuta, ed è decisa nelle risposte con un anteriore ben stabile in ingresso e percorrenza di curva. Proprio il suo peso extra la rende più rigida e “monolitica” nei cambi di direzione e l’0n/off di richiamo potenza con il motore elettrico mi fa “giocare” con lei in uscita di curva. Certamente le risposte nei trasferimenti di carico sono più nette e meno progressive. Anche lo sterzo risulta essere un po’ più filtrato alle basse andature mentre nei curvoni veloci regala un ottimo feedback di sicurezza. L’assetto rimane sempre un po’ troppo rigido anche quando non si va di fretta e buche e pavé si fanno sentire in abitacolo; fruscii da rotolamento pneumatici compresi.

La frenata rigenerativa può essere impostata su due livelli, anche se non direttamente dai paddle dietro al volante come avviene su quasi tutte le auto elettriche. E’ presente un tasto dedicato sulla plancia, un po’ scomodo a dire la verità. Selezionando la modalità più intensa di recupero d’energia la sensazione “freno motore” è davvero importante e richiede del tempo per imparare a guidare con un solo pedale. Praticamente in città useremo il pedale del freno solo in caso di emergenza mentre il “cicalino” a basse andature segnalerà la nostra presenza ai pedoni. In autostrada è meglio andare a 110 km/h per massimizzare l’autonomia ed è molto utile il cruise control di serie. Peccato non ci sia il sistema di mantenimento in corsia attivo (solo l’avviso) ed i sensori dell’angolo cieco integrati negli specchietti retrovisori.

Parlando dei consumi, dopo una settimana di utilizzo casa-lavoro, il computer di bordo ha segnato delle percorrenze medie di circa 13,7 kWh/100 km ottenuto su molteplici percorsi. Il valore dichiarato da Mini per l’autonomia, ovvero 270 km in ciclo WLTP risulta piuttosto ottimista ed io non sono riuscito a far meglio di 187 km di autonomia con una ricarica (tra i 160/170 con una guida più dinamica e meno attenta al risparmio della batteria). Il consiglio è quello di sfruttare molto la modalità più forte di rigenerazione in frenata in città e di percorrere tangenziali ed autostrade con il cruise control inserito a velocità poco inferiori rispetto al codice della strada.

Dettagli esclusivi per distinguersi dalla Mini con motore termico

Il look esterno della Mini Cooper SE si distingue per alcuni elementi esclusivi come la griglia anteriore totalmente chiusa, perdendo la fascia gialla della precedente generazione, colore quest’ultimo che caratterizzata anche i dettagli applicati su specchietti, cerchi in lega e inserti laterali. La vettura elettrica poggia su cerchi Mini Electric Revolite Spoke da 16 pollici di serie, con i Corona Spoke da 17 pollici disponibili a richiesta. La Mini Cooper SE, priva di terminali di scarico sul posteriore come ogni altra elettrica, ha la presa di ricarica nascosta dietro lo sportellino del tappo serbatoio sul quale è applicato il logo MINI Electric. Di serie la vettura inglese propone i fari full LED e il suono artificiale a bassa velocità per la sicurezza di pedoni e ciclisti.

Interni specifici e distintivi

Aprendo le portiere della vettura troviamo un abitacolo con una serie di aggiornamenti rispetto al resto della gamma Mini. La Mini Cooper SE, oltre a una leva del cambio specifica, adotta un nuovo quadro strumenti digitale (prima Mini in assoluto) con display da 5,5 pollici che visualizza una serie di informazioni dedicate come quelle relative ad autonomia, carica della batteria, modalità di guida impostata, limiti di velocità e indicazione del navigatore. Indicazioni utili vengono fornite anche da fermo e a vettura spenta, come ad esempio quella sul tempo rimanente per il “pieno” mentre si sta effettuando la ricarica.

La nuova Mini, tra l’altro, può contare anche su un’utilissima MINI app dedicata che permette di controllarne lo stato in ogni momento, oltre che programmare il navigatore prima di una partenza. Grazie all’uso del proprio smartphone si può programmare un viaggio tenendo conto non solo delle tappe e dei punti di interesse ma anche delle colonnine di ricarica accessibili sul percorso; così da calcolare nel tragitto il tempo destinato anche alla ricarica.

Quattro modalità di guida

Al volante della Mini Cooper SE si può scegliere fra quattro modalità di guida: Mid, Sport, Green e Green+. Mid è l’impostazione per così dire “standard”, mentre Sport esalta la guida dinamica risposta di motore e sterzo. Green e Green+ hanno come priorità l’ottimizzazione ed efficienza della carica di batteria: in particolare la modalità Green+ estremizza il risparmio dell’energia limitando alcune funzionalità, come ad esempio il climatizzatore e il riscaldamento dei sedili. Ad ogni accensione si attiva automaticamente la modalità One Pedal Feeling modulabile su due posizioni con il tasto dedicato nel mezzo della plancia. Una novità all’insegna dell’efficienza energetica della Mini Cooper SE è rappresentata anche dal climatizzatore automatico bizona che utilizza un’innovativa pompa di calore che riduce del 75% l’utilizzo d’energia rispetto ai sistemi tradizionali. Mentre la gamma della Mini Cooper SE elettrica prevede quattro pacchetti (S, M, L e XL) per la personalizzazione di esterni ed interni, il navigatore integrato nell’infotainment prevede una serie di funzioni specifiche come l’indicazione relativa ai percorsi più efficienti e al range elettrico disponibile.

Futuro sostenibile e smaltimento delle batterie

Il futuro della Mini Cooper SE, ovviamente, è legato a doppio filo anche alla questione del noleggio e dello smaltimento delle batterie. In questo momento qualsiasi costo per quanto riguarda la batteria della Mini elettrica è assorbito dal prezzo di listino o comunque dalla rata con la quale si sceglie di finanziare la vettura. A tutto questo si deve eventualmente aggiungere il costo dell’installazione della Wall Box (optional) che parte da 899 €. Per quanto riguarda lo smaltimento, invece, le batterie sono garantite per 8 anni o 160.000 km. Al momento non ci sono progetti specifici per lo smaltimento, ma a livello aziendale le batterie esauste delle vetture elettrificate sono già usate come accumulatori presso lo stabilimento BMW di Lipsia, in Germania. Considerando che al termine della loro vita queste batterie avranno ancora un’efficienza compresa tra il 60 e il 70% dell’originale, insufficiente per l’auto elettrica ma utilizzabile per altri scopi, una soluzione simile potrebbe essere una strada anche a livello civile.

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