Screamer, la recensione di Motorionline

A tutta velocità in una città degna di un romanzo cyberpunk

Prendete il glorioso Ridge Racer degli anni ’90 (forse qualcuno dei nostri lettori non sa di cosa stiamo parlando) e unitelo all’atmosfera e all’estetica di Cyberpunk 2077. Il risultato è Screamer, l’ultimo titolo uscito dagli studi milanesi di Milestone, un nome che gli appassionati di giochi di guida conoscono veramente molto bene. Dopo le profondissime simulazioni di titoli come WRC e MotoGP, ora è il turno di tornare al mondo delle corse “arcade”: un titolo con poche pretese di realismo, ma con un coinvolgimento e un’adrenalina che garantiscono un livello di divertimento diverso rispetto al mettersi nei guanti e nelle scarpe di Sébastien Ogier.

Il ritorno del cyberpunk

Recensione Screamer - Neo Rey

Contrariamente ai titoli di simulazione, Screamer si sviluppa attraverso una storia ambientata nella futuristica e contrastata città di Neo Rey, ispirata alla Neo Tokyo di Akira (ora la smettiamo con le citazioni da Millennials, promesso). La narrazione si dipana attraverso un misto di scene in stile “light novel”, un genere estremamente popolare tra i videogiocatori asiatici e gli appassionati, e altre animate con tecnica cel-shading per i momenti più importanti. Non c’è un unico protagonista: ci vengono presentate cinque squadre distinte, ognuna con le sue motivazioni e le sue storie, che si riuniscono per affrontare un grande torneo di corse semi-illegali con bolidi futuristici che raramente somigliano a mezzi esistenti, ognuno ovviamente caratterizzato da punti di forza specifici. Grazie a uno speciale dispositivo, i personaggi sono in grado di parlare ognuno la propria lingua madre e questo ha generato un doppiaggio particolarmente originale, con Troy Baker che presta la voce all’antagonista principale Mr. A (Baker è famoso per aver doppiato in originale Joel di The Last of Us, Samuel Drake in Uncharted, il Joker in Batman Arkham Origins e Higgs Monaghan in Death Stranding) e Giulia Bersani che doppia l’italianissima Lavinia Ricci Antinori (conosciuta dal pubblico italiano per ruoli come Kasumi Miwa in Jujutsu Kaisen, Sarada Uchiha in Boruto: Naruto the Movie, Kale in Dragon Ball Super e Kiriya Ubuyashiki in Demon Slayer). Un cast che testimonia quanto Milestone creda in questo titolo. Per quanto a volte i dialoghi possano risultare un po’ lunghi e verbosi, in generale la storia scorre piuttosto bene e ha un effetto diretto sulle dinamiche di gioco. Un approccio anime cinematografico che distingue nettamente Screamer dagli altri titoli racing.

Tutto ruota intorno all’Echo

Recensione Screamer - Derapata

Il gameplay di Screamer ruota completamente intorno all’Echo System. Si tratta di un congegno iper-tecnologico che serve come base per due delle caratteristiche principali della corsa. La prima è il Sync, modalità usata per attivare sia il boost classico che lo scudo di protezione nei confronti degli avversari. In seconda battuta abbiamo l’Entropy, ovvero le azioni offensive per colpire ed eliminare gli avversari. Ciò che ci ha colpito di più nell’esperienza di gioco su Playstation 5, però, è che la meccanica di guida si controlla con entrambi gli stick del joypad: quello sinistro è il normale sterzo, mentre quello di destra controlla la derapata. In questo modo si crea un’esperienza nuova e interessante, anche se non immediata da padroneggiare nelle prime partite. Come nei picchiaduro, ogni personaggio ha delle “skill” particolari, ovvero abilità uniche che possono essere più o meno adatte al giocatore o all’evento affrontato nella trama. In totale abbiamo 32 circuiti diversi in quattro ambientazioni originali, tutte caratterizzate dall’estetica anime cyberpunk. Sono disponibili diverse modalità di guida: la “carriera” coincide con la modalità storia e il Torneo protagonista delle nostre avventure; vi sono poi diverse sfide, come la Overdrive, la sfida a punti e persino un classico Arcade con time attack e checkpoint, che strizza l’occhio ai videogiocatori più nostalgici. Un plauso a Milestone, inoltre, per aver incluso la sempre amata modalità splitscreen in locale fino a 4 giocatori, un modo di giocare in via d’estinzione nell’era di Internet, ma che noi “vecchi gamer” ancora amiamo. Naturalmente, oltre a tutto questo, vi sono le modalità di gioco online contro altri racer umani e la possibilità di sbloccare e personalizzare l’aspetto estetico di ognuna delle auto presenti nel gioco.

Animazione sopraffina

Recensione Screamer - Animazione

Dal punto di vista artistico, il gioco è un gioiello. Le sequenze animate sono state realizzate in collaborazione con la Polygon Pictures, uno degli studi di animazione più rinomati del Giappone, celebre per titoli come Knights of Sidonia, Ajin, Levius, la trilogia di Godzilla, Star Wars: The Clone Wars & Resistance e Ghost in the Shell 2: Innocence. La scelta di affidarsi alla grafica cel-shaded aiuta molto a rendere coerenti i personaggi anime e le auto, più vicine allo stile cinematografico americano. L’animazione è uno dei punti di forza assoluti del titolo, con sequenze fluide e di assoluto impatto, oltre a scelte di montaggio degne di un film di alto profilo. A volte, forse, il motion blur è usato in quantità eccessiva e questo potrebbe dare un po’ fastidio, ma stiamo oggettivamente spaccando il tradizionale capello in quattro. La fluidità si conferma anche nelle sessioni di gioco, senza cali di frame evidenti su PS5.
Dal punto di vista della giocabilità, Screamer è una sfida equilibrata. Si propone come “arcade”, ma bisogna conoscerlo bene prima di poterlo padroneggiare a dovere. Il sistema a doppio stick richiede pratica e non si riesce subito a usarlo adeguatamente. L’intelligenza artificiale degli avversari non è eccessiva, ma perdona poco: nessun effetto elastico per chi rimane indietro, ma nemmeno sfide impossibili. Insomma, vincere si può, ma nessuno regala niente in Screamer.

Erede

Recensione Screamer - Schermata

Screamer è l’erede di una lunga dinastia di videogiochi arcade che oggi vediamo sempre meno. Forse non sarà il successore di Asphalt, ma è un degno reboot della serie originale degli anni ’90 a cui si ispira (sviluppato, tra l’altro, dalla stessa software house Graffiti che poi diventerà Milestone). Non è un arcade “mordi e fuggi”, ma un titolo a cui bisogna dedicare una certa quantità di tempo, senza però toccare i picchi di complessità dei simulatori di guida. Si tratta di un titolo che richiede il giusto impegno, muscoli e un po’ di cervello, dimostrandosi visivamente splendido ed estremamente godibile nel gameplay.

SCREAMER

Sviluppatore: Milestone
Editore: Milestone
Piattaforme: PS5, Xbox Series X|S, PC Windows
Genere: racing arcade
Motore grafico: Unreal Engine 5
Gameplay: 4/5
Grafica: 5/5
Fluidità e tecnica: 5/5
Sonoro e doppiaggio: 4/5
Longevità: 4/5
Prezzo: da 69,99 € (Playstation Network)

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