Stellantis: 60 nuovi modelli entro il 2030, tutti i marchi coinvolti

È stato svelato l'attesissimo nuovo piano Fastlane 2030

Stellantis: 60 nuovi modelli entro il 2030, tutti i marchi coinvolti

Un investimento di 60 miliardi di euro in cinque anni, 60 nuovi modelli e 50 aggiornamenti significativi di altre vetture, con tutti i marchi del Gruppo coinvolti, e la nuova piattaforma STLA One: questi sono stati i temi principali dell’attesissimo nuovo piano industriale di Stellantis, il primo realizzato del nuovo CEO Antonio Filosa. È stato denominato FaSTLAne 2030 ed è stato presentato ad Auburn Hills (Usa), nel corso dell’Investor Day.

“È il risultato di mesi di lavoro disciplinato in tutta l’Azienda ed è progettato per guidare una crescita redditizia a lungo termine – sono le parole dell’amministratore delegato Filosa, alla presentazione del piano – Con il cliente al centro di tutto ciò che facciamo, il piano raggiungerà il nostro scopo, quello di “consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano”, alimentato dalla nostra combinazione unica di punti di forza”.

Tante novità nei prossimi cinque anni

Entrando nel dettaglio, il Gruppo Stellantis ha annunciato la realizzazione di oltre 60 nuovi veicoli e 50 aggiornamenti di quelli già esistenti, con diverse alimentazioni, tra cui 29 veicoli elettrici a batteria, 15 veicoli elettrici ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 veicoli elettrici ibridi e 39 veicoli con motorizzazioni termiche o mild hybrid. Coinvolgendo tutti i marchi presenti nel portafoglio del Gruppo e dando completa possibilità di scelta ai clienti.

Ogni marchio avrà però un ruolo diverso. Quelli globali sono Jeep, Ram, Peugeot e Fiat, a cui verrà destinato il 70% degli investimenti del piano, compreso Pro One, la business unit dei veicoli commerciali. Chrysler, Dodge, Citroen, Opel e Alfa Romeo sono regionali e avranno il compito di accrescere la distintività dei marchi. Gli storici marchi DS e Lancia, importanti in Francia e in Italia, saranno gestiti rispettivamente da Citroen e Fiat sviluppati come marchi specializzati.

Stellantis: 60 nuovi modelli entro il 2030, tutti i marchi coinvolti

Un piano più dettagliato è stato fatto per Maserati, per cui l’azienda prevede di rafforzarne il futuro, spegnendo così le voci di una possibile cessione o chiusura. Si tratta di un marchio di puro lusso, con due nuovi modelli del segmento E in arrivo per ampliare il portafoglio dei prodotti. Tuttavia, i dettagli del futuro del marchio del Tridente saranno svelati alla fine di quest’anno, a dicembre 2026, in un evento dedicato a Modena, nella sede di questo iconico brand italiano.

Un rafforzamento delle partnership

Della nuova piattaforma abbiamo parlato in un articolo dedicato, mentre un altro tema chiave è il rafforzamento delle partnership con altre aziende o case. In primis, quella con Leapmotor, di proprietà al 51% di Stellantis. Le due aziende intendono unire le forze anche negli acquisti, facendo leva sui loro fornitori e migliorando la competitività dei costi. Hanno anche in programma di cooperare a livello industriale, a partire dagli impianti di Madrid e Saragozza.

Un passo avanti verrà fatto anche con Dongfeng, nell’ambito della joint venture DPCA con sede in Cina, per produrre due Peugeot e due Jeep in vendita in Cina e in altre regioni. Inoltre, c’è l’idea di creare una joint venture europea, per collaborare alla distribuzione, all’ingegneria, all’approvvigionamento e alla condivisione della capacità, iniziando con un progetto nello stabilimento di Rennes. La partnership con Tata sta permettendo al Gruppo Stellantis di migliorare la competitività in Asia Pacifico, Medio Oriente, Africa e Sud America.

Con Jaguar Land Rover (JLR), invece, l’Azienda prevede di esplorare sinergie di collaborazione attraverso lo sviluppo di prodotti e tecnologie negli Stati Uniti. Per passare alle partnership con aziende non automobilistiche, per integrare le capacità interne e accelerare il time to market, tra cui Applied Intuition, Qualcomm, Wayve, NVIDIA, Uber, Mistral AI e CATL.

L’ottimizzazione della capacità produttiva

Un altro punto del piano Fastlane 2030 è legato alla capacità produttiva. In Europa, la capacità dovrebbe essere ridotta di oltre 800 mila unità, attraverso la riconversione di alcuni impianti (come Poissy, in Francia) e facendo leva sulle partnership (come a Madrid e Saragozza, in Spagna, e a Rennes, in Francia), con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali nel settore manifatturiero. L’utilizzo degli impianti aumenterà quindi dal 60% all’80% nel 2030.

Stellantis: 60 nuovi modelli entro il 2030, tutti i marchi coinvolti

Negli Stati Uniti, invece, l’incremento di produzione dovrebbe migliorare la capacità di utilizzo all’80% nel 203, mentre in Medio Oriente ed Africa si prevede la localizzazione dei prodotti che guideranno il pieno utilizzo della capacità entro il 2030. In generale, il nuovo piano industriale del Gruppo Stellantis sarà caratterizzato da un’attenzione costante all’esecuzione, soprattutto in termini di maggiore velocità, qualità ed efficienza in tutte le regioni.

Gli obiettivi

L’obiettivo finale del nuovo piano Fastlane 2030 è valorizzare le regioni ed i team locali. In Europa, lo scopo è quello di far crescere i ricavi del 15% ed un margine AOI del 3-5%, con una rifocalizzazione del portafoglio dei marchi, ampliando l’offensiva nel segmento C e con l’introduzione delle nuove E-Car. una nuova generazione di veicoli elettrici urbani eleganti e accessibili prodotti in Europa, a partire dallo stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco.

La crescita del fatturato in Nord America dovrà essere del 25%, con una copertura più capillare del mercato (11 nuovi modelli) e con la presentazione di 7 nuovi prodotti sotto i 40.000 dollari e due sotto i 30.000. In Sudamerica l’obiettivo è crescere del 10%, in particolare in Brasile e Argentina, mentre è in Medio Oriente e Africa dove Stellantis punta a fare il balzo più importante, con la volontà di aumentare i ricavi di circa il 40% ed un aumento delle importazioni.

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