Subaru Outback, la più europea di sempre sarà il passaporto per l’Italia? [VIDEO PROVA SU STRADA]

La quinta generazione diventa ancora più accattivante con molte novità

Dopo quasi 5 milioni di esemplari venduti, Subaru punta forte sulla Outback, con estetica, qualità, tecnologia e sicurezza al top. L’Eyesight è solo una delle importanti novità della nuova generazione.
Subaru Outback, la più europea di sempre sarà il passaporto per l’Italia? [VIDEO PROVA SU STRADA]

Subaru Outbacknata come versione crossover della Legacy nel 1995, è stata di fatto la prima ad anticipare un percorso che porta dove oggi sono presenti molti veicoli della concorrenza. Il suo approccio però resta unico, a partire dalla trazione integrale simmetrica, con la coppia ripartita al 50% sui due assali, oltre che ben 20 centimetri di altezza minima da terra. Poche altre auto consentono di avere una sicurezza ed una trazione su questi livelli, in grado di mantenere sereni anche in condizioni estreme, con neve e ghiaccio, ma addirittura in un percorso off road di media difficoltà.

Fin qui nulla di nuovo, perché Subaru ha una tradizione senza pari da questo punto di vista, la quinta generazione della Outback però mette sul piatto una estetica più piacevole e molto europea, tanta qualità e una tecnologia al pari della miglior concorrenza. Dal cruise control adattivo fino a vettura ferma, all’Eyesight, passando per una miriade di dispositivi per incrementare la sicurezza attiva e passiva. Difetti? I consumi migliorano, ma la trasmissione integrale permanente non può che incidere in modo negativo, mentre manca completamente la ruota di scorta. Andiamo a scoprirla nel dettaglio.

Design e Interni:

Rating: ★★★★☆ 

Elegante e molto più morbida, sembra disegnata proprio per il pubblico europeo
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Ha in comune con la precedente generazione il telaio da cui parte, ma la Outback è fondamentalmente tutta nuova. Un cambiamento radicale che riguarda ogni aspetto, come vedremo, senza fare eccezione nemmeno per il suo look. Lo stile infatti è diverso, molto più moderno ed accattivante per il pubblico nostrano. Le linee della nuova Outback uniscono il tocco avventuroso, tipico della crossover della Casa delle Pleiadi, ad una muscolosità dei parafanghi ed all’aspetto più elegante e slanciato che in passato. Resta fedele al suo stile, che però evolve e matura, con una cura del dettaglio maggiore. Il frontale è caratterizzato in primo luogo dalla scomparsa della classica presa d’aria sul cofano, che indirettamente porta all’adozione di una calandra tutta nuova, anche per portare aria alla zona dell’intercooler del motore. Il muso è la zona che acquista quindi maggiormente dal punto di vista dell’eleganza e della pulizia. In generale tutta la nuova Outback appare meno spigolosa, più sinuosa e morbida nell’aspetto. Spariscono anche i gruppi ottici anteriori dalle forme un po’ discutibili, sostituiti da altri più piccoli, discreti e dalle linee più regolari. La fiancata è l’espressione dell’operazione che è stata fatta con la quinta generazione. Se la mettete a confronto con la “vecchia” Outback le differenze non sono eclatanti, ma nell’insieme il risultato è molto più gradevole. Merito di un affinamento attento. Ad esempio i passaruota sono sempre bombati e si allargano, in modo però più morbido e sinuoso, invece la vetratura ha un taglio differente e più sportivo, mentre gli attacchi degli specchietti si spostano sulle portiere (prima erano nell’angolo del finestrino). La coda è anch’essa più snella e pulita, mentre l’apertura del portellone guadagna, nel caso dell’esemplare provato, l’ausilio del comando elettrico.

Interni: Sale di molto la qualità, accompagnata da una dotazione più ricca e moderna
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Sali a bordo ed il pensiero è forte fin dall’inizio: la Outback è la prima Subaru davvero moderna e di qualità, allineata alla migliore concorrenza. Non che le altre, del presente e del passato, fossero mal realizzate, ma alla loro capacità di durare nel tempo, hanno sempre abbinato finiture un po’ spartane dal punto di vista della qualità percepita. Plastiche rigide che qui sono invece praticamente sparite, sostituite da materiali più pregiati e da una cura molto cresciuta, lo rimostrano ad esempio i bei comandi dell’aria condizionata, con rivestimento gommato. Grande salto in avanti anche sul fronte infotainment, dotato ora di un bel 7” capacitivo, utilizzabile anche con le dita per ingrandire le mappe, esattamente come siamo abituati a fare con i nostri telefoni. Ci sono anche sei tasti a sfioro, lungo i due fianchi dello schermo, per richiamare le funzioni principali. Rispetto al passato è insomma marcatamente evidente un ammodernamento che rende la nuova Outback una lontana parente di quella che va a sostituire. Quello che si conferma, con anche un piccolo incremento, è il già ottimo spazio interno. Se fuori le differenze sono marginali, con una lunghezza di 4,815 millimetri, per 1.840 di larghezza, dentro migliora l’abitabilità.

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Lo spazio per le gambe di chi siede dietro degno di nota, oltretutto unito alla comodità dello schienale (diviso in due porzioni) la cui inclinazione può essere comodamente modificata, ovviamente anche in funzione dello spazio del bagagliaio che si vuole utilizzare. La capacità di quest’ultimo sale a 512 litri (fino a 1.818 abbattendo gli schienali). All’atto pratico non sembra uno dei più capienti, soprattutto alla luce della lunghezza dell’auto, per il suo sviluppo ridotto in altezza. Quando si iniziano a caricare le valige ci si rende invece conto che ci sta veramente tutto quello che una famiglia si può portare in giro, merito di un piano di carico di oltre un metro per un metro, con un discreto spazio anche sotto al pianale, dove mancando la ruota di scorta si possono ospitare piccole borse ed altro.

Comportamento su Strada:

Rating: ★★★★½ 

Concreta come in passato, con tanta tecnologia in più
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Tutte le Subaru sono auto molto concrete, un dato su tutti ve lo dimostra: il 95% delle auto della Casa giapponese vendute negli USA negli ultimi 10 anni sono tuttora circolanti. Grande qualità ed affidabilità che, con la nuova Outback, va ad arricchirsi di tanta tecnologia, con una dotazione più ricca e moderna. In primo luogo il cruise control adattivo, in grado di gestire frenata ed acceleratore a qualsiasi velocità, fino a veicolo fermo, perfetto per rendere una coda autostradale molto meno fastidiosa e stancante per chi guida. Ovviamente se l’auto resta ferma per più di qualche secondo non riparte da sola, per motivi di sicurezza, ma ci segnala che la vettura che ci procede si è mossa. A questo punto basta l’input del piede sull’acceleratore per ripassare i comandi al cruise attivo. Molto comodo che questo avviso acustico di ripartenza del veicolo che ci precede funzioni anche a cruise spento, è un aiuto / suggerimento decisamente migliore del classico colpo di clacson di chi ci è dietro, quando ad auto ferma ci si distrae e si tarda a ripartire. A livello tecnologico il fiore all’occhiello della nuova Outback è però l’Eyesight.

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Si tratta di un sistema che funziona con una telecamera stereoscopica (in pratica ci sono due telecamere ai lati dello specchietto retrovisore), in modo da avere una lettura a tre dimensioni degli oggetti che sono davanti all’auto e di poter frenare automaticamente, evitando possibili collisioni. Agisce con un campo di azione di ben 110 metri davanti all’auto e ad una velocità compresa tra 0 e 180 Km/h. Da segnalare che la frenata automatica è molto prudenziale, se siete abituati a fermarvi solo quando siete molto vicini all’auto davanti, o cambiate stile di guida, oppure preparatevi a dei “pestoni” automatici sul freno. Ovviamente si può sempre disattivare con un tasto, magari quando si guida in spazi stretti in città. Come detto anche l’infotainment sale di livello, facendo un balzo in avanti importante rispetto alla vecchia Outback. Ora, tanto per fare un esempio, legge anche le mail o gli sms dal vostro cellulare, che può colloquiare con il sistema tramite una apposita applicazione scaricabile gratuitamente, in modo da fare mirroring di molte funzioni sullo schermo dell’auto. Una curiosità, c’è anche la possibilità di annotarsi dei promemoria riguardo la manutenzione, ad esempio per il cambio dell’olio motore, del filtro dell’aria o per l’inversione dei pneumatici o la sostituzione della batteria, delle pastiglie dei freni e molto altro, in modo da sapere per ogni singolo elemento quando si è fatto l’ultimo intervento e quanto tempo manca al prossimo. Alla guida le novità, oltre a quelle legate ai sistemi attivi e passivi in direzione sicurezza, cambia molto anche su almeno altri due fronti: comfort ed handling. Per il primo i meriti vanno all’accresciuta insonorizzazione, con un utilizzo maggiore di materiale fonoasssorbente, ma anche ai minori fruscii aerodinamici e ad un lavoro che è arrivato addirittura a ridurre il rumore di rotolamento delle gomme. Dal punto di vista dinamico sono state invece adottate diverse sospensioni ed uno sterzo che è ora più sportivo e reattivo, mentre il telaio è più rigido del 67%.

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Noi l’abbiamo messa alla prova niente meno che sul Col de Turini, dove qualche sua antenata veniva a raccogliere importanti successi nel Rally di Monte Carlo (quello di Tommi Makinen nel 2002 è l’ultimo prima dell’inizio dell’era Loeb prima, con 7 successi, Ogier poi con altri 4, con poche eccezioni nei trionfatori degli ultimi 15 anni). Non si tratta certo di un’auto sportiva, ma il rollio è contenuto ed il piacere di guida è molto migliorato rispetto al passato. Invariati il comfort e la trazione integrale superlativa, forse la migliore in assoluto quando si tratta di guidare una station su fondi a bassissima aderenza o in un percorso di media difficoltà in fuoristrada.

Motore e Prestazioni:

Rating: ★★★★☆ 

Brillante il boxer 2 litri, una conferma l’ottimo Lineartronic
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Sotto il cofano la nuova Outback, almeno apparentemente, cela molte conferme e solo marginali novità. Il propulsore dell’esemplare in prova era infatti il noto boxer turbodiesel da 2 litri, dotato come tradizione dell’intercooler posizionato sopra al motore, motivo per cui solitamente sulle Subaru troviamo la presa d’aria con la bocca sul cofano, come detto qui scomparsa, a favore di una più tradizionale soluzione che prevede che l’aria arrivi dalla parte frontale dell’auto. Il quattro cilindri boxer offre dei vantaggi legati a vibrazioni contenute ed un baricentro potenzialmente più basso rispetto ad un “4 in linea”, anche se la Outback ha una generosa altezza da terra e lo scarico posto sotto al motore, che non può quindi essere posizionato molto in basso. Oltre al turbodiesel da 150 cavalli e 350 Nm costanti da 1.600 e 2.800 giri, la Outback può essere scelta con il 2.5 litri boxer benzina, che arriva a 175 cavalli e 235 Nm. Se fino a qui sembrerebbe tutto come in passato o quasi, sappiate che entrambi i motori sono stati oggetto di estesi interventi, che ne hanno modificato l’80% dei componenti per il benzina, addirittura il 90% per il diesel.

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Modificati anche elementi strutturali, come pistoni, blocco cilindri, oltre che alimentazione ed elettronica. Le migliorie sono state direzionate verso la ricerca di una maggior fluidità e silenziosità, come abbiamo potuto constatare durante la nostra prova, oltre che un incremento dell’efficienza. In entrambi i casi la trasmissione è la Lineartronic, che si conferma come uno dei migliori CVT ed a cui è stato regalato un aggiornamento. Il suo plus rispetto alla concorrenza è l’ottima simulazione di rapporti virtuali (il CVT è di suo a variazione continua), in modo da evitare l’effetto sfrizionata nelle accelerazioni (con la velocità che sale ed il regime motore che resta costante), un po’ come avviene con gli scooter. Il Lineartronic invece riconosce l’esigenza e imposta da solo l’uso manuale, che si può comunque ottenere utilizzando i paddle al volante. Non manca nemmeno il sistema X-Mode, che gestisce motore, trasmissione e freni per la guida su fondi a bassissima aderenza, in modo da trarre d’impaccio anche il guidatore meno esperto.

Consumi e Costi:

Rating: ★★★★☆ 

Tante migliorie a saldo zero, i prezzi restano infatti invariati
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La novità interessante è che la nuova e rinnovata Outback, che abbiamo elogiato per i grandi passi avanti fatti in tanti aspetti, costa esattamente come la vecchia. Si parte dai 36.290 euro per la 2.0 D Free, fino ai 43.350 euro della super accessoriata Unlimited, su cui dovete sostanzialmente scegliere solo il colore. In mezzo la Style (39.315 euro), mentre la motorizzazione benzina è abbinata solo all’allestimento Unlimited (41.330 euro). Come detto, per tutte è prevista la trasmissione automatica a variazione continua CVT di serie. Sul fronte consumi abbiamo rilevato nei molti chilometri da noi percorsi, un 70% circa dei quali in autostrada, un dato medio intorno agli 8 litri per 100 chilometri. Curioso che malgrado la tecnologia vada sempre migliorando, il piede delicato di un buon guidatore batta sempre il cruise, adattivo soprattutto, alla voce consumi. Limitando le frenate e le riaccelerazioni più brusche, con una andatura identica se non più elevata, si riesce a consumare anche un 10% in meno in autostrada, spostandosi anche al di sotto dei 7.5 l/100 Km. Infine, se qualcuno pensasse che scegliere Subaru significa rinunciare ad una percentuale importante del valore residuo all’atto della vendita dell’auto a fine utilizzo, sappiate che proprio la Outback ha vinto il Best Resale Value Awards 2015. Certo, il mercato americano avrà ovviamente differenze rispetto al nostro, ma questo è un indizio importante anche per noi.

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Pro e Contro

Ci PiaceNon Ci Piace
Stile e qualità nettamente migliorati, tecnologia al top e trazione integrale da vero fuoristradaConsumi non dei migliori, assenza della ruota di scorta

Subaru Outback: la Pagella di Motorionline

Motore:★★★★☆ 
Accelerazione:★★★★☆ 
Ripresa:★★★★☆ 
Cambio:★★★★☆ 
Frenata:★★★★☆ 
Sterzo:★★★★☆ 
Tenuta di Strada:★★★★½ 
Comfort:★★★★☆ 
Infotainment:★★★★☆ 
Abitabilità:★★★★½ 
Bagagliaio:★★★★½ 
Posizione di guida:★★★★☆ 
Dotazione:★★★★☆ 
Prezzo:★★★★☆ 
Design:★★★★☆ 
Finitura★★★★½ 
Piacere di guida:★★★★☆ 
Consumi:★★★★☆ 

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