Swan Shadow: la prova della barca a motore finlandese [VIDEO]

Le sensazioni di Maurizio Bulleri nelle acque di Genova

Swan Shadow: la prova della barca a motore finlandese [VIDEO]

Non confondetelo con altri walk around, questo è prodotto da Nautors Swan, il celebre costruttore finlandese autore di meravigliosi yacht a vela di gran lusso. Lo hanno chiamato Swan Shadow, ma quali sono le reali relazioni con il mondo della vela? Se lo hanno progettato e costruito con la medesima cura, merita assolutamente la nostra attenzione. Se fossi l’armatore di un grande Swan a vela lo prenderai come tender, però perché non considerarlo anche come tender di una villa.

Le caratteristiche e gli interni

Le prestazioni sono una qualità importante per il cantiere, per i suoi yatch a vela. Figuriamoci se avrebbe rinunciato alla velocità su una power boat. La carena è stata modellata attraverso simulazioni di fluidodinamica computazionale, per ottimizzare le prestazioni, ma anche la stabilità, persino alla fonda. Qui abbiamo un art top lungo apribile, ma potremmo averne uno più corto addirittura potremmo qui formare una cabina, magari con dei trasparenti e delle vetrate. E pensate che esiste addirittura la versione limousine tender.

Questi piloni ricordano gli alberi delle barche a vela con la loro forma e sono tra loro collegati, in modo da rendere ancora più solido l’art top. I layout del ponte sono molti e c’è un motivo che li ha indirizzati verso vari allestimenti. Un armatore di grandi yacht è abituato a soluzioni custom, che non sono logiche su un 40 piedi a motore. Ecco quindi l’idea di proporre tante variazioni sul tema. Per esempio questi arredi potrebbero essere completamente diversi, potreste trovare un mobile bar, una cucina, i divani girati in altre posizioni, disposti ad L, il prendisole di poppa potrebbe essere ancora più arretrato o più avanzato. Insomma, non avete limiti per quanto riguarda la customizzazione del ponte di coperta.

Se venisse usato come tender di una barca da regata potreste avere il ponte completamente sgombro da arredo e fanno una versione anche con prua puntata, in questo caso il cassero viene allargato e sottocoperta la cabina con cui sta un grande volume. Addirittura. potrebbe esserci la cabina per il marinaio a prua. Il ponte di coperta è largo, ma provate a immaginare quante persone potrebbero sedersi su questo capo di banda così ampio, che ci si potrebbe anche sdraiare. Il divano del posto di pilotaggio può ospitare fino a quattro persone. Ci sono tantissimi gavoni e, per un uso ancora più pratico, hanno aggiunto delle borse lungo i fianchi. Bellissima la delfiniera di tech a raso, l’ancora è qui sotto ed esce con un sistema elettromeccanico. La piattaforma di poppa è mobile e può servire anche da passerella, è una soluzione molto interessante e originale. I giardinetti di poppa hanno la forma del numero 7, proprio come quelli del Club Swan 50.

Negli interni, l’atmosfera e gli spazi sono così accoglienti, che una coppia potrebbe usarla per una crociera di qualche giorno. Lo stile è quello elegante e senza tempo tipico di Nautors Swan: materiali e finiture sono di alto livello, si può avere la dinette o il matrimoniale, il locale toilette è separato con una porta ingegnosa. Piccolo ma utile il lavabo.

La prova

Swan Shadow

È l’alba di un nuovo giorno davanti a Genova e siamo pronti per la prova di Swan Shadow. Questo esemplare è stato equipaggiato con tre motori fuoribordo Mercury da 350 cavalli, ma la motorizzazione forse ideale è tre per 300 cavalli. La scia ci dice che siamo in planata, alla velocità di 12 nodi. Poteva Nautor Swan disegnare una barca come tante? No, di certo. E non sto parlando solo della coperta, ma anche dello scafo. Il dritto di prua ricorda quello delle barche a vela, mastroni hanno uno spigolo molto pronunciato che serve per deflettere bene la scia e i fianchi hanno una medesima curvatura proprio per rivoltare l’onda e fare in modo che anche quando arriva il vento gli spruzzino salgano in coperta.

A 20 nodi di velocità, consumiamo 110 litri ora ed i motori sono a 3500 giri di minuto. La barca è uscita dall’acqua in maniera perfetta, bilanciata, è una sorta di lift di ascensore, che solleva la prua e la poppa contemporaneamente, per dare allo scafo lo stesso angolo di corsa anche alle basse velocità. Questo effetto è stato ottenuto con due step, che sono posizionati un po’ più avanti del solito, forse per cominciare ad essere efficaci anche a questi andature. Onda lunga in prua, che dolcezza! Però come la cavalca in maniera morbida ed è piuttosto alta.

Siamo a 30 nodi di velocità, consumo 150 litri, ora sentiamo come appoggia lo spigolo in virata. Avete osservato questa virata, non ho toccato il timone, la barca non si è scomposta nonostante mentre giravo abbia incontrato onde che provenivano da ogni lato. I fianchi disegnati in questo modo, aperti, mi fanno pensare che abbiano anche un altro scopo. Se avessero tracciato dei fianchi verticali, partendo dal campo di vanda, avremo avuto una barca che alla linea di galleggiamento sarebbe stata molto larga. Avremmo quindi offerto una vasta superficie di impatto all’onda e non sarebbe stata così dolce, così morbida. Al contrario, fossero partiti dal fondo per tracciare i fianchi verticali e salire. Beh, abbiamo avuto una coperta più stretta, meno abitabile.

È il momento di metterla alla prova un po’ più seriamente e per fortuna qui le onde, fuori da Genova verso il monte di Portofino, sono un po’ più alte. Ora a questa velocità sento tutto il suo carattere sportivo, sento la cattiveria di uno scafo disegnato per scorrere veloce e allora do stream. Wow! Motore 400 giri al minuto, la velocità sale, bisogna trovare la posizione esatta del trim, perché non è giusto portare le eliche troppo in superficie, perdono spinta. Avevo esagerato, adesso ho ridotto, velocità massima di cielo 50 nodi.

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