Valore residuo auto: l’analisi di Autobiz sul mercato europeo

Sempre più determinanti i fattori esterni che mettono in discussione i valori residui statici incentrati sulle caratteristiche del veicolo

Valore residuo auto: l’analisi di Autobiz sul mercato europeo

Il mercato automobilistico europeo sta vivendo una trasformazione profonda, spinta da una parte dalla diffusione crescente delle motorizzazioni elettrificate e dall’altra da un panorama sempre più frammentato tra i vari Paesi. Un quadro che emerge in maniera chiara dal più recente report Autobiz Insight, curato dall’analista Daniel Boyle.

La riflessione di Boyle si focalizza su quanto, alla luce di uno scenario così frammentato a livello europeo, sia complesso oggi definire il valore residuo di un’auto, un concetto che fino a poco tempo fa dipendenza quasi completamente dalle sue caratteristiche tecniche, mentre oggi deve fare i conti con una serie di fattori esterni che fanno la differenza nella sua determinazione, come la liquidità del mercato, il grado di maturità dell’elettrificazione, le normative locali e la domanda dei consumatori.

I veicoli con motore termico restano il punto di riferimento

Nonostante la spinta verso l’elettrico, i motori a combustione interna continuano a dominare il mercato dell’usato in termini di liquidità, secondo l’analisi di autobiz: insieme ai modelli mild-hybrid e ibridi rappresentano il 75% dello stock dei concessionari nella fascia fino a 36 mesi (52% ICE, 23% MHEV/HEV), contro l’11,5% delle full electric e il 13,5% degli ibridi plug-in. Anche sul fronte del deprezzamento annuo, i veicoli con motori endotermici si confermano più stabili, fermandosi all’11,2%, contro il 12,1% degli HEV, il 13,1% dei BEV e il 14,4% dei PHEV.

Stesso modello, valori diversi da Paese a Paese

Il report di Autobiz evidenzia anche quanto il valore residuo di uno stesso veicolo possa variare da mercato a mercato. La Peugeot e-208, ad esempio, dopo 36 mesi e 60.000 km mantiene tra il 34,3% e il 37,6% del proprio valore a seconda del Paese, mentre la Volkswagen ID.4 oscilla tra il 37,6% e il 42,7% a seconda del mercato considerato. Perfino un modello elettrico consolidato come la Tesla Model Y mostra differenze marcate, che vanno dal 52,5% in Francia al 54,7% in Italia, legate, in questo caso, soprattutto alle diverse strategie di prezzo adottate dal costruttore.

Verso previsioni più dinamiche

Tirando le somme dei trend che caratterizzano il mercato auto europeo, l’analisi di Autobiz conclude affermando che la maturità del mercato locale, la domanda dei consumatori e i fattori economici stanno diventando determinanti quanto le caratteristiche del veicolo stesso nella determinazione del valore residuo. Una tendenza che, sottolinea Autobiz, spinge il settore dell’usato a interrogarsi se i modelli previsionali del valore residuo debbano abbandonare le ipotesi statiche di deprezzamento a favore di approcci più dinamici, capaci di adattarsi in tempo reale all’evoluzione di uno scenario in cui le caratteristiche del veicolo risultano avere un peso sempre meno centrale, condizionato da tanti altri fattori esogeni.

Rate this post
Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui
Leggi altri articoli in Auto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

TI POTREBBE INTERESSARE