Accise carburanti: verso la proroga del taglio, mentre i prezzi salgono

Venerdì si terrà il decisivo Consiglio dei Ministri sul tema

Accise carburanti: verso la proroga del taglio, mentre i prezzi salgono

Torna d’attualità il tema carburanti. Venerdì prossimo, infatti, scadrà l’attuale proroga del taglio delle accise su benzina e diesel e, senza ulteriori rinnovi, da sabato ci sarà una stangata ai distributori per gli italiani. Tuttavia, le notizie in arrivo dal Governo fanno pensare ad una nuova proroga dello sconto, come annunciato dai ministri Salvini e Giorgetti. Nel frattempo, sta proseguendo il trend di risalita dei prezzi, con aumenti oggi per benzina e diesel.

Le valutazioni del Governo

La giornata decisiva per la situazione sarà venerdì, quando è stato convocato il Consiglio dei Ministri, con questo tra i temi all’ordine del giorno. La situazione in Medio Oriente continua ad essere instabile e confusa, anche se per ora la tregua sta reggendo. Ma, senza una pace duratura ed una riapertura dello stretto di Hormuz, non ci sarà l’attesa svolta sui costi dei prodotti raffinati e, di conseguenza, anche per una discesa decisa dei prezzi dei carburanti.

Di conseguenza, anche il Governo sta pensando alla proroga del taglio delle accise. “Venerdì sera è previsto un Consiglio dei Ministri in cui saranno presi dei provvedimenti – ha spiegato il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti – c’è anche il tema di rinnovare lo sconto sulle accise, credo che si andrà in questa direzione, stiamo lavorando sulle coperture finanziarie, cosa che non è mai semplice in assenza di deroghe al Patto”. Una direzione ribadita anche dal ministro dei trasporti Matteo Salvini: “Venerdì dovremo sicuramente prorogare il taglio delle accise”.

Salvo sorprese, dunque, i prezzi resteranno quelli attuali, al netto di rialzi o ribassi dettati dall’andamento del mercato. Un sospiro di sollievo per gli italiani, perché l’alternativa era un rincaro importante, in particolare sul gasolio. L’ultima proroga aveva ridotto lo sconto a 5 centesimi/litro (+ IVA) sulla benzina e mantenuto i 20 cent/litro sul diesel e, da sabato, i prezzi schizzerebbero ad oltre 2 euro/litro sulla benzina e 2,2 euro/litro per il gasolio.

I prezzi di mercoledì 20 maggio 2026

Aspettando le decisioni definitive del Governo, i prezzi dei carburanti stanno salendo in Italia, sulla scia dei rialzi delle quotazioni internazionali dei giorni scorsi. In base agli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio prezzi del Mimit, con l’elaborazione consueta di Staffetta Quotidiana, oggi il prezzo medio al self della benzina è salito di ben 10 millesimi rispetto a ieri, portando la rilevazione nazionale a 1,961 euro al litro, con un costo in autostrada di 2,044 euro/litro.

Dopo oltre un mese di ribassi, negli ultimi giorni è tornato a risalire anche il prezzo del diesel, seppur in maniera meno importante, rispetto alla benzina. La crescita odierna è stata di 2 millesimi, per una quotazione media nazionale al self di 1,980 euro/litro, con un costo in autostrada pari a 2,070 euro/litro. Tuttavia, già in diversi distributori c’è stato il sorpasso tra i due carburanti, con il gasolio tornato meno costoso della benzina, come non accadeva da inizio anno. Cioè da quando il Governo aveva riallineato le accise tra i due carburanti a gennaio 2026.

Mentre i prezzi al servito continuano ad essere ampiamente sopra i 2 euro al litro sia per la verde che per il diesel, non si sono registrate grandi novità, invece, per quanto riguarda i prezzi di carburanti alternativi: resta invariato il costo del Gpl a 0,807 euro/litro, mentre c’è stato un rialzo di un millesimo per il metano auto, oggi quotato a 1,565 euro/kg.

La situazione

Come dicevamo, la situazione resta instabile in Medio Oriente e, di conseguenza, anche per quanto riguarda i prezzi dei carburanti. Le dichiarazioni contrastanti da un giorno all’altro sulla possibilità di trovare un accordo tra USA ed Iran o su una ripresa della guerra, di certo, non aiutano i mercati internazionali. Che reagiscono alla situazione in maniera differente giorno dopo giorno, a seconda delle sensazioni e di quella che appare l’ipotesi più probabile.

Ovviamente, tutto è legato a quanto accade sullo stretto di Hormuz, dove passava circa il 20% del petrolio internazionale fino a fine febbraio, quando iniziò la guerra in Iran. Da allora, c’è stata qualche riapertura e successiva nuova chiusura, con una condizione in continuo cambiamento, che ha portato il prezzo del petrolio a salire notevolmente, soprattutto nei primi giorni di guerra. Cosa accadrà nei prossimi giorni? Impossibile da dire o da prevedere.

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