Brexit, presidente ANFIA: “Grossi interrogativi, ma si aprono nuove opportunità per l’Italia”

C'è la chance di attrarre investimenti nel nostro Paese

Paolo Scudieri, presidente di ANFIA, commentando la Brexit sottolinea come accanto all'aumento d'incertezza per l'industria dell'auto nasca anche l'opportunità per l'Italia di attrarre investimenti con molte aziende che si preparano a lasciare il Regno Unito.
Brexit, presidente ANFIA: “Grossi interrogativi, ma si aprono nuove opportunità per l’Italia”

La Brexit, così come viene comunemente definita l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, è diventata ufficiale un paio di giorni fa. Così come tutti i settori commerciali e produttivi, anche quello automobilistico subirà inevitabilmente una serie di effetti.

Accanto a scenari di maggior incertezza nei rapporti tra aziende europee e britanniche, si aprono però anche delle nuove prospettive per l’Italia con la possibilità di attrarre investimenti sul territorio nazionale, cercando di intercettare le tante aziende che si accingono a lasciare il Regno Unito.

Aumenta l’incertezza

Dell’uscita ufficiale del Regno Unito dalla UE e delle possibile ricadute sul settore auto, ha parlato Paolo Scudieri, presidente dell’Associazione Nazionale della Filiera dell’Industria Automobilistica (ANFIA): “In ambito automotive, le relazioni commerciali tra Italia e UK sono importanti, visto che il Regno Unito è al terzo posto come Paese di destinazione dell’export della componentistica italiana, per un valore di 1,74 miliardi di euro nel 2018 (+16% rispetto al 2017) e con un saldo positivo di 1,38 miliardi di euro, il più alto tra tutti i mercati di destinazione. Nonostante il periodo di transizione grazie al quale, dal 1° febbraio al 31 dicembre 2020, resteranno in vigore le regole attuali sul mercato unico, l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’UE pone già oggi grossi interrogativi e apre nuove opportunità”.

Interscambi di merci a condizioni favorevoli, omologazioni allineate

Sulle nuove condizioni: “In primis, auspichiamo che dalla prossima negoziazione dei nuovi parametri delle relazioni future sul commercio, emergano condizioni favorevoli all’interscambio delle merci, anche sul fronte doganale. Essenziale anche che le omologazioni degli autoveicoli in UK rimangano allineate all’omologazione UE del veicolo completo”.

Nuove opportunità per l’Italia

In merito all’evoluzione dell’industria automobilistica europea: “Nel nuovo scenario che si sta profilando, pensando alle molte aziende che si accingono a lasciare il Regno Unito, l’Italia può giocare un ruolo chiave nell’attrazione di investimenti sul territorio. L’insieme delle misure nazionali di supporto agli investimenti e quelle ulteriormente previste per il Mezzogiorno, coniugate con le misure europee di coesione per le regioni meno sviluppate e in transizione, offrono un’attrattività di investimento che non ha nulla da invidiare agli altri Paesi europei. Per valorizzare appieno quest’occasione, è opportuno mettere in campo, nell’attuale momento storico di transizione per il settore automotive, una politica industriale strutturata, che oltre ad agevolare l’insediamento di nuove realtà produttive, punti a consolidarne la presenza nel tessuto industriale nazionale”.

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    1 commento

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    • Tony Del Pedu ha detto:

      Spero che la prossima a uscire dalla zona euro sia proprio l’Italia e a seguire altri paesi in quanto l’euro ci ha resi più poveri e priva l’estensione del prodotto interno costringendo il paese ad arrancare portandolo ai limiti della povertà.

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