Carlos Ghosn indagato in Francia per evasione fiscale

Il fisco francese gli contesta il "fittizio" trasferimento in Olanda della residenza

Carlos Ghosn indagato in Francia per evasione fiscale

Carlos Ghosn, ex dirigente automobilistico a capo dell’Alleanza Renault-Nissan, è indagato in Francia con l’accusa di evasione fiscale durante i suoi ultimi tre anni alla guida del società franco-nipponica. Seppur la notizia non sia stata ancora ufficialmente confermata, diversi media francesi ricostruiscono i motivi per i quali Ghosn è finito nel mirino del fisco francese.

Lo spostamento della residenza in Olanda al centro della questione

Ghosn e le autorità fiscali transalpine, secondo una fonte vicina alla vicenda, stanno discutendo dalla metà dello scorso anno se l’ex amministratore delegato di Renault-Nissan sul fatto che, secondo il fisco francese, l’ex manager , a dispetto di quanto avvenuto, avrebbe dovuto essere considerato residente in Francia durante il 2016, 2017 e 2018. Nel 2012 Ghosn ha dichiarato di essersi trasferito stabilmente nei Paesi Bassi, spostando la sua residenza in Olanda, e così da quel momento è stato trattato dal fisco francese come non residente.

Sequestrati beni di Ghosn e della moglie per 13 milioni di euro

Un trasferimento delle residenza dalla Francia all’Olanda che lo stesso manager, nel suo memoriale “Le Temps de la Verite” pubblicato a novembre, ha giustificato con la necessità di dare un “segnale di neutralità” ai partner giapponesi dell’Alleanza e di legittimare il proprio stipendio corrisposto dalla holding Renault-Nissan BV, con sede nei Paesi Bassi, al vertice dell’Allenza franco-nipponica. Motivazioni quelle di Ghosn alle quali però non credono le autorità fiscali francesi, convinte che lo spostamento sia stato fittizio ed effettuato con il principale scopo di evadere le tasse. Per tale motivo il fisco francese ha avviato un’indagine per cercare di recuperare quanto non versato dal manager durante i tre anni oggetto d’inchiesta. Nel frattempo è arrivata da parte di un giudice anche l’autorizzazione al sequestro di alcuni beni di proprietà di Ghosh e della moglie per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro, tra cui delle azioni Renault, un appartamento a Parigi da quasi 6 milioni di euro e una casa in una zona residenziale nei pressi di Versailles.  

Le altre inchieste

Attualmente a Beirut, in Libano, dove si è rifugiato da diversi mesi, Ghosn dovrà affrontare quest’altra indagine che si aggiunge alle altre inchieste già in essere e volte a far luce sul suo operato, che vanno dalle spese personali con fondi aziendali ai legami con un concessionario in Oman. Lo stesso Ghosn ha spiegato che l’anno prossimo le autorità francesi andranno a Beirut per interrogarlo e che lui non scapperà: “Perché dovrei fuggire dalla giustizia francese? Risponderò a tutte le domande. Ho la coscienza pulita”. Di certo nei prossimi mesi non si recherà in Francia o in Brasile, con l’ex manager che ha escluso eventuali viaggi in questi Paesi per non rischiare che le autorità del Giappone, dove è stato in carcere per più di tre mesi, possano ottenere la sua estradizione. 

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