Caro carburanti, il governo corre ai ripari: taglio di 25 centesimi su benzina e diesel

Il provvedimento entra in vigore oggi, 19 marzo, e resterà operativo per venti giorni, fino al 7 aprile

Caro carburanti, il governo corre ai ripari: taglio di 25 centesimi su benzina e diesel

Il governo prova a raffreddare il caro carburanti con un intervento d’urgenza che punta a contenere l’impatto del nuovo shock energetico sulle famiglie e sulle imprese. Nel Consiglio dei ministri del 18 marzo è stato approvato il decreto-legge n. 33, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, poi pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello stesso giorno. Il provvedimento entra in vigore oggi, 19 marzo, e resterà operativo per venti giorni, fino al 7 aprile.

Caro carburanti: taglio di 25 centesimi al litro tra accise e Iva

La misura arriva mentre il mercato petrolifero continua a registrare forti tensioni legate all’escalation in Medio Oriente e ai timori per lo Stretto di Hormuz, snodo decisivo per i flussi energetici globali. In questo quadro, Palazzo Chigi ha scelto una risposta immediata sui prezzi alla pompa, nel tentativo di limitare gli effetti più pesanti sui consumi interni e sulla logistica.

Il cuore del decreto è il taglio del prezzo finale di benzina e gasolio di circa 25 centesimi al litro, come spiegato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al termine del Cdm. Per il Gpl, invece, la riduzione prevista è di 12 centesimi al litro. Secondo le ricostruzioni disponibili, il costo complessivo dell’operazione si aggira attorno ai 500 milioni di euro: una parte deriva dal taglio lineare delle accise, quantificato in circa 20 centesimi al litro per benzina e diesel, mentre la quota restante è legata al minor gettito Iva.

Accanto allo sconto generalizzato sui rifornimenti, il decreto prevede anche un pacchetto di sostegno per i settori più esposti. RaiNews riferisce di un credito d’imposta del 26% per il carburante destinato agli autotrasportatori e del 20% per i pescatori, con l’obiettivo dichiarato di evitare che l’aumento dei costi energetici si scarichi sui beni di largo consumo. La terza gamba del provvedimento è il meccanismo anti-speculazione: un sistema straordinario di controllo che collegherà l’andamento dei prezzi dei carburanti a quello reale del greggio e che resterà in vigore per due mesi, con sanzioni in caso di scostamenti ritenuti anomali.

Caro carburanti, il governo corre ai ripari: taglio di 25 centesimi su benzina e diesel

L’intervento del governo si inserisce però in un contesto già segnato da aumenti precedenti. Dall’inizio del 2026, infatti, il prezzo del diesel aveva già scontato il riallineamento fiscale introdotto con la legge di Bilancio, che ha equiparato le accise di benzina e gasolio a 672,90 euro per mille litri. L’effetto è stato una riduzione di 4,05 centesimi al litro sulla benzina e un aumento di pari entità sul diesel, con esclusione del gasolio professionale e agricolo.

I numeri fotografano con chiarezza la pressione accumulata nelle ultime settimane. La prima rilevazione ufficiale del 2026, relativa al 5 gennaio, indicava un prezzo medio di 1,655 euro al litro per la benzina e di 1,644 euro per il gasolio. Alla data del 16 marzo, secondo i dati diffusi nelle rilevazioni nazionali, la benzina era salita a 1,819 euro al litro, mentre il diesel aveva toccato 2,033 euro, superando in diversi casi la soglia psicologica dei 2 euro. L’incremento settimanale del gasolio è stato particolarmente marcato: +8,78%, contro il +4,24% della verde.

Sul piano politico, il decreto ridisegna anche altre priorità. Il taglio delle accise assorbe infatti le risorse che sarebbero servite a rafforzare la social card con un buono benzina da 100 euro destinato ai nuclei con Isee fino a 15 mila euro, una platea stimata in circa 1,3 milioni di famiglie secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore. La scelta dell’esecutivo è stata criticata dalle opposizioni: la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha definito il provvedimento un “decreto elettorale”, contestando sia la durata limitata sia la tempistica dell’intervento.

Resta ora da capire se il decreto basterà a frenare la tensione sui prezzi oppure se serviranno nuove misure oltre il 7 aprile. Molto dipenderà dall’evoluzione della crisi internazionale, dalla tenuta delle rotte energetiche e dalla capacità del mercato di assorbire il nuovo livello di rischio geopolitico. Per il momento, il governo ha scelto la linea del sollievo immediato e del controllo rafforzato sulla filiera. La vera prova, però, sarà verificare se il taglio di oggi riuscirà a tradursi in una riduzione concreta e stabile alla pompa nei prossimi giorni.

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