Dongfeng alla Milano Design Week 2026: va in scena un’esperienza immersiva tra auto, spazio e tecnologia
L’evento è stata l’occasione per presentare la filosofia del Gruppo Dongfeng
Dongfeng sceglie la Milano Design Week 2026 per raccontarsi in modo diverso dal solito. Si tratta di un progetto immersivo che mette al centro il rapporto tra mobilità, tecnologia e percezione dello spazio. È questa la chiave della presenza del gruppo cinese al Teatro Alcione, trasformato per l’occasione in un ambiente temporaneo dove luce, suono e architettura dialogano tra loro e accompagnano il visitatore in un percorso da vivere più che da osservare.
L’evento è stata l’occasione per presentare la filosofia del Gruppo Dongfeng
L’installazione è stata ideata e sviluppata da CABINAA, studio indipendente specializzato in creative technology ed experience design, e prende forma a partire da due modelli ben precisi: il SUV extended range MHero 1 e la berlina premium Voyah Passion L. Le due vetture non vengono presentate come oggetti isolati, ma come elementi complementari di una stessa narrazione, due poli distinti che rappresentano modi diversi di immaginare il movimento e il rapporto con l’ambiente contemporaneo.
Da una parte c’è MHero 1, che porta in scena una dimensione più fisica e materica, legata ai concetti di attraversamento, forza e controllo del terreno. Dall’altra c’è Voyah Passion L, che si muove su un registro quasi opposto, più rarefatto e raffinato, in cui comfort, protezione, intelligenza ambientale e qualità percettiva diventano centrali. In questo dualismo, Dongfeng costruisce un racconto che va oltre le caratteristiche tecniche delle auto e prova piuttosto a suggerire due visioni dell’abitare e del muoversi nel presente.

L’intero allestimento è pensato come un viaggio in progressione. Il visitatore attraversa una sequenza di ambienti e contrasti che rendono leggibile il dialogo tra i due universi evocati dalle vetture. Il Teatro Alcione smette così di essere un semplice contenitore e si trasforma in una vera architettura attiva, una macchina scenica che accompagna il pubblico fino a un nucleo centrale, vero cuore dell’installazione. È qui che le tensioni tra i due mondi si ricompongono in una sintesi visiva, sonora e performativa.
A intervalli regolari, questo centro si anima attraverso un grande show immersivo di luci e suoni, che rappresenta il momento culminante del percorso. Lo spazio cambia volto, si trasforma e mette in relazione i due linguaggi visivi in una regia comune. Il risultato è un’esperienza che punta a coinvolgere il visitatore non solo sul piano estetico, ma anche su quello sensoriale e interpretativo.
A rafforzare questa dimensione partecipativa c’è anche un elemento scenico molto forte: un’arpa di luce interattiva alta sei metri, che diventa insieme soglia, presenza visiva e strumento di interazione. Attraverso i gesti del pubblico, lo spazio produce suoni in tempo reale, trasformando il movimento dei visitatori in una vera composizione sonora. La tecnologia, in questo modo, smette di essere semplice supporto e diventa esperienza tangibile, condivisa e mutevole.
Ogni passaggio del pubblico contribuisce infatti a generare una traccia sonora diversa, che non si esaurisce nel momento della visita. Il materiale prodotto confluisce in un archivio sonoro digitale, accessibile tramite QR Code, permettendo così di prolungare nel tempo l’esperienza vissuta all’interno dell’installazione e di conservarne una memoria dinamica.

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