Federauto, Artusi: rivedere i target CO2 con la scienza
Il Presidente di Federauto cita lo studio del TUM di Monaco per chiedere un calcolo delle emissioni basato sul ciclo di vita e non solo sul tubo di scarico
Roma, 15 settembre 2026 – Il Presidente di Federauto, Massimo Artusi, torna a chiedere una revisione dei Regolamenti UE sulle emissioni di CO2 per autovetture e veicoli commerciali, sostenendo che la stagione di aggiornamento normativo in corso sia “un’occasione da non perdere” per rendere le regole più coerenti con le dinamiche di mercato e con le evidenze scientifiche indipendenti sulla decarbonizzazione dei trasporti.
Lo studio del TUM e la revisione del Regolamento (EU) 2019/631
Il riferimento di Federauto è un recente studio del TUM (Technical University of Munich, il Politecnico di Monaco di Baviera) dal titolo “Toward a Life Cycle-Based Standard for Automotive Greenhouse Gas Regulation”. Lo studio entra nel merito di come dovrebbe essere rivisto il Regolamento (EU) 2019/631, che fissa i target di CO2 per i veicoli leggeri LDV (autovetture M1 e veicoli commerciali N1): la proposta è superare il calcolo delle emissioni climalteranti misurate al solo terminale di scarico, adottando invece un approccio il più possibile vicino al ciclo LCA (Life Cycle Assessment), che considera l’impatto dell’intero carbon footprint del veicolo lungo tutto il suo ciclo di vita.
“Basta primato ideologico del BEV”, la posizione di Artusi
Secondo Artusi, non è più sostenibile affidarsi a quella che definisce “l’inerzia retorica – in realtà ideologica ed astratta – che assegna solo alla tecnologia dell’auto elettrica BEV la facoltà messianica di defossilizzare il sistema dei trasporti”. Il Presidente di Federauto sostiene invece un approccio pluritecnologico, in linea con gli obiettivi di defossilizzazione della RED III (la direttiva UE sulle energie rinnovabili): accanto all’elettrico, che “presenta indubbi benefici per determinate missioni di mobilità”, Federauto indica anche un’ibridizzazione sempre più efficiente e una diffusione crescente dei carburanti rinnovabili, tra cui biocarburanti, biometano, Bio-LNG, bioetanolo e HVO.
Il nodo del market-share BEV a una cifra in dieci Paesi UE
Artusi richiama l’attenzione sul trend attuale del mercato europeo, evidenziando che sono già 10 i Paesi membri – tra cui mercati importanti come Italia, Spagna, Polonia e Cechia – in cui la quota di mercato delle auto elettriche BEV resta a una sola cifra percentuale. Un dato che, secondo il Presidente di Federauto, “non è compatibile con gli obiettivi dell’attuale Regolamento e con le relative multe a carico dei Costruttori”, anche alla luce delle criticità che restano aperte sulla disponibilità di una rete di ricarica adeguata e di energia elettrica verde a condizioni accessibili. Per questo Federauto si augura che le istituzioni comunitarie, a partire dalla Commissione ENVI del Parlamento Europeo, tengano conto delle indicazioni dello studio indipendente del TUM nella revisione dei Regolamenti.
Le proposte di Federauto: tecnologie VEEF, ciclo WtW e LCA
Nella parte conclusiva del comunicato, Artusi propone di applicare in modo coerente le metodologie di calcolo ISO standard sui cicli WtW (Well-to-Wheel) e LCA, già regolate a livello normativo europeo, mettendo “sul medesimo livello tutte le tecnologie in grado di defossilizzare il sistema”. Tra queste, oltre alle BEV, Federauto cita esplicitamente i VEEF (Vehicle running Exclusively with Eligible Fuels), la categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti idonei alla decarbonizzazione così come discussa nei lavori della Commissione ENVI dell’Europarlamento. Per Artusi, chi ha a cuore “l’espansione dell’economia circolare, l’indipendenza energetica e la difesa dell’occupazione in Europa” non può permettersi di sprecare l’occasione di rendere i Regolamenti CO2 “più razionale e tecnologicamente neutro”.
Chi è Federauto
Federauto è la Federazione Italiana Concessionari Automobili, l’associazione di categoria che rappresenta le reti di vendita e assistenza dei Costruttori automobilistici in Italia. Attraverso il suo Presidente Massimo Artusi, la Federazione interviene periodicamente sui temi normativi e di mercato che riguardano il settore, dalla fiscalità automotive alla revisione dei target ambientali europei.
Domande frequenti su Federauto e la revisione dei target CO2
Cosa chiede Federauto sulla revisione dei Regolamenti CO2?
Federauto, per voce del Presidente Massimo Artusi, chiede di rivedere il Regolamento (EU) 2019/631 sui target di CO2 adottando un calcolo delle emissioni basato sul ciclo di vita del veicolo (LCA) invece che sul solo terminale di scarico, seguendo le indicazioni di un recente studio del TUM di Monaco di Baviera.
Cosa dice lo studio del TUM citato da Federauto?
Lo studio “Toward a Life Cycle-Based Standard for Automotive Greenhouse Gas Regulation” del TUM (Technical University of Munich) propone di superare il calcolo delle emissioni al tubo di scarico a favore di uno standard basato sul Life Cycle Assessment (LCA), che considera l’intero carbon footprint del veicolo.
Cosa sono i VEEF citati da Artusi?
I VEEF (Vehicle running Exclusively with Eligible Fuels) sono veicoli alimentati esclusivamente con carburanti idonei alla decarbonizzazione, una categoria discussa nell’ambito dei lavori della Commissione ENVI del Parlamento Europeo e indicata da Federauto come tecnologia da equiparare alle BEV nei Regolamenti CO2.
Qual è la quota di mercato delle auto elettriche in Italia secondo Federauto?
Secondo i dati richiamati da Artusi, l’Italia è tra i 10 Paesi membri UE – insieme a Spagna, Polonia e Cechia – in cui le auto elettriche BEV hanno una quota di mercato che resta a una sola cifra percentuale.
Perché Federauto chiede la neutralità tecnologica invece del solo elettrico?
Federauto sostiene che puntare solo sulle BEV non sia sufficiente a raggiungere gli obiettivi di defossilizzazione della direttiva RED III, e propone di valorizzare anche l’ibridizzazione efficiente e i carburanti rinnovabili come biometano, Bio-LNG, bioetanolo e HVO, accanto all’elettrico.
Chi è Massimo Artusi?
Massimo Artusi è il Presidente di Federauto, la Federazione Italiana Concessionari Automobili, e interviene periodicamente sui temi normativi e di mercato riguardanti il settore automotive italiano ed europeo.
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