Federauto: “Dai concessionari nessun rischio evasione”

La precisazione a difesa della categoria in merito alla notizia sulla "nuova mappa del rischio evasione"

Federauto: “Dai concessionari nessun rischio evasione”

Federauto scende in campo a difesa dei concessionari d’auto dopo che la categoria è finita al centro dell’attenzione in merito alla notizia che la inserisce tra i soggetti a maggior rischio evasione, secondo quanto recentemente riportato dalla stampa sulla “nuova mappa del rischio evasione”.

Le necessarie distinzioni tra concessionari ufficiali e piccoli rivenditori ed intermediari

Al fine di evitare di generare un equivoco grave a danno dei concessionari d’auto, Federauto, attraverso una nota ufficiale, fa alcune precisazioni ricordando come gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) si applicano esclusivamente ai contribuenti con ricavi o compensi non superiori a 5.164.560 euro, escludendo di fatto i concessionari di autoveicoli che, anche per attività di dimensioni medie, operano largamente al di sopra di tale soglia, non rientrando dunque tra i soggetti a cui si applicano gli ISA e la relativa “pagella fiscale”.

Federauto precisa che i “concessionari auto” citati tra le categorie a rischio evasione fanno riferimento in realtà a rivenditori e intermediari di piccole dimensioni, che sono soggetti ben distinti, per struttura, volumi e organizzazione, dalla rete ufficiale dei concessionari che opera con contratti di concessione con le Case madri.

Rimarcando come tale informazione debba essere fornita in modo corretto, la federazione italiana dei concessionari auto ricorda come “i concessionari ufficiali siano nei fatti un presidio di legalità e trasparenza nel mercato automotive: pagano IVA su ogni transazione, tracciano ogni passaggio di proprietà, versano contributi per centinaia di migliaia di dipendenti, operano in un regime di piena visibilità fiscale e portano alle casse dello stato circa 500 milioni all’anno a fronte di investimenti per 4 miliardi”.

Il problema dei codici ATECO non distinti

Il comunicato  di Federauto prosegue: “Anziché essere accostati — anche solo per titolo — a fenomeni di evasione, andrebbero riconosciuti come interlocutori affidabili del fisco e sostenuti nelle sfide che il settore sta affrontando: transizione tecnologica, calo dei volumi, pressione normativa europea”.

“Si auspica quindi che il pubblico – continua la nota dell’associazione dei concessionari italiani – sappia distinguere con precisione le platee cui gli strumenti fiscali si rivolgono, evitando generalizzazioni che danneggiano l’immagine di categorie che non solo non evadono, ma contribuiscono in misura rilevante al gettito fiscale del Paese. Ci rendiamo conto che errori di questo genere nascono da una non corretta differenziazione all’interno dei codici ATECO tra categorie di operatori che sono oggettivamente e profondamente diverse”.

“Proprio per questo Federauto – conclude il comunicato – chiede da tempo di distinguere le categorie poiché, come dimostra questo caso, si ingenerano errori nella lettura dei fenomeni con ripercussioni sulla distribuzione automobilistica e nei rapporti all’interno della filiera”.

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