Fiscalità flotte, Federauto: no alla proposta da 515 milioni
La federazione dei concessionari chiede una riforma tecnologicamente neutrale, con tasse proporzionali alla CO2 reale calcolata sul ciclo di vita
Federauto, la federazione dei concessionari auto italiani, dice sì alla revisione della fiscalità delle flotte aziendali ma boccia la recente proposta presentata da altre associazioni della filiera. In un comunicato diffuso a Roma il 24 settembre 2026, Federauto chiede che la riforma sia «tecnologicamente neutrale», perché «l’obiettivo è la decarbonizzazione, non il sostegno a una specifica tecnologia».
Perché Federauto vuole la riforma delle flotte aziendali
Federauto accoglie con favore l’apertura di un confronto sulla fiscalità delle auto aziendali, un tema su cui l’associazione insiste da tempo. Secondo Federauto il canale aziendale in Italia è strutturalmente sottodimensionato rispetto alla media europea, e una sua crescita avrebbe effetti positivi sull’intero ecosistema automotive. Il sostegno alla riforma è quindi pieno, ma solo a precise condizioni: neutralità tecnologica, sostenibilità ambientale, economica e sociale, priorità al rinnovo dei veicoli più vecchi e «nessuna rendita per nessuno».
Il no alla proposta da 515 milioni di euro
Federauto ha deciso di non aderire alla recente proposta interassociativa sulla fiscalità delle auto aziendali, presentata da ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE. Secondo la federazione dei concessionari, la proposta equivale a una richiesta di 515 milioni di euro di risorse pubbliche, finanziate a debito. Pur richiamando l’obiettivo della decarbonizzazione, che Federauto definisce condivisibile, la misura finirebbe per favorire una sola tecnologia, quella elettrica, a scapito delle altre, e per dare un vantaggio competitivo al noleggio rispetto all’offerta dei concessionari italiani.
Neutralità tecnologica: tasse in base alla CO2 reale
Secondo Federauto, ogni intervento fiscale che premia un vettore energetico rispetto a un altro introduce una distorsione di mercato: «La coperta è corta — per le finanze pubbliche come per il tessuto imprenditoriale — e tirarla tutta da una parte non risolve il problema: lo sposta». La proposta dell’associazione è una tassazione delle auto aziendali proporzionale alle emissioni di CO2 effettive dei veicoli, senza distinzioni tra tecnologie: chi ha un’impronta di carbonio maggiore paga di più, chi ne ha una minore paga di meno. Federauto lo definisce un principio semplice, equo, trasparente e davvero orientato alla decarbonizzazione.
Dal tubo di scarico al ciclo di vita: il metodo LCA
Per misurare le emissioni, Federauto propone di abbandonare il calcolo “al tubo di scarico” (Tank-to-Wheel, TTW) e di adottare il metodo LCA (Life Cycle Assessment), che considera l’intero ciclo di vita del veicolo, o almeno gli standard ISO già previsti per finalità simili dalla stessa regolamentazione europea. Secondo l’associazione, basarsi su cicli di emissione più credibili è decisivo per raggiungere davvero gli obiettivi di decarbonizzazione. È una posizione coerente con quella già espressa da Federauto nei mesi scorsi sul calcolo della CO2 a livello europeo.
Le critiche al Clean Corporate Vehicles della Commissione UE
Federauto considera un errore di metodo prendere come riferimento per la riforma italiana la proposta della Commissione europea sui Clean Corporate Vehicles. Quella proposta, il cui esito secondo Federauto è ancora tutt’altro che definito, introdurrebbe un obbligo di elettrificazione delle flotte che non sarebbe neutrale né dal punto di vista tecnologico né da quello commerciale. La federazione precisa di attribuire al vettore elettrico una notevole importanza strategica, ma sostiene che nessuna politica fiscale dovrebbe promuovere una tecnologia specifica: l’obiettivo deve essere la riduzione delle emissioni, e sarà il mercato a premiare la tecnologia più adatta a ciascun contesto.
Incentivi e bollo auto: la posizione di Federauto
Federauto non condivide la pratica di chiedere risorse pubbliche italiane o europee per incentivi che non rientrino in un quadro strutturale e programmato, e chiede regole stabili, chiare, uguali per tutti gli operatori e tecnologicamente neutrali. Per questo l’associazione giudica positivamente il decreto del Governo che abolisce per il 2027 il bollo per le autovetture M1 fino a 80 kW e per tutti i motocicli L1: una misura che, secondo Federauto, non è un incentivo ma una riduzione dei costi di gestione per gli automobilisti. L’auspicio della federazione è che l’esenzione diventi strutturale, che riguardi i veicoli con non più di 8 anni di anzianità e che possibilmente si estenda a una platea più ampia, ad esempio fino a 125 kW.
Domande frequenti sulla posizione di Federauto sulle flotte aziendali
Cosa chiede Federauto sulla fiscalità delle flotte aziendali?
Federauto chiede una riforma della fiscalità delle auto aziendali tecnologicamente neutrale, con una tassazione proporzionale alle emissioni di CO2 effettive dei veicoli. Chi inquina di più paga di più, senza favorire una tecnologia specifica come l’elettrico.
Perché Federauto non ha aderito alla proposta di ANFIA, ANIASA, Motus-E e UNRAE?
Secondo Federauto, la proposta interassociativa richiede 515 milioni di euro di risorse pubbliche a debito e favorisce le auto elettriche rispetto alle altre tecnologie. Inoltre, a giudizio della federazione, darebbe un vantaggio competitivo al noleggio rispetto ai concessionari italiani.
Che cos’è il metodo LCA proposto da Federauto?
Il metodo LCA (Life Cycle Assessment) calcola le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita del veicolo, invece di misurarle solo allo scarico (Tank-to-Wheel). Federauto propone di usarlo, o almeno di adottare gli standard ISO già previsti dalla normativa UE, come base per la tassazione delle flotte.
Cosa pensa Federauto del Clean Corporate Vehicles europeo?
Federauto ritiene un errore usare la proposta della Commissione UE sui Clean Corporate Vehicles come riferimento per la riforma italiana. Secondo l’associazione introdurrebbe un obbligo di elettrificazione delle flotte non neutrale né dal punto di vista tecnologico né commerciale.
Cosa dice Federauto sull’abolizione del bollo auto nel 2027?
Federauto giudica positivo il decreto che abolisce per il 2027 il bollo per le auto M1 fino a 80 kW e per tutti i motocicli L1. L’associazione chiede che la misura diventi strutturale, riguardi i veicoli fino a 8 anni di età e si estenda possibilmente fino a 125 kW.
Federauto è contraria alle auto elettriche?
No, Federauto dichiara di attribuire al vettore elettrico una notevole importanza strategica. L’associazione si oppone però a politiche fiscali che promuovano una tecnologia specifica, e sostiene che debba essere il mercato a premiare la soluzione più adatta a ciascun contesto.
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