Grand Basel 2018: una piccola anticipazione dell’evento svizzero in programma dal 6 al 9 settembre [FOTO]

Apripista per gli appuntamenti di Miami Beach e Hong Kong

Vetture esclusive e protagoniste di pellicole indimenticabili nel particolare appuntamento di Basilea, che riunisce diversi esemplari a quattro ruote del passato e del presente

Esempi di espressività contemporanea, una nuova lettura di un recente passato ed emblemi dello sport e della cinematografia, caratterizzano l’appuntamento Grand Basel 2018. Una manifestazione svizzera in programma dal 6 al 9 settembre.

La tappa di un formato globale

Questa manifestazione anticipa altri eventi tematici previsti il prossimo anno a Miami Beach, in California dal 22 al 24 febbraio, poi nella città di Hong Kong a maggio. Tappe di un tour mondiale del format Grand Basel. In vista del Salone di Basilea, è stato già fornito una piccola anteprima dedicata ad alcune delle vetture esclusive tra le 100 previste nell’occasione. La formula del Grand Basel riunisce non solo vetture rappresentative dell’estro tecnico-ingegneristico e artistico, che caratterizza l’evoluzione dell’industria automobilistica lungo gli anni, ma anche icone della cinematografia e dello sport a livello mondiale.

Alcune delle vetture previste al Gran Basel 2018

Iniziando dal grande schermo, tra le protagoniste della tappa elvetica figura la Lamborghini Miura impiegata nel 1968, nella celeberrima sequenza di apertura del film “The Italian Job”. Immagini che ne hanno amplificato il fascino. Mentre parlando di sport e di genio creativo, spicca soprattutto la monoposto Benetton-Ford B194 guidata nel 1994 da Michael Schumacher, il famoso sette volte campione del mondo di Formula 1. A bordo di questa vettura, spinta dal un potente V8 aspirato di 3.5 litri, il pilota tedesco conquistò il suo primo titolo, vincendo otto appuntamenti sui 16 in programma in quella stagione. L’esemplare esposto è lo stesso sul quale è salito il giovane Mick Schumacher, il figlio del campione, riportata in pista per omaggiare l’ex fuoriclasse ferrarista durante alcuni giri dimostrativi nel 2017 al Gran Premio del Belgio.
Sport e arte accomunano anche la pregiata Ferrari 250 GT SWB Berlinetta del 1960, l’esclusivo esemplare che anticipa la lunga produzione di vetture V12 realizzate da Maranello, lo stesso prototipo con numero di telaio 2111 GT guidata da Enzo Ferrari in persona, tra febbraio e settembre del 1961. Così come le altrettanto ruggenti: Cisitalia 202 SC del 1947; Pegaso Z-102 Serles II Saoutchik Cabriolet del 1954 (la cosiddetta “Supercar Spagnola” con carrozzeria firmata dalla squadra interna ENESA, in alternativa dalla milanese Carrozzeria Touring o dalla francese Saoutchik); Porsche 550 1500 RS Spyder del 1956 e Aston Martin DB4 GT Zagato del 1961.
Non mancano esemplari contemporanei, frutto della commistione di estro tecnico, elevate prestazioni e un pizzico di amarcord. La recente Ferrari SP38, firmata dalla divisione “Progetti Speciali”, risulta ad esempio un nuovo unicum del Cavallino Rampante, caratterizzata da richiami alla celebre F40 partendo da una 488 GTB. Una visione suggestiva quanto la “Integrale Speciale” di Automobili Amos, l’azienda ingegneristica fondata da Eugenio Amos. Una reinterpretazione attuale della famosa “Regina dei Rally” realizzata dal marchio Lancia, proposta a Basilea proprio in occasione dell’evento.

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