Maserati, produzione in calo: dal 5 febbraio per 300 lavoratori scatterà la cassa integrazione

Preoccupazioni crescenti intorno agli stabilimenti del Tridente

Maserati - Venerdì 5 febbraio per 300 addetti degli stabilimenti modenesi di Maserati scatterà la cassa integrazione. E' uno dei primi effetti dal brusco calo della produzione, mentre i sindacati chiedono garanzie sul futuro dei lavoratori.
Maserati, produzione in calo: dal 5 febbraio per 300 lavoratori scatterà la cassa integrazione

Aumentano le preoccupazioni dei lavoratori degli stabilimenti modenesi di Maserati. Il calo della produzione, conseguenza di una contrazione degli ordini, potrebbe avere serie ripercussioni sui dipendenti della Casa del Tridente. Il primo effetto negativo del rallentamento della produzione scatterà il 5 febbraio, quando per 300 addetti Maserati partirà la cassa integrazione, con paure e apprensioni per i lavoratori che si addensano anche provando a guardare in prospettiva. 

Nelle ultime ore la situazione non semplice dei dipendenti Maserati è stata presa in carico dalla CGIL che per questa sera ha organizzato un incontro a Modena, invitando rappresentati parlamentari, regionali e provinciali, alla quale parteciperà anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, che ha sottolineato che bisognerebbe puntare su ricerca, sviluppo e innovazione per rilanciare le vendite di Maserati e tracciare un futuro meno apprensivo per i lavoratori “modenesi” del Gruppo FCA/CNH.

I sindacati sottolineano come i nodi da sciogliere siano intricati e numerosi come si evince dalle dichiarazioni del segretario Fiom, Cesare Pizzolla: “Sono davvero tante le preoccupazioni che ruotano intorno a Maserati: il calo della produzione a Modena dove si è passati dalle 19 auto al giorno del 2014 alla decina di oggi, l’apertura della cassa integrazione, il massiccio utilizzo della cassa integrazione in CNH, oltre ai timori per l’indebitamento di Ferrari finalizzato al finanziamento di FCA“.

Pizzolla chiede che le tante ombre che si stanno sviluppando attorno a Maserati vengano chiarite e per questo il segretario Fiom si auspica che avvenga quanto prima un confronto con i vertici del Gruppo: “Ci dicano con chiarezza su quali prodotti si intende puntare per il mantenere a Modena le capacità progettuali e produttive, e quali sono le vocazioni dei vari stabilimenti“.

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