Mercedes-Benz AMG GT Roadster GT C 2021: PROVA SU STRADA della supercar a cielo aperto

Non è oggettivamente perfetta ma è sexy da morire, come Benicio del Toro, Anne Hataway, Meg Rayan, Madonna…

Oggi è una giornata fortunata. E’ davvero una bella giornata poiché posso provare la Mercedes-AMG GT C in versione Roadster, quindi col soft top classico in tela. Potrei aprire il tettuccio scoperchiabile ma è inverno quindi non ci sarà il vento tra i miei capelli a caratterizzare questa prova. Non vedo l’ora di salire a bordo e portarvi con me nella prova su strada della supercar nata dalla collaborazione tra la casa di Stoccarda e il marchio di Affalterbach.

Mercedes

Estetica affusolata, muscolosa e disegnata

La Mercedes AMG GT C Roadster ti stupisce ancor prima di salirci a bordo, ancor prima di sentire il sui ruggito cupo e profondo. Se parliamo della sua estetica, lei ti fa innamorare per le sue curve cosi affusolate, quasi “accarezzate” dai designer che l’hanno cosi concepita. Il corpo vettura presenta un cofano lunghissimo cosi da far sembrare le proporzioni del suo corpo per niente perfette, con il muso cosi lungo e la coda corta. Eppure è sexy da morire. Mi ricorda alcune attrici o attori che, oggettivamente, non sono il ritratto della bellezza. Nel senso che i lineamenti del loro viso non sono perfetti o non rispettano i canoni di bellezza della nostra società, eppure attraggono gli sguardi. Tipo Benicio Del Toro o Anne Hathaway. Decisamente sexy pur con le sue imperfezioni che si trasformano in qualcosa di particolare, di interessante, di unico. Ecco qui la sua capote in tela – ordinabile anche in diverse altre colorazioni – che le dona pure qualche chilogrammo in più, esattamente 100 chili in più rispetto alla controparte solo Coupè, per fermare l’ago della bilancia sui 1.700 kg.  Poco sotto c’è il fianco della vettura, muscoloso con le nervature e la finta presa d’aria con la dicitura V8 Biturbo. E poi il viso: acquattato e che tende verso il manto stradale. Qui trova posto l’ampia griglia del radiatore divisa da 16 listelli verticali e che ingloba la Stella a Tre Punte. Ai lati i fari full LED dalla firma luminosa unica e che contribuiscono al loro sviluppo verso il fianco. Infine il lato b: affilato e rialzato. Qui ci sono anche le luci a sviluppo orizzontale che convergono al centro, dove rispondono presente l’alettone attivo ad alte velocità e il doppio terminale di scarico in bella vista con valvole parzializzartici per un sound più o meno brutale (magari per non disturbare la vecchietta che sta passando sulle strisce pedonali proprio davanti a noi, in città) e, per concludere il colpo d’occhio, due feritoie più estreme.

Salotto interno: 70% elegante e 30% “ignorante”

La Mercedes-AMG GT C Roadster ha poi degli interni elegantissimi, di alta classe, mischiati nei punti giusti con tocchi racing. E’ il mix che piace a me: 70% chiccheria, 30% puro spirito sportivo. E’ tutto ricoperto da pelle morbida l’abitacolo della Mercede AMG GT C, sia sulla plancia sia sui due sedili a guscio. Mi piace tantissimo il volante. La corona presenta sezioni in fibra di carbonio e micro-pelle che donano, entrambe, diverse sensazioni tattili mentre si guida. Sulla fibra si sente il materiale freddo, sulla micro-fibra in simil-camoscio, i palmi ti trasmettono il suo calore…durante al guida sei bombardato da molteplici, piccole, sensazioni di questo tipo. Tra le razze scorgo il quadro strumenti ben leggibile e in digitale (peccato per la mancanza di un head-up display) mentre la plancia, sulla sua sommità, presenta il display dell’infotainment, quasi appoggiato, incastonato, e poco sotto ci sono quattro circolari bocchette dell’aria. Il display dell’infotainment contiene un software molto completo, con menu dedicati alla navigazione, alla radio DAB, ma anche a gestire i supporti tipo Apple CarPlay e Android Auto o, ancora, alcuni menu specifici per tenere sotto controllo il grado di sterzo del volante e delle gomme o le temperature del motore. Il tunnel centrale, ancora non riesce a piacermi troppo. E’ cosi ingombrante e rialzato, forse a enfatizzare una seduta ancora più infossata nel corpo della vettura e rasente l’asfalto. Per me è anche un po’ troppo “plasticosa” e presenta numerosi tasti fisici per comandare il comportamento dinamico della GT C Roadster, l’apertura degli scarichi e la rigidità delle sospensioni. Concludiamo parlando del bagagliaio, davvero molto buono se pensiamo che è quello di una supercar e che permette di stivare un minimo di 165 litri, il che significa che un trolley e uno zaino trovano il giusto spazio.

Motore prepotente da 557 CV

Sotto l’infinito cofano c’è il motore V8 biturbo da 4.0 litri. Questa è la scuderia che nasconde al suo interno 557 cavalli per 680 Nm di coppia massima. Tradotto in numeri significa 0 a 100 km/h in 3,7 secondi e 316 km/h di velocità massima. Tradotto in sensazioni? I timpani delle orecchie si tendono al suono che erutta dagli scarichi, le mani si stringono sulla corona del volante a ogni busca accellerazione è il cuore batte più forte. Con me c’è il cambio Speedshift doppia frizione a 7 rapporti che si dimostra un’unità abbastanza intelligente. Alcuni colleghi l’hanno definito perfetto ma per me non è cosi. Capiamoci. E’ ottimo soprattutto nelle situazioni più guidate, ma in città o nella guida più compassata avrei preferito che comunicasse più fluentemente col motore. Alle volte sembra che il cambio voglia smorzare troppo la verve del V8 biturbo, altre, invece, tiene spesso rapporti troppo bassi nella guida cittadina e pacata. Lo ripeto, parliamo di un buonissimo cambio, ma non è perfetto.

Sta arrivano il temporale?

Alla guida la coppia si sente subito, l’accellerazione è piena e corposa appena si pigia con forza sul pedale del gas ma se non saremo decisi si sentirà un leggero turbo lag, basta superare i 1.500 giri del motore per percepire immediatamente la spinta. Appena si chiede di più alla vettura l’abitacolo si riempie di una sound da muscle car americana, è quasi come sentire il boato di un temporale in avvicinamento, cupo e vibrante. La trazione posteriore ti spinge forte e regala una guida divertente e ludica ma mai pericolosa (a meno che non si esageri, dopotutto è una supercar e richiede, alle velocità più elevate o nelle situazioni più concitate, di darle del Lei). Giunti nei pressi delle curva viene quasi naturale impostare la giusta traiettoria grazie allo sterzo particolarmente preciso e comunicativo e alle quattro ruote sterzanti. Grazie a quest’ultime, sembra di scivolare (nel senso buono del termine) all’interno della curva, un vero inserimento facilitato per poi uscire veloce e in controllo anche della coda, aiutata dal differenziale autobloccante posteriore AMG a gestione elettronica. Se la guiderete in città, il doppio asse sterzante vi aiuterà a parcheggiare o svicolare facilmente, senza farvi preoccupare dei 4,55 metri di lunghezza e dei 2,01 metri di larghezza.

Continua la nostra prova su strada…

Come da tradizione Mercedes, anche sulla AMG GT C ci sono diverse modalità di guida preimpostate tra cui scegliere. Sono cinque: Individual (che come dice la parola stessa mi permette di settare individualmente e personalmente alcuni singoli parametri della vettura, come la risposta del motore e delle sospensioni, a mio piacimento), Comfort, Sport, Sport Plus e Race (staccando cosi tutti i possibili controlli di trazione avendo, in più, un set up irrigidito). Passando dalla modalità Comfort fino alla Race c’è una vera escalation, una vera metamorfosi che fa evolvere la GT C da una Grand Tusrismo a una vettura pronto-pista in modo istantaneo. La mutazione è davvero percepibile. Lo sentirete attraverso il deretano, poiché la vettura si farà più rigida, si sente con le mani, poiché lo sterzo si farà più pronto e reattivo, e si sente con le orecchie, poiché il ruggito del motore e il suono che proviene dagli scarichi si farà più profondo e vibrante. E tutto questo semplicemente ruotando una manopola posta sul volante. Attenzione però, passando alle modalità più ludiche, si sciolgono le briglie dei aiuti alla guida e la Mercedes AMG GT C può avere reazioni fulminee nelle modalità più racing. E con un’auto di 1.700 chilogrammi la guida, in queste modalità, deve essere più abbottonata. Diverso il discorso quando si guida con la modalità Comfort, che trasforma la GT C in una Gran Turismo divertente ma anche ammansita.

Ovviamente parliamo pur sempre di una supercar, quindi è richiesta una certa attenzione alla guida , soprattutto sulla strada di tutti i giorni, cosi da non esagerare quando le circostanze non ce lo permettono. Nelle situazioni più concitate ci sono comunque una pletora di aiuti elettronici alla guida che ne smorzano l’ardore, quando esageriamo. Infine un plauso ai freni Brembo, instancabili, pronti e modulabili al millimetro, capaci di variare la potenza frenante alla minima modulazione della forza frenante. Ciò permette al pilota esperto di percepire un grande feeling con il pedale posto più alla sinistra della pedaliera della Mercedes AMG GT C, cosi da poter gestire al meglio anche il trasferimento dei carichi. 

Non dimenticarti che sopra hai solo il cielo…

No, non mi sono certo dimenticato che sono a bordo di una GT C Roadster. Sopra di me c’è la capote in tela che si aziona elettricamente sino a un massimo di 50 km/h. Non ho avuto modo di provarla per troppo tempo visto l’inverno e il freddo ma posso dirvi che, anche quando è alzata, è buono il comfort acustico e la protezione dal vento è ottimale. Il consumo dite? Oltre 12 litri per 100km.

Conclusione con difetti e pregi

La Mercedes-AMG GT C Roadster è un’ottima supercar. D’altronde se vuoi ballare sullo stesso palcoscenico della Porsche 911 GTS, della Lamborghini Huracan, della Ferrari 488 e delle varie McLaren, devi essere necessariamente un’ottima supercar, capace di far divertire in pista quanto sulle strade extraurbane, riuscendo a cambiare la pelle in modo camaleontico e trasformandoti da pura auto da corsa a godibile Gran Turismo. Però lei va oltre, può essere anche guidata in città utilizzando la modalità Comfort e, cosi facendo, neppure le viuzze più strette della metropoli la spaventeranno grazie alle quattro ruote sterzanti. Nonostante le dimensioni, con un po’ di attenzione svolta ovunque e si parcheggia piuttosto facilmente. Se ci sono dei difetti? Mi chiedete di cercare il classico “pelo nell’uovo”: il consumo è davvero elevato cosi come il prezzo che parte da 170.000 euro ma che supera di slancio i 200.000 euro aggiungendo pochi optional. E poi con la capote chiusa si vede poco dietro di noi. C’è anche quella console centrale che continua a non convincermi. Non è oggettivamente perfetta, ma è sexy da morire, come Benicio del Toro, Anne Hataway, Meg Rayan, Madonna…

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