MINI John Cooper Works: la teoria del sorvolo sullo Stretto di Messina [VIDEO]

Un sogno da impresa

Immaginate di poter approdare in Sicilia con la vostra vettura, ma senza bisogno di prendere il traghetto. Attraverso un curioso video-documentario, la MINI John Cooper Works diventa un ponte virtuale sullo Stretto
MINI John Cooper Works: la teoria del sorvolo sullo Stretto di Messina [VIDEO]

MINI John Cooper Works – Due amici e colleghi, un’auto, un’idea. Come attraversare lo Stretto di Messina senza usare il traghetto, pur non essendoci un ponte? La soluzione è una MINI John Cooper Works volante.

La spettacolare impresa ha come protagonisti due preparatori di MINI, Mimmo Torchia e Tonino Vitale. Questi, uniti dalla loro passione per il marchio britannico e legati alle origini calabrese e siciliana, hanno espresso il desiderio di collegare le terre usando le doti “aerodinamiche” della MINI John Cooper Works.
Una vettura spinta da un potente propulsore quattro cilindri con tecnologia MINI TwinPower Turbo da 2.0 litri, in grado di sviluppare 231 cavalli (170 kW) e raggiungere da ferma i 100 km/h in 6,3 secondi con il cambio manuale abbinato. Ma con la trasmissione automatica e convertitore di coppia Aisin, il dato scenderebbe a 6,1 secondi. La velocità massima indicata, poi, è di 246 km/h. Non solo la meccanica ma anche l’aerodinamica è studiata per ottenere la massima efficienza prestazionale, e il nuovo impianto frenante consente spazi d’arresto contenuti. Dettagli che hanno contribuito nella prova.

Con la collaborazione di Pino Vitale, fratello di Tonino e ingegnere aeronautico, i tre sviluppano una soluzione per rendere volante la MINI e sorvolare lo Stretto di Messina, partendo dalla costa calabrese di Cannitello e atterrando tra lo stupore dei presenti sulla spiaggia siciliana di Capo Peloro. Il risultato poggia su una teoria illustrata dallo stesso ingegnere: “Se consideriamo che un Cessna decolla a 100 km/h e che pesa circa 100 chili in meno di una MINI, che pesa un tonnellata e due. Sì, può decollare.” E poi sottolinea l’ingegnere: “Ora se considerate che quest’auto è in grado di sviluppare una accelerazione istantanea da 0 a 200 km-7h in meno di 25 secondi, in realtà è così potente che bastano ali piccole.”

Un’impresa che rievoca le gesta di John Cooper e delle sue vincenti MINI. Un modo per sottolineare le qualità prestazionali della nuova MINI John Cooper Works, descritta dall’Head of MINI Federico Izzo come : “Un jet su quattro ruote, un’auto progettata per restituire la quintessenza di MINI, un piccolo bolide realizzato per divorare la strada. Anche là dove una strada ancora non c’è come tra Calabria e Sicilia.” Ma secondo Tonino Vitale: “Non è finita qui.” Si anticipa un tentativo anche sullo Stretto della Manica, ed è bello pensare di poter realizzare i propri sogni.

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