Nuova Jeep Compass: aperti gli ordini dei nuovi allestimenti Business e Summit
Si tratta di due proposte pensate per rispondere a esigenze differenti
Jeep continua a costruire attorno alla nuova Jeep Compass un’offerta sempre più ampia e mirata, aggiungendo alla gamma i nuovi allestimenti Business e Summit. Due versioni diverse per impostazione e pubblico di riferimento, ma accomunate dalla stessa idea di fondo: rendere il SUV del marchio americano ancora più completo, più tecnologico e più vicino alle esigenze reali di chi oggi cerca un’auto capace di accompagnarlo ogni giorno, senza rinunciare a comfort, immagine e versatilità.
Arrivano altre due versioni della nuova Jeep Compass
La Compass, del resto, è uno dei modelli più importanti nella storia recente di Jeep. Non solo per i numeri, con oltre 2,5 milioni di esemplari venduti nel mondo, ma anche per il ruolo che ha avuto nell’avvicinare il marchio a un pubblico più ampio, mantenendo comunque un’identità forte. La nuova generazione nasce da un progetto profondamente italiano: è stata disegnata a Torino, sviluppata a Balocco e viene prodotta a Melfi sulla piattaforma STLA Medium. Un percorso che racconta bene quanto questo modello sia centrale non solo per Jeep, ma anche per la strategia industriale del gruppo in Europa.
Con l’arrivo degli allestimenti Business e Summit, il marchio prova a dare risposte più precise a clienti diversi. Il Business è pensato soprattutto per chi utilizza l’auto in modo intensivo, per lavoro o per lunghi spostamenti, e mette al centro tutto ciò che può migliorare la vita quotidiana a bordo. Tra gli equipaggiamenti di serie ci sono la telecamera a 360 gradi, i sensori di parcheggio laterali, il caricatore wireless, il Predictive Adaptive Cruise Control, l’Active Lane Change Assist, il Rear Cross Traffic Alert e il sistema Wrong Pedal Prevention. In pratica, una Compass pensata per chi macina chilometri e vuole farlo con il massimo della serenità possibile.
La Summit, invece, rappresenta l’anima più ricca e sofisticata della gamma. Qui il discorso cambia leggermente: l’attenzione si sposta di più sul piacere di stare a bordo, sulla qualità percepita, sul colpo d’occhio e su tutto ciò che contribuisce a dare alla Compass un tono più premium. La dotazione di serie include cerchi in lega da 19 o 20 pollici, fari LED Matrix, fendinebbia anteriori, griglia a sette feritoie illuminata, fanali posteriori premium con logo Jeep retroilluminato, vetri posteriori oscurati e barre al tetto. Anche l’abitacolo è più ricercato, con sedili in full vinile, sedili e volante riscaldati, sedile guida elettrico a 8 vie, illuminazione ambientale personalizzabile e sbrinatore del parabrezza. È la Compass per chi vuole qualcosa in più in termini di stile e comfort, senza perdere quella praticità che resta uno dei punti forti del modello.
Quello che emerge chiaramente è che Jeep non ha voluto semplicemente aggiungere due nomi alla lista, ma ha cercato di definire meglio il carattere di ogni proposta. Da una parte una versione più orientata all’uso professionale e alla funzionalità, dall’altra una più ricca e distintiva, capace di alzare il livello della percezione qualitativa. In entrambi i casi, però, resta intatta la base del progetto Compass: un SUV che vuole essere trasversale, moderno e adatto a scenari molto diversi tra loro.
Ed è proprio questa la chiave della nuova Compass. Jeep la presenta come un modello capace di muoversi con disinvoltura tra città, tangenziali, lunghi viaggi e percorsi più accidentati, mantenendo sempre una forte coerenza con il proprio DNA. Da un lato ci sono il design riconoscibile, la posizione di guida da SUV e una presenza su strada ben marcata; dall’altro una piattaforma moderna e una gamma motori molto articolata, costruita per accompagnare la transizione del mercato verso l’elettrificazione.
La scelta di motorizzazioni è infatti uno degli elementi più interessanti dell’intero progetto. La nuova Compass sarà disponibile con e-Hybrid da 145 CV, con plug-in hybrid da 225 CV e con versioni 100% elettriche che arrivano fino a 375 CV, comprese varianti a trazione integrale e con un’autonomia dichiarata fino a 650 chilometri.
Dal punto di vista tecnico, la Compass continua a voler restare una vera Jeep, anche in questa fase di evoluzione. Non è un dettaglio secondario, perché oggi molti SUV puntano soprattutto sull’immagine, mentre qui il marchio insiste ancora su contenuti concreti. Il sistema Selec-Terrain, le protezioni a 360 gradi, l’altezza da terra superiore a 200 mm, gli angoli caratteristici ottimizzati e la capacità di guado fino a 480 mm raccontano un modello che non vuole perdere il proprio lato avventuroso. Allo stesso tempo, il lavoro fatto sull’aerodinamica, con un coefficiente di resistenza di 0,29, mostra quanto l’efficienza sia diventata centrale nello sviluppo del progetto.

Anche l’abitacolo segue una logica chiara: offrire un ambiente moderno, intuitivo e tecnologicamente molto più avanzato rispetto al passato. La plancia integra un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici, un display centrale da 16 pollici e l’Head-Up Display, con un’organizzazione delle funzioni che punta a semplificare l’interazione. Infotainment, navigazione, climatizzazione, telefonia e sistemi di assistenza sono raccolti in un’interfaccia pensata per essere chiara e immediata, mentre i comandi al volante sono stati ottimizzati per risultare facili da usare anche quando il fondo non è perfetto.
Sul fronte dell’assistenza alla guida, la nuova Compass alza ulteriormente l’asticella. La guida autonoma di Livello 2 è proposta di serie e comprende sistemi come il Predictive Adaptive Cruise Control, che non si limita a reagire al traffico ma adatta la velocità anche in base al profilo della strada, anticipando curve, rotatorie e limiti. A questo si aggiunge il cambio corsia semi-automatico, attivo tra 70 e 180 km/h, pensato per rendere i viaggi più rilassanti. Sulle versioni elettriche debutta anche la funzione One-Pedal Drive, che consente di gestire accelerazione e decelerazione con il solo pedale destro, una soluzione particolarmente utile nella guida urbana.
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