Omicidio stradale, domani un sit-in per chiederne l’istituzione

L'ultimo caso è il quindicenne Elio Bonavita

Centosessanta episodi di pirateria, 18 morti in due mesi, 30 entro fine marzo. Questi sono i numeri che evidenzia l'Asap in relazioni alle morti sulle strade dovuti all'omissione di soccorso. Domani in tutta Italia ci saranno dei sit-in per chiedere il nuovo reato di omicidio stradale
Omicidio stradale, domani un sit-in per chiederne l’istituzione

Omicidio stradale – Domani davanti a 24 prefetture italiane saranno organizzati dei sit-in nei quali i partecipanti si prenderanno per mano per formare una simbolica catena umana in memoria delle vittime della strada e, soprattutto, per chiedere l’istituzione del reato di omicidio stradale. La mobilitazione nasce dopo la morte di Elio Bonavita, il quindicenne che domenica mattina ha perso la vita in un incidente stradale a Monza provocato da un’auto che non si è fermata a prestare soccorso.

Questa manifestazione nasce in modo spontaneo in un momento in cui l’opinione pubblica e il governo sembra particolarmente attento e sensibile al tema delle vittime della strada ripetutamente offese da sentenze ingiuste che rinnovano il dolore”, scrive Marina Fontana, sopravvissuta a un incidente in cui ha perso la vita il marito Roberto Cona. La donna ha scritto anche a Papa Francesco. “Centosessanta episodi di pirateria, 18 morti in due mesi, 30 entro fine marzo, e l’introduzione del reato di omicidio stradale è ancora lontana. Ma cosa aspettano? E perché a Monza chi ha investito e ucciso il giovane Elio è scappato? Non lo sappiamo. Diciamo però che con la legge attuale se sei drogato o ubriaco per le pene previste dall’articolo 589 del codice penale conviene darsi alla fuga. Spesso quando le forze di polizia identificano l’autore non ha più senso sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest, perché sono trascorse ore o giorni dall’evento“. Questo sono, invece, le parole amare e forti di Giordano Biserni, presidente dell’Asaps, associazione da anni in prima linea per la sicurezza stradale.

Attualmente la media delle condanne in caso di omissione di soccorso è di 2 anni e 8 mesi. “Ci sono cinque proposte di legge e tanti ostacoli da superare,” aggiunge Biserni. “Sappiamo che il presidente del consiglio e il ministro dell’Interno Alfano sono favorevoli. Ma il ministro della Giustizia Orlando? Lui non si è pronunciato“. Per arrivare ad istituire il reato di omicidio stradale ci vorrebbe una riforma al codice della strada, con la Commissione Bilancio del Senato che ha già respinto alcune proposte per la mancanza di copertura finanziaria, e una al codice penale, dove la strada, però, è ancora più in salita.

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