Prezzi benzina: il diesel sotto i 2 euro al litro dopo quasi 2 mesi

Ma dai prossimi giorni potrebbero tornare i rialzi

Prezzi benzina: il diesel sotto i 2 euro al litro dopo quasi 2 mesi

Prosegue qualche buona notizia dal fronte carburanti, seppur la situazione internazionale continui ad essere molto instabile e con continui cambiamenti. Per la prima volta dallo scorso 23 marzo, il giorno dopo l’annuncio del primo taglio delle accise del Governo, il diesel al self ha una quotazione inferiore ai 2 euro al litro. La quotazione del gasolio è di 1,997 euro al litro, sulla scia di una discesa che prosegue da qualche settimana. Lieve calo anche per la benzina.

I prezzi di martedì 12 maggio 2026

Entrando più nel dettaglio, secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana sulla base dei prezzi dell’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio del diesel al self è sceso di 10 millesimi, appunto con una quotazione di 1,997 euro al litro. Come dicevamo, non accadeva dal 23 marzo, anche se il prezzo resta ben superiore alla media precedente allo scoppio della guerra in Iran, nonostante una discesa ormai in atto da quasi un mese. Resta ben sopra la quotazione di 2 euro al litro in autostrada (2,073 euro/litro) ed anche al servito (2,150 euro/litro).

Anche la benzina ha avuto un leggerissimo ribasso, di un millesimo, ed è oggi quotata a 1,929 euro al litro. La verde è però scesa anch’essa sotto i 2 euro al litro anche in autostrada (1,999 euro/litro), mentre resta oltre quella quota al servito (2,069 euro/litro). Qualche leggera discesa anche per gli altri carburanti: 0,919 euro/litro per il Gpl, mentre il metano auto è a 1,596 euro/kg.

La situazione e le previsioni

La situazione internazionale è ancora molto instabile e senza certezze. Le ultime notizie provenienti dal Medio Oriente non sono state positive, con il presidente americano Donald Trump che ha rifiutato il piano di pace dell’Iran, definendo la tregua attuale “fragilissima, in terapia intensiva”. Con nuove accuse e minacce per il paese mediorientale per “aver fatto giochetti e preso in giro gli Stati Uniti d’America e il resto del mondo per 47 anni. Ci hanno fatto aspettare, hanno ucciso la nostra gente con le loro bombe lungo le strade, hanno sterminato 42mila manifestanti innocenti, ridendo del nostro Paese, ma ora non rideranno più”.

Parole che hanno riportato in rosso le Borse europee ed ha riportato il prezzo del petrolio sopra i 100 dollari al barile, con un possibile nuovo rincaro dei carburanti. Infatti, da due giorni c’è un deciso aumento delle quotazioni internazionali dei prodotti petroliferi e l’attuale ‘tregua’, con discesa dei prezzi, potrebbe finire molto presto. Secondo alcuni esperti, già da domani o giovedì gli effetti di questi rialzi si vedranno anche ai nostri distributori, con una nuova inversione di tendenza ed una crescita di benzina e diesel. Pesando sulle tasche degli italiani.

Prevedere cosa accadrà nelle prossime settimane è impossibile, visto che la situazione cambia costantemente da un giorno all’altro, tra speranze di un accordo di pace ed il timore della ripresa della guerra. Con, nel frattempo, lo stretto di Hormuz sempre praticamente bloccato, non permettendo il passaggio regolare del petrolio, causando continui alti (soprattutto) e bassi nelle quotazioni del greggio e, di conseguenza, non dando stabilità ai prezzi.

Cosa accadrà dal 22 maggio?

Intanto, si inizia a dare uno sguardo a cosa potrà accadere dal 22 maggio, quando scadrà l’attuale proroga dello sconto delle accise. C’è ancora più di una settimana di tempo, per il momento non sono ancora arrivate indiscrezioni su cosa intenda fare il Governo sul tema, visto che si tratta di una situazione delicata, per cui serve reperire i fondi per dare ulteriore vigore allo sconto. Come vediamo, i prezzi ai distributori stanno scendendo, ma molto lentamente.

Se l’esecutivo non deciderà di prorogare ulteriormente il taglio delle accise, ci sarà un’impennata dei prezzi, in particolare per quanto riguarda il diesel. Ricordiamo che, con l’ultima proroga, lo sconto era stato ridotto a 5 centesimi al litro (+IVA) sulla benzina e mantenuto a 20 centesimi al litro (+IVA) sul gasolio. In caso si ritornasse ai costi ‘originali’, a partire dal weekend del 23 maggio, la benzina salirebbe di circa 10 centesimi/litro ed il diesel di circa 25.

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