Suzuki è Sport: torna il progetto benefico a favore delle Associazioni sportive dilettantistiche

Per la seconda edizione il marchio giapponese mette in palio 40.000 euro

Suzuki si schiera al fianco di cinque federazioni italiane - calcio, canottaggio, ciclismo, sport del ghiaccio e motociclismo - per raccogliere fondi da devolvere ai giovani sportivi e alle loro associazioni, nel nome dello sport dilettantistico e dei professionisti del futuro
Suzuki è Sport: torna il progetto benefico a favore delle Associazioni sportive dilettantistiche

Per il secondo anno del progetto Suzuki è Sport, il dinamico marchio giapponese scende in campo con una nuova formazione e un nuovo obiettivo: 40.000 euro in donazioni da devolvere a 15 Associazioni sportive dilettantistiche, iscritte alle cinque federazioni protagoniste di questa nuova edizione.

In occasione dell’incontro di domenica Torino – Genova, conclusosi con una bella vittoria della squadra che dal 2013 porta sulla maglia granata il nome di Suzuki, i vertici delle federazioni che hanno aderito al lodevole progetto – Federazione internazionale giuoco calcio (FIGC), Federazione italiana sport del ghiaccio (FISG), Federazione ciclistica italiana (FCI), Federazione italiana canottaggio (FIC), Federazione motociclistica italiana (FMI) – si sono ritrovati allo stesso tavolo per condividere l’importanza di promuovere lo sport a tutti i livelli.
Già nel 2017 il progetto targato Suzuki aveva riscosso un notevole successo, con 46.936 iscrizioni e 245.936 click, che si sono tradotti in donazioni tangibili, portando un sostegno concreto a tutte quelle associazioni dove si celano i talenti del futuro, ma che non dispongono delle medesime risorse accessibili ai grandi protagonisti del panorama sportivo internazionale.

Per rinsaldare l’importante legame che la lega al mondo dello sport, Suzuki ha deciso di entrare in azione con tutte e tre le divisioni del marchio – auto, moto e marine – a supporto di una iniziativa che completa il suo impegno già al fianco di FCI e FISG come main partner, come partner della FIC, e come sponsor di Torino Football Club, “una delle società con maggiore esperienza nella formazione dei giovani, sia a livello nazionale che internazionale”.

Massimo Nalli, presidente di Suzuki Italia SpA, ha spiegato il concetto alla base di questa bella iniziativa: “Suzuki è Sport vuole unire lo sport dilettantistico a quello professionistico. Per mestiere vendiamo veicoli: la visibilità ai massimi livelli per noi è importante, ma se possiamo mettere il nostro marchio vicino agli atleti professionisti è grazie al fatto che ci sono dei dilettanti, ragazzi e ragazze, che iniziano da piccoli. E a loro un po’ di aiuto è dovuto, perché un qualunque campione un giorno è partito da dilettante”.

“Il montepremi di 40.000 euro, in crescita rispetto all’anno scorso, verrà diviso tra le tre società più votate, per ognuna delle cinque federazioni. Le vincitrici riceveranno un premio in denaro, perché queste società hanno bisogno di fondi: per pagare la bolletta per le docce calde negli spogliatoi, a volte per le divise, o per i costosissimi attrezzi di cui tutti questi sport hanno bisogno”.  

Renato di Rocco, presidente Federazione ciclistica italiana e vice presidente della Federazione mondiale, è intervenuto parlando della funzione educativa che lo sport può esercitare sui giovani: “A livello mondiale la scuola di ciclismo italiana è sempre un punto di riferimento. Noi partiamo da giovanissimi, e quella non la consideriamo una attività agonistica, ma educativa. Per cui già dallo scorso anno, quando Suzuki ci ha chiesto di condividere questo progetto, abbiamo detto subito di sì. Chiunque dà una mano alle società sportive di base, di qualsiasi disciplina, è un aiuto importante e una iniziativa da sostenere”.

Dello stesso pensiero anche Andrea Gios, ex hockeista su ghiaccio e oggi presidente Federazione sport del ghiaccio, vincitore nel 2017 del progetto Suzuki è Sport: “Il lavoro che facciamo a contatto con le società più piccole è molto importante e dà valore allo sforzo di un numero incredibile di dirigenti sportivi, che ogni domenica impiegano tempo e denaro a far crescere giovani talenti. Ringrazio ancora Suzuki perché è andata al cuore del problema. Di 100 ragazzini che iniziano a pattinare probabilmente uno diventerà un campione, però quegli altri 99 sono un patrimonio del nostro sport e di tutto lo sport italiano. Loro devono diventare prima di tutto degli sportivi, gente che ama lo sport e che poi andrà a vedere le gare. Un giovane allenato correttamente, cresciuto con i valori dello sport, diventa una persona e un cittadino migliore, che si sa confrontare, che sa vincere e sa soprattutto perdere”.

Ma come è possibile dare un sostegno concreto a Suzuki è Sport? Con un semplice click. Sul sito http://www.suzukiesport.it gli utenti possono votare la loro associazione preferita iscritta tra le 5 federazioni coinvolte quest’anno nel progetto.

L’obiettivo è quello di coinvolgere sportivi e appassionati, senza distinzione di categoria e tifo. L’operazione sarà attiva fino al 27 gennaio 2019, e coinvolge naturalmente anche i canali social del marchio, per una partita solidale in cui siamo tutti coinvolti. Nel nome dello sport che fa bene.

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