Suzuki Swace Hybrid: intervista speciale con Massimo Nalli [VIDEO]

Come si sta evolvendo il marchio, ormai completamente elettrificato

La nuova Suzuki Swace Hybrid, che abbiamo provato poco tempo fa in anteprima, è l’ultimo e più recente passo all’interno della cooperazione tra la casa di Hamamatsu e la connazionale Toyota. Uno scambio che ha portato diverse conoscenze tecniche e know-how di Suzuki verso il colosso nipponico, ma che al tempo stesso ha permesso anche a Suzuki di completare la propria offerta di autovetture elettrificate con due tecnologie ormai praticamente irrinunciabili. Stiamo parlando del plug-in della Suzuki Across (qui la nostra prova su strada) e, appunto, della full hybrid Swace.

Perché si chiama Swace?

La Suzuki Swace deriva direttamente dalla Toyota Corolla, ovviamente personalizzata secondo gli stilemi della casa. Si distingue dalla sua sorella per alcuni dettagli, come ad esempio il logo Suzuki posizionato più in alto, il che rende la calandra più sottile e moderna allo sguardo. Sul posteriore troviamo un logo Suzuki in rilievo e, naturalmente, il particolarissimo nome della gamma. Potrà non sembrare evidente ad una prima occhiata, ma in realtà Swace è un acronimo, il cui significato ci è stato spiegato direttamente da Massimo Nalli, Presidente di Suzuki Italia, in questa nostra intervista speciale. Abbiamo parlato dell’auto, delle sue caratteristiche, ma non solo.

Il mondo dell’elettrificazione

Con l’arrivo della Suzuki Swace Hybrid, come detto, l’intera gamma della casa giapponese non solo può dirsi elettrificata, ma può anche affermare di aver a listino tutte le tecnologie ibride attualmente interessanti per il mercato. Ciò significa che a livello di consumi le Suzuki promettono di aver fatto un balzo in avanti notevole, conservando al tempo stesso anche la loro convenienza a livello di costi e affidabilità. Per esplorare però ancora di più questo mondo, vi lasciamo alla nostra intervista esclusiva, che potete trovare qui sopra.

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